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27 gennaio 2012 5 27 /01 /gennaio /2012 18:25

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Martedì scorso Maestra A mi ha chiamata a colloquio. Superboy è bravissimo, sveglio, intelligente, persino molto ben educato quando gli gira bene ma…  Ci sono un mucchio di “ma” che però Maestra B non mi ha mai fatto presente…    

Maestra A dice che Superboy ultimamente dice un sacco di parolacce (confermo, sto meditando di sigillargli la bocca con il Superattak se non la fa finita). Non è l'unico, per carità, ma io non sono interessata a quello che fanno gli altri.    

Maestra B non ha segnalato il problema "turpiloquio".

Maestra A dice che tende a risponderle troppo a tu per tu (e ci credo, assolutamente. Superboy è convinto di essere un adulto, da sempre. Non che gli adulti siano autorizzati a rispondere male a chicchessia, ma non è questo il punto).    

Maestra B non ha rilevato alzate di testa inopportune. 

Maestra A dice che è litigioso, che se la prende con i più deboli, che ha il vizio di fare lo sgambetto a chi gli rompe le scatole.

Maestra B dice che è ben integrato con tutti i compagni, che aiuta generosamente su sua richiesta alcuni  bimbi  a terminare i compiti, soprattutto quelli che manifestano difficoltà di apprendimento (nella sua classe ce ne sono due) e non ha mai parlato di sgambetti o spintoni.

Maestra A dice che suggerisce le risposte ai compagni e che vuole prendere sempre la parola prima degli altri. Fa il saputello, in sintesi.

Maestra B dice che aspetta più o meno pazientemente il suo turno, fugando così il mio più grande terrore di madre di un bimbo che fortunatamente va più che bene a scuola. Non fa il saputello, questo dice la maestra perché glielo chiedo con una certa frequenza, e me lo confermano anche i suoi compagni di classe. In aula c’è chi fa davvero il saputello e si vanta della sua sfilza di 10. Prima o poi lo incapretteranno per poi seppellirlo sotto le piante d’oleandro in giardino, questo è il piano. Me l’ha confessato in tutta confidenza una gnoma bionda simpaticissima, la “capa” delle femmine della classe. Ma questo saputello, almeno a detta di quella vocina autorevole, non sarebbe mio figlio.  

Come tutte le cose, sono convinta che la verità stia nel mezzo. Maestra A, quella che mi ha chiamato a rapporto, conosce mio figlio da neanche quattro mesi ed è l’insegnante del pomeriggio; Maestra B, invece, lo ha preso in consegna fin dalla prima elementare e il suo lavoro si svolge al mattino.

Detto ciò, non pensiate che creda mio figlio totalmente innocente: sono perfettamente cosciente dei suoi difetti, così come dei suoi pregi. Prendersela con i più deboli no, non ce lo vedo davvero. A dire le parolacce, rispondere a tono alla maestra e reagire alle provocazioni con uno sgambetto invece si, ce lo vedo eccome.

Ho stilato su un block notes un elenco dei comportamenti sbagliati di Superboy, gliel’ho fatto leggere e ogni pomeriggio, quando torna da scuola, gli chiedo se è stato capace di controllarsi e depenniamo con soddisfazione la voce corrispondente.

Lui afferma ovviamente di aver evitato tutte le cattive condotte, e lo fa con una vocina dolce e melliflua, dolendosi con tutto il cuore del suo “periodo confusionario”. Perché è così che si è giustificato: è attualmente confuso, non si sente più lui. La colpa è forse della “scarica di adrenalina” che lo assalirebbe nel pomeriggio. E un altro motivo è che nel pomeriggio lui si annoia, al mattino no. Così mi ha detto, e mi è preso un accidente perché so benissimo di cosa parla. La sua stessa noia l’ho provata anch’io prima di lui, e non è semplicissimo gestirla. Non lo è stato persino per una bimba soprammobile come ero io alla sua età, figuriamoci per lui, che è tutto tranne che paziente e tranquillo.

E’ per questo che sono assolutamente contraria alla scolarizzazione precoce, perché imparare a leggere a neanche quattro anni non ti facilita la vita a scuola, te la complica.  E prima che mi diciate: “E allora che cosa glielo hai insegnato a fare a leggere prima del tempo?" se vi va buttate un occhio qui: Superboy cresce, mamma sclera. E' un post che spiega come mai il nano ha iniziato a divorare libri in anticipo rispetto alla tabella di marcia.

Fra un paio di settimane avrò un nuovo colloquio con Maestra A, ma per non saper né leggere né scrivere magari parlo anche con Maestra B. Perché sono convinta che se Pirandello ha scritto “Uno nessuno e centomila” l’abbia fatto con cognizione di causa, mica perché in quel periodo aveva voglia di sparare minchiate più del solito…       

Questo post partecipa al blogstorming di Genitori Crescono. Tema del mese: Essere vs apparire

 

 

 

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commenti

la staccata 01/08/2013 08:43

Questo è un vecchissimo post, el_gae, ma ho recentemente scoperto che si può partecipare al blogstorming anche con pensieri pubblicati precedentemente al tema del mese.
Quello che ti posso dire, a distanza di un anno, è che effettivamente Maestra B si era fatta un'opinione in base anche a delle...come definirle? Premurose pressioni di due/tre Lammammadì? ;-)
Purtroppo esistono genitori la cui principale occupazione consiste nel complicare la vita degli altri. Nel mio caso specifico ci sono riusciti, eccome. Poi si è sistemato tutto, ma l'amarezza che
ho provato in quei lunghi 6 mesi tanto è durata l'inquisizione nei confronti di Superboy prima che la maestra si persuadesse del fatto che non è un bullo presuntuoso e sboccato) ce l'ho ancora
ficcata nel cuore.

el_gae 01/07/2013 12:55

Per noi che facciamo lavori educativi c'è un nemico sempre agguato: la prima impressione. Chissà perchè ci facciamo un idea che poi fatichiamo un sacco a modificare. E magari ci serve il confronto
con altri per capire che se, si, la nostra idea non è sbagliata, c'è un punto di vista diverso che ci può aiutare a valutare l'interezza delle persone. Direi, quindi, che secondo me, più che
trovare la vera descrizione di Superboy nella media delle due opionioni, la cercherei nella somma delle due. Che oltretutto non è neppure male ;)

luana 02/01/2012 09:32

@mara: ti ringrazio del consiglio. In realtà “per non sapere né leggere né scrivere chiedo anche a Maestra B” era soltanto una frase scherzosa. La maestra con cui mio figlio ha questi piccoli
problemi è effettivamente molto diversa dall’altra insegnante. Le varie Lamammadì della mia classe l’accusano di essere anaffettiva con i bambini e generalmente poco empatica. Io, invece, ho visto
in lei semplicemente una donna più esigente dell’altra, o semplicemente diversa dall’altra. Per questo, forse, mio figlio si comporta in modo diverso con lei. Ma credo più realisticamente che
Alessandro sia semplicemente stanco di stare fermo nel pomeriggio, per questo scalpita un po’. Fortunatamente l’ “emergenza” sembrerebbe già rientrata. Un paio di giorni fa mi ha sorriso e mi ha
fatto da lontano il segno del pollice in alto. Suppongo che ciò significhi che è tutto ok. Ale dice che si sta comportando bene, e io ci credo. La strigliata ha sicuramente prodotto effetti
positivi, visto che fra parentesi non dice più parolacce (almeno davanti a me). A scuola, poi, ci va volentierissimo. E anche questo è un ottimo segnale.

@sfolli: già, proprio per niente :-)

@marzia: sono d’accordo con te su tutti i fronti, essere “avanti” diventa paradossalmente un limite. L’unica cosa che mi preoccupa, che mi ha sempre preoccupato a dirla tutta, e puoi leggerlo anche
dal post che ho linkato “Superboy cresce, mamma sclera” è che lui possa annoiarsi. L’altra maestra ha trovato la chiave per interessarlo, io cerco di fargli sfiammare il cervellino nel pomeriggio
con attività che lo soddisfino, ma non legate in senso stretto all’ambito scolastico perché altrimenti rischierei di “aggravare” la situazione. Quello che finora mi conforta è che sembra che
Alessandro abbia corretto i suoi comportamenti poco educati, sulla questione “noia” proverò a parlare di nuovo con la maestra cercando di farle capire che purtroppo lui ha delle esigenze un po’
particolari, e che dovrebbe sforzarsi di essere un po’ più tollerante, come l’insegnante della mattina. In ogni caso, io mi metto nei panni di questa maestra. Mio figlio non è l’unico ad avere
particolari esigenze, nella sua classe c’è un bimbo dislessico e un altro che ha bisogno di un insegnante di sostegno, ci sono bambini timidi che vanno spronati, vivaci che vanno “sedati”. Insomma:
la tentazione è ovviamente quella di pretendere maggior riguardo alle esigenze del mio Alessandro, ma contestualmente questa maestra ne ha anche molte altre da soddisfare. E non credo che sia un
lavoro semplicissimo, il suo.

@pinkmommy: ma certo, figurati. Fai pure tua la mia piccola idea. Con il mio ha funzionato, mi auguro che sarà così anche con il tuo gnomo.

pinkmommy 01/28/2012 20:04

visto che mio figlio è il clone del tuo, buono e decisamente vivace a seconda delle occasioni, sono fermamente convinta anche io che la verità sia nel mezzo...posso rubarti l'idea del notes con i
comportamenti giusti e sbagliati da depennare? ;) un bacione e buona serata!

Marzia 01/28/2012 19:16

Vengo giusto da un articolo sui danni dell'insegnare ai figli a leggere e scrivere prima della scuola, poi si annoiano e tutte le altre storie. Bene, ma se il bambino fa da se'? Mio figlio non e'
simpatico come Superboy ma anche lui e' convinto di essere un adulto e a 4 anni leggeva e contava perfettamente. E io non ho fatto nulla, nulla per farlo arrivare li'. Lui a scuola si annoia
ancora, anche in seconda, ma sa che lui ci va per imparare altro, per quelle competenze sociali in cui ancora deve progredire. Lui ha due personalità, passa dal muto all'eccessivo, dall'immobile
all'esplosivo e la nostra fortuna e' avere una maestra che si occupa di ciò in cui e' carente, anche se non si tratta di didattica. Insomma tutti questi bambini precoci a dispetto di ciò che
avrebbero preferito le loro madri dovranno pur essere gestiti nella loro noia, perché farlo diventare un limite? Non so se mi sono spiegata, e' in tema in cui mi infervoro ..

Chi Sono

  • : La Staccata
  • La Staccata
  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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