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5 agosto 2012 7 05 /08 /agosto /2012 11:38

scheletro

Riporto fedelmente una conversazione tipo che in questo momento si starà svolgendo nella stragrande maggioranza delle case in cui ci sia un figlio alle prese con i compiti per le vacanze. Cambia soltanto il dialetto di appartenenza, per il resto le modalità sono più o meno le stesse.

 

- Mammaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa... -  ( per la duecentomilionesima volta da che ha iniziato a fare i compiti, dieci minuti fa. Ma cosa ve lo racconto a fare?)

 

- Sìììììììììììì, ?! - ( con un tono di voce forse un filino più stridulo del dovuto, quello che nasce dalla considerazione “Signore benedetto, ma tu fra gli unici organi funzionanti nel mio corpo proprio sulle orecchie dovevi concentrarti?” )

 

- Quanto fa 15:3 ? -

 

- Amore, ma te sei rincitrullito? Quanto vuoi che faccia? Lo sai quanto fa -

 

- Dimmelo tu, no? Che ti costa? -

 

- E no, core de mamma. Dimmi tu quanto fa, poi ti dico se è giusto o sbagliato -

 

- Dimmelo prima tu, no? Possibile che sei sempre così ostinata? -

 

- Non so' "ostinata", so' sfinita... -

 

- No, è che tu mi nascondi sempre le cose... -

 

- Cacchio dici? Ma che ti nasconderei io? Il risultato di una divisione? -

 

- Anche peggio. Scheletri nell'armadio. Tutti hanno scheletri nell'armadio. Il tuo qual è? E soprattutto: me lo dici o no quanto fa 15:3? -

 

- No, te lo calcoli da solo. Io le elementari le ho già superate da un pezzo, e anche in modo brillante –

 

- Non si direbbe, visto che non sai quanto fa 15:3… -

 

La pazienza del Dalai Lama ora mi servirebbe come una scialuppa di salvataggio a uno che è appena sprofondato nelle acque gelide di un oceano. Peccato che io con i buddisti non abbia nulla a che spartire, eccezion fatta per il colore arancione che mi sta da Dio…

 

O meglio… Di pazienza ne avrei da vendere, eccome. Lo ha spontaneamente ammesso proprio Superboy in questo post  , è solo che adesso è momentaneamente impegnata a nascondere scheletri nell’armadio.

 

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9 maggio 2012 3 09 /05 /maggio /2012 23:48

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“Allora, sorcio, come è andata la prova Invalsi?”

“Bene, ma’. Molto molto bene…”

“Ottimo, tesoro. Cosa vi hanno fatto fare?”

“Mah…Ci hanno consegnato due fascicoli. Dovevamo rispondere a delle domandine… Associare le figure alle parole, rimettere in ordine delle frasi, e scrivere pure qualcosina…”

Qualcosina, sì. Mai che mi racconti qualcosa di specifico su quello che combina a scuola. Se gli chiedo: “Cosa avete fatto oggi?”, la sua risposta standard è “Niente”. Possibili varianti: “Non me lo ricordo/Ma certo che sei proprio curiosa, tu!/Mi scappa la cacca,adesso, non te lo posso dire. Andiamo al parco?” A fare la caccaaaaaa? Cavolo, se devi proprio inventarti una scusa, perlomeno sii coerente.

“Ma erano risposte a scelta multipla?”

“Cheeeeeee?”

Ehmm. Scusa, mi resetto sulla modalità bambino…

“Chiedevo… Dovevate mettere delle crocette su risposte già scritte sul foglio?”

“Ah, sì. Quello… Risposte a scelta multipla... Ma è stato facilissimo, erano domande davvero elementari.”

“Gioia, ma tu frequenti le elementari! Che ti aspettavi? Il test di ammissione alla Luiss?”

“Cosa? “

“Lasciamo perdere, va’. Mamma è contenta che tu abbia trovato il test semplice, ma senti un po’ una cosa, Einstein… Ti sei per caso accorto che stamattina hai infilato i pantaloni della tuta al contrario?”

“Aaaaah, ecco perché non riuscivo a ritrovare le tasche..”

Mmmmmmmh… Sei proprio sicuro che ‘sta prova Invalsi sia andata bene? E soprattutto: questo episodio ce lo rivendiamo come la classica distrazione del genio, oppure essere lievemente rincoglionito è un must have imprescindibile, considerando che al mondo ti ci ho messo io? Lo dico sempre: il DNA non è segatura.   

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8 maggio 2012 2 08 /05 /maggio /2012 23:15

fuga cervello 

 

Oggi pomeriggio, ore 18:00 circa. Dopo oltre due ore di partitella con gli amici (eeeeeh già, Superboy non sempre incontra squallide carogne che lo lasciano in un angolo a raccattar palle), non voleva saperne di venire via dal parco.

Avevo un forte di mal di testa e francamente l’antagonismo: “Su amore andiamo a casa/Daaaaaaai, mamma, ancora cinque minuti, anzi dieci, no quindici, facciamo mezz’ora, un attimo che devo salutare Costantino-Matteo-Antonio-Giulia-il cane di Giulia che è sensibile, se no si offende, e pure Tommy, che mi ha regalato la carta di Draghessa così ho finito l’album di Shrek…” mi aveva sfiancato non poco. Per carità, sorprendermi perché un bambino contratta in certi frangenti sarebbe come trovare logico che la vecchietta del quarto piano allevi unicorni rosa nel garage condominiale, però la tentazione di scappare via e mollarlo lì, lo confesso, per un attimo l’ho provata.     

Passando davanti alla sua scuola, incontriamo un gruppo di maestre al termine di un qualche consiglio di classe/colloquio con i genitori/ o che so io. Fra queste, c’era la sua insegnante dello scorso anno. Lui è perdutamente innamorato di quella donna, che piace molto anche a me. 

“Ma’! Posso andare a salutare la maestra Pina?”

“Certo che sì, gioia. Così scambio anche due chiacchiere con lei. ”

Lui corre via e le si attacca al collo, come di consueto. A dirla tutta lo fa un po’ con tutte le maestre, con le sue amichette, con le mamme delle sue amichette, con le donne in generale. Se sei donna, Superboy ti bacia e questo a prescindere se ti conosce da cinque anni o da cinque secondi. A scoccare le labbra su una donna non si sbaglia mai, questa credo sia la sua filosofia di vita, anche se non penso gli sia ancora ben chiaro perché gli piaccia tanto esplorare guance femminili, anche sconosciute, con la sua boccuccia carnosa.

La maestra mi accoglie con un sorriso, ma dopo qualche parola mi saluta frettolosamente perché ha fatto tardi:

 “Scusami, vado via. Scappo dalle mie figlie.”

“Anch’io scappo da mio figlio, solo che mi riacchiappa sempre...”

Per partorire certe frallacchere occorrono abilità raramente riscontrabili in un comune mortale, una mente decisamente al di sopra della norma, capacità logiche che pochi, pochissimi esseri umani al mondo possono vantare. Lo dico a costo di apparire arrogante: io sono un evidentissimo caso di fuga di cervello. Se soltanto sapessi dove accidenti si è trasferito, lo raggiungerei più che volentieri.    

Off topic: stasera lo gnappo, mentre infilava il pigiama, mi ha detto: “Sai mamma, sono un po’ preoccupato… Domani ho la prova Invalsi di italiano. Pensi che io abbia acquisito un livello di istruzione sufficiente per superarla?”

Beh… Non sono certamente un’insegnante, io. Ma ad occhio e croce dovresti farcela, core de’mamma tua.

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1 febbraio 2012 3 01 /02 /febbraio /2012 08:44

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Stamattina a Roma grandine come difficilmente l’avevo vista in tutta la mia vita. Io, Superboy e una manciata di altri genitori con relativi marmocchi siamo asserragliati come pecore al riparo dal cielo incazzato nero in attesa che suoni la campanella.

Bimba di 3 anni esclama: “Uuuuuuuh, guardaaaaaaa mammaaaaaa… Hanno “riparato” la tettoia!

Io: “Ah, sì? Non mi ero neanche accorta che fosse rotta, la tettoia…”

Lamammadì: “Veramente una tettoia qui a scuola non c’è mai stata. L’hanno montata in questi giorni”

Io: “ ….”

 

Perfetto. Adesso il branco delle varie Lamammadì avrà qualcosa di cui sparlare per i prossimi 15 giorni. Anche oggi ho fatto la mia buona azione quotidiana.

Ps: posso dire a mia discolpa che negli ultimi giorni mio marito ha accompagnato ed è andato a riprendere nostro figlio a scuola e che io, in questo periodo, ho tanti di quei cavoli per la testa che francamente una tettoia non rientra nella top ten delle mie preoccupazioni? Lo dico, ma non lo so mica se vale.

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27 gennaio 2012 5 27 /01 /gennaio /2012 18:25

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Martedì scorso Maestra A mi ha chiamata a colloquio. Superboy è bravissimo, sveglio, intelligente, persino molto ben educato quando gli gira bene ma…  Ci sono un mucchio di “ma” che però Maestra B non mi ha mai fatto presente…    

Maestra A dice che Superboy ultimamente dice un sacco di parolacce (confermo, sto meditando di sigillargli la bocca con il Superattak se non la fa finita). Non è l'unico, per carità, ma io non sono interessata a quello che fanno gli altri.    

Maestra B non ha segnalato il problema "turpiloquio".

Maestra A dice che tende a risponderle troppo a tu per tu (e ci credo, assolutamente. Superboy è convinto di essere un adulto, da sempre. Non che gli adulti siano autorizzati a rispondere male a chicchessia, ma non è questo il punto).    

Maestra B non ha rilevato alzate di testa inopportune. 

Maestra A dice che è litigioso, che se la prende con i più deboli, che ha il vizio di fare lo sgambetto a chi gli rompe le scatole.

Maestra B dice che è ben integrato con tutti i compagni, che aiuta generosamente su sua richiesta alcuni  bimbi  a terminare i compiti, soprattutto quelli che manifestano difficoltà di apprendimento (nella sua classe ce ne sono due) e non ha mai parlato di sgambetti o spintoni.

Maestra A dice che suggerisce le risposte ai compagni e che vuole prendere sempre la parola prima degli altri. Fa il saputello, in sintesi.

Maestra B dice che aspetta più o meno pazientemente il suo turno, fugando così il mio più grande terrore di madre di un bimbo che fortunatamente va più che bene a scuola. Non fa il saputello, questo dice la maestra perché glielo chiedo con una certa frequenza, e me lo confermano anche i suoi compagni di classe. In aula c’è chi fa davvero il saputello e si vanta della sua sfilza di 10. Prima o poi lo incapretteranno per poi seppellirlo sotto le piante d’oleandro in giardino, questo è il piano. Me l’ha confessato in tutta confidenza una gnoma bionda simpaticissima, la “capa” delle femmine della classe. Ma questo saputello, almeno a detta di quella vocina autorevole, non sarebbe mio figlio.  

Come tutte le cose, sono convinta che la verità stia nel mezzo. Maestra A, quella che mi ha chiamato a rapporto, conosce mio figlio da neanche quattro mesi ed è l’insegnante del pomeriggio; Maestra B, invece, lo ha preso in consegna fin dalla prima elementare e il suo lavoro si svolge al mattino.

Detto ciò, non pensiate che creda mio figlio totalmente innocente: sono perfettamente cosciente dei suoi difetti, così come dei suoi pregi. Prendersela con i più deboli no, non ce lo vedo davvero. A dire le parolacce, rispondere a tono alla maestra e reagire alle provocazioni con uno sgambetto invece si, ce lo vedo eccome.

Ho stilato su un block notes un elenco dei comportamenti sbagliati di Superboy, gliel’ho fatto leggere e ogni pomeriggio, quando torna da scuola, gli chiedo se è stato capace di controllarsi e depenniamo con soddisfazione la voce corrispondente.

Lui afferma ovviamente di aver evitato tutte le cattive condotte, e lo fa con una vocina dolce e melliflua, dolendosi con tutto il cuore del suo “periodo confusionario”. Perché è così che si è giustificato: è attualmente confuso, non si sente più lui. La colpa è forse della “scarica di adrenalina” che lo assalirebbe nel pomeriggio. E un altro motivo è che nel pomeriggio lui si annoia, al mattino no. Così mi ha detto, e mi è preso un accidente perché so benissimo di cosa parla. La sua stessa noia l’ho provata anch’io prima di lui, e non è semplicissimo gestirla. Non lo è stato persino per una bimba soprammobile come ero io alla sua età, figuriamoci per lui, che è tutto tranne che paziente e tranquillo.

E’ per questo che sono assolutamente contraria alla scolarizzazione precoce, perché imparare a leggere a neanche quattro anni non ti facilita la vita a scuola, te la complica.  E prima che mi diciate: “E allora che cosa glielo hai insegnato a fare a leggere prima del tempo?" se vi va buttate un occhio qui: Superboy cresce, mamma sclera. E' un post che spiega come mai il nano ha iniziato a divorare libri in anticipo rispetto alla tabella di marcia.

Fra un paio di settimane avrò un nuovo colloquio con Maestra A, ma per non saper né leggere né scrivere magari parlo anche con Maestra B. Perché sono convinta che se Pirandello ha scritto “Uno nessuno e centomila” l’abbia fatto con cognizione di causa, mica perché in quel periodo aveva voglia di sparare minchiate più del solito…       

Questo post partecipa al blogstorming di Genitori Crescono. Tema del mese: Essere vs apparire

 

 

 

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8 gennaio 2012 7 08 /01 /gennaio /2012 09:56

http://www.preghiereagesuemaria.it/immaginisacre/santa_gemma_galgani.jpg

Lamammadì 1 :“Ma il tuo l’ha già fatti i compiti? No, perché non è per lamentarmi, ma certo che gliene hanno dati un sacco, eh! E difffffffficili, poi! Tanti, tantissimi, e difficili. Io non so cos’ha in testa la maestra per dargli tutti quei compiti…” (vediamo adesso cosa mi risponde, questa qui… Immagino che se li sarà sparati tutti in un giorno, il suo odioso saputello.)

 

La Staccata: “Beh…sì. Credo che li abbia quasi finiti, deve solo ripassare un po’ le tabelline …” (li ha terminati da una vita, le tabelline le sa meglio di me, e non c’entra nulla il fatto che sia bravo a scuola,  è solo che la maestra gli ha dato  4 stronzate. Non hai la più pallida idea, tu, di cosa siano “un sacco di compiti, e difficili”. Ti faccio parlare con mia sorella, che di figlie alle elementari ne ha due e la loro maestra, come minimo, per le vacanze assegna la prosa delle prime due cantiche della Divina Commedia…)  

 

Lammamadì 2: “Cccioè, ma tu non sei morta in questi giorni a stare dietro a tuo figlio? Io non vedo l’ora che rientri a scuola, il mio! Mi sta facendo impazzire, tutto il giorno in giro per casa! Non sono riuscita ad andare in palestra che due volte, in due settimane. D-u-e   v-o-l-t-e, capisci???”

 

La Staccata: “Beh, sì. In effetti non è semplicissimo, visto che non ho potuto prendere un solo giorno di ferie. Ma sono ancora viva, come vedi.” (poi magari mi spieghi il motivo di tanto impazzimento, visto che fra parentesi neanche lavori, tu. Io mi sono alzata all’alba vigilia di Natale e 25 Dicembre inclusi, per avere il tempo di stare con lui, eppure non mi lamento. La palestraaaaaa??? Io metto piede in palestra giusto per accompagnare lui al corso di nuoto, altro che palestra! )

 

Superboy: ( con un sopracciglio sanguinante): “Mamma, mammaaaaaaaaaa! Astrubale (il più poderoso cacacazzi nano che la storia abbia mai conosciuto, ndr ) mi ha dato un pugno in faccia! Mi ha tirato giù la tuta dei pantaloni, mi ha strappato un orecchio, mi ha detto che mi puzza l’alito!”

 

La Staccata: “Amore mio, non ti puzza per niente l’alito. Fai vedere l’occhio… Ok, ecco. Puliamo il sopracciglio, è tutto a posto… I pantaloni ora ce li hai su, e anche l’orecchio. Stai bene, tesoro, te lo assicuro. Se Astrubale vuole spaccarti la faccia come al solito, gioca con il tuo amichetto Tommaso, con Leonardo, con chi vuoi. Stagli alla larga, ok?”

 

Superboy: “Ma lui mi segue, mamma! Mi segue dappertutto!”

 

La Staccata: “ Già…”

 

Due minuti dopo…  

 

Astrubale, il poderoso caca cazzi, figlio de Lamammadì 3: “Mamma di Alessandroooooooo?! Guarda che tuo figlio mi ha tirato le palline sopra gli occhi, e mi ha fatto moooooolto male! Sigh, sniff, sob !” (pianto finto che più fasullo non si può).

 

La Staccata: “Tesoro, mi dispiace tanto. Digli che se lo fa di nuovo la mamma lo ribalta, ok? Cercate di non litigare, per favore. Siamo a una festa, e poi non siete tanto amici tu e Superboy?"

 

Astrubale: “No!...” e riprende a saltellare gaio sopra a mio figlio.

 

Lamammadì Astrubale a Lamammadì 4 ( sottovoce, ma non troppo ): “Ecco, mai una volta che sgridasse suo figlio sul serio !”

 

Lamammadì 5: “Buone ‘ste pizzette, vero La Staccata? Io ne ho prese soltanto due. Ma tu…Accidenti se mangi…e la dieta? Sì, è vero che sei magra (magra IO???), ma se vai avanti così…”

La Staccata: (se vado avanti così al massimo mi verrà un culo come il tuo, in qualche modo lo sopporterò. L’importante è che non mi venga un cervello, come il tuo…)

 

Potrei andare avanti per ore, ma voglio risparmiarvi ulteriori resoconti perché tanto sono situazioni che conoscete tutte benissimo. Concludo dicendo che l’atto di amore supremo di una madre non è partorire suo figlio con dolore, e neanche rimanere sveglia di notte per anni se ha la sfiga di mettere al mondo un pipistrello, non è assisterlo per giorni quando è malato e mortalmente lagnoso, né guardare assieme a lui per la milionesima volta un cartone animato che ormai potrebbero doppiare anche in cispadano…

 

No. L’estremo atto di amore di una madre è accompagnare suo figlio all’ennesima festicciola ai gonfiabili. Se è contornata anche da varie Lamammadì, poi, può acquisisce il diritto di inoltrare domanda di beatificazione. La Santa Sede l’accetterà senza neanche attuare gli accertamenti di rito.   

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4 ottobre 2011 2 04 /10 /ottobre /2011 08:30


BASTAOre 8:10, asserragliamento di mamme davanti ai cancelli della scuola. Arrivo insolitamente in anticipo, il consueto traffico mi ha concesso una grazia inaspettata, oggi. Sorriso e saluto generale a voce alta, come sempre. La Staccata non sussurra, mai. Neanche quando ha la laringite ad incendiarle la gola.

Suona la campanella, baci abbracci e sparizione dei nani in classe.

“Buongioooooorno, eh!” mi fa acida lamammadì, che da due anni non risponde ai miei saluti neanche se le sventolo sotto il naso un assegno da 5.000 Euro tutto per lei. Le regalo lo sguardo da killer seriale, lo stesso che riservo a mio figlio quando rovescia la tazza dei cereali  mentre io sono ancora alla ricerca della matita di Ben Ten, le chiavi della macchina, la cuffia per la piscina del pomeriggio, con un occhio mezzo truccato e l’altro no e mancano appena due minuti all’ora X, quella per uscire di casa e andare a scuola.

“Guarda che a me me se po’ dì tutto, tranne che non saluto!” Ecchecca@@o! rispondo inferocita e in romanesco, lingua che adoro ma che uso raramente. Ma se mi fossi espressa in italiano, dubito che mi avrebbe capita.

Quell’Ecchecca@@o! solo mentale dev’essersi misteriosamente tradotto in messaggio vocale a volume amplificato. Una decina di lamammadì si sono girate a fissarmi incuriosite. Io, mamma Winnie the Pooh, costretta a ciucciarmi da secoli mamme Hi Ho oggi non ho glissato le consuete frecciatine, gli sguardi alla “ ‘azzo te ridi sempre?”, l’invidia latente di chi è incapace di sorridere, anche di fronte a un assegno da 5.000 Euro. Una sorta di rivolta degli schiavi educati, tanto per darvi un’idea. Nessun seguito alla faccenda, nessun: “Ma che t’è preso, oggi?” E per fortuna, perché deve aver capito che è ora che basta.

Mi sono messa a chiacchierare per due secondi con una mamma carinissima; smuovendo per bene le acque si pesca qualcosa di prezioso anche in un oceano di merda. Poi, dopo aver nuovamente augurato buona giornata a tutte, mi sono fatta strada nell’asserragliamento per raggiungere la macchina.

Ho evitato accuratamente di proporre alla mandria un’attività per dare una scossa al generico torpore mentale che l’avvolge come una nuvola malefica. Sabato prossimo c’è un laboratorio creativo dedicato ai bambini presso una libreria del quartiere, solo uno dei tanti eventi che organizza settimanalmente. Le risposte standard, quando chiedo se qualcuna ha voglia di unirsi a noi, sono:

“No, ccccioè… La devo portà ar corso pe’veline.”

“Io ho gggià organizzato co ‘namicamia. Annamo ar Mekkk.” ( Ndr: McDonald’s).

“Scherziiiiii? Me devo rivedè le repliche der Grande Fratello 5 su Skype!”.

No, non ce l’avrei fatta a mordermi la lingua anche stavolta. Eccheccazzo l’avrei detto sul serio, non l'avrei solo pensato. Forte, chiaro e udibile a chicchessia, persino a quelle che fingono di non accorgersi che io, tutte le sante mattine che Dio manda in terra, sorrido amabilmente, saluto, e auguro il buongiorno a tutte. Pure alle mamme Hi Ho. 


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Chi Sono

  • : La Staccata
  • La Staccata
  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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