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26 novembre 2011 6 26 /11 /novembre /2011 08:29


hai voluto con bollino



Ieri mattina gironzolavo fra gli scaffali di una libreria. L’occhio mi è caduto su una ragazza con un bel pancione, stava chiedendo informazioni alla libraia.

“No, guarda. Fate i bravi da 0 a 3 anni l’abbiamo esaurito, ma se vuoi posso ordinartelo…”

Ho avuto un lieve mancamento. Nulla di che, mi sono ripresa subito. Sono gli effetti dell’orticaria da contatto perché anche in questo negozio hanno piazzato il nostro libro vicino vicino a quello della Rizzi. Leggete questo post per capire cosa intendo.

Qui lo dico e qui lo nego: non ce l’ho con Tata Lucia, che il suo mestiere sa farlo benissimo, io ce l’ho con chi consiglia i manuali della mamma perfetta. Il che è diverso.

Mi sono avvicinata di soppiatto alla gravida e le ho sussurrato con delicato tatto e innegabile diplomazia: “Ciao, scusami se mi permetto… Ma perché ti vuoi comprare quella robaccia?”

Lei ha sgranato gli occhi, mi ha fatto un sorriso (10 a 1 di compatimento, quello che si fa di solito agli spicopatici nella speranza che non ti accoppino a colpi di machete) e ha risposto: “Beh… Perché sono incinta, no? E poi me l’hanno consigliato in tanti…”

Chi, santo cielo? Chi ti dà ‘sti consigli porca di quella miseria? Perché ti fai infinocchiare dai manuali del perfetto addestratore, sicura che in certe pagine troverai tutte le risposte ai tuoi quesiti di mamma?

L’ho soltanto pensato, è ovvio. E a dirla tutta di quei manuali ne ho letti un paio anch’io quando ero incinta. E quando è nato Superboy, il bimbo vampiro per due motivi:

a) Non dormiva mai, neanche dopo una generosa dose di padellate sulla testa ( con l’accorgimento di non colpirlo sulla “fontanella”, è chiaro. Ve lo scrivo prima che qualcuno mi faccia togliere la custodia del bambino).

b) Quando si attaccava al seno usciva sangue, non latte.

...quando li ho letti, dicevo, ne ho ricavato soltanto una buona dose di avvilimento.

Man mano che mio figlio cresceva, continuavo a leggermeli quei due stramaledetti prontuari della brava mamma, dannandomi perché non riuscivo a mettere in pratica un piffero di tutti quei bei consigli che leggevo. Certi manuali sortiscono molteplici effetti nel lettore, risultati che si susseguono in questa sequenza:

1.  Iniziale fiducia nelle teorie esposte.

2.  Frustrazione per la tua incapacità di metterle in atto.

3.  Dubbi sull’efficacia dei consigli prospettati.

4.  Certezza che tali teorie non funzionino.

5.  Relegazione del volume nell’angolo più recondito della tua libreria.


Nessuno può insegnarti come fare il genitore, perché i bambini sono pezzi unici e non nascono con il libretto delle istruzioni attaccato al cordone ombelicale. Anche se fosse, questo verrebbe via con un taglio di forbice e si rimarrebbe comunque fregati. L’unica regola valida da adottare quando ti assumi la responsabilità di crescere un figlio è convincerti che non esistono regole valide. Ogni bambino è un mondo a sé, un’assoluta e destabilizzante scoperta giornaliera. L’escamotage che funziona con la docilissima pronipote del pescivendolo, difficilmente potrà rivelarsi utile con un demonio scatenato.

Questo, più o meno, ho detto alla ragazza incinta. Poi le ho messo in mano una copia di “Hai voluto la carrozzina?” specificandole che non glielo stavo proponendo per mero interesse personale, visto che è stato scritto a scopo benefico e perciò nessuna delle autrici ci guadagna un centesimo, ma semplicemente perché le avrebbe fatto bene leggerlo.

Nelle sue pagine non avrebbe trovato consigli, ma sostegno; tante risate, un po’ di commozione, e riflessioni sul quanto sia sbagliato volersi documentare sul come crescere un figlio carino e coccoloso che susciti meraviglia e giubilo nel vicinato. Umano e comprensibile, per carità di Dio, ma assolutamente errato. 

Tata Lucia non me ne voglia, non considero i suoi consigli errati in senso assoluto. E’ errata la convinzione che funzionino con qualsiasi bambino, il che è una sfumatura non da poco. Io quello che dice lei in TV l’ho sempre messo in pratica, ancor prima che uscisse l'illuminate trasmissione SOS Tata. Non ci vuole poi molto a comprendere che piazzare un bambino davanti alla TV a vedere il wrestling fino a mezzanotte non concilia il sonno, mentre la cerimonia di addormentamento con bagnetto caldo, camomilla come se piovesse, luci soffuse e compagnia bella teoricamente sì. Non serve una laurea in pedagogia per comprendere questo, ciò che occorre è una discreta botta di culo che ti regali un figlio che la sera abbia la bontà di addormentarsi a un orario decente e che possibilmente di notte non si svegli almeno 10 volte. Mio figlio non dormiva, punto e basta. Neanche un esercito di Tate Lucia armate di Nopron sarebbero riuscite a compiere il miracolo.

Invece di guardare stupefatta i suoi miracoli televisivi avrei fatto bene a confrontarmi con un’altra madre di figlio insonne. Mi sarei sentita più umana e meno fallace. Sarei stata semplicemente una delle tante sfigate che hanno il figlio che non dorme, non una madre inetta. Perché non si può “insegnare” a un bambino a dormire. Sarebbe come pretendere che sopravviva senza respirare, almeno di tanto in tanto. Ma questo io l'ho capito dopo tanto, tantissimo tempo. Mio figlio ha impiegato 4 anni e mezzo per comprendere che la notte si dorme, senza ululare ogni mezz'ora, e circa 6 anni per decidersi ad aver sonno la sera. Ora fila a nanna alle 9, prima di allora non chiudeva occhio prima delle 11.

Non è stato un consiglio di Tata Lucia a compiere questo miracolo, né tantomeno è merito mio se Superboy si infila nel lettino senza storie, non prima di aver allagato il bagno per lavarsi i denti e fare il bidet, ma questo è un altro discorso.

Ho invitato questa ragazza alla presentazione di “Hai voluto la carrozzina?” del 10 Dicembre pv a Roma. Le ho detto se avesse voglia di venire a conoscere tre delle quindici autrici del libro. Mamme autentiche, esattamente come sarà lei quando nascerà sua figlia. Donne che all’inizio della loro carriera erano spaventate dalla maternità, insicure, subissate di consigli inopportuni, martellate di doveri e di “si fa in questo modo”. Donne che ancora oggi, magari con figli che vanno già alle elementari, hanno tanti, tantissimi dubbi. E quindi che sono ancora spaventate, ma con la consapevolezza che spaventate lo siamo un po’ tutte. Il che è un conforto mica cavoli.  

Io non so se questa ragazza verrà sul serio a conoscerci, oppure no. Intanto mi ha stretto la mano con un largo sorriso, ora ha in mano un mio biglietto da visita, l’indirizzo della libreria, la data e l’orario. Spero che accetti il mio suggerimento, l’unico che mi sono sempre permessa di dare a una collega meno esperta di me:“L’unico consiglio valido per crescere serenamente dei figli è non accettare consigli, ma seguire il tuo istinto. E se decidi di mettere in pratica un suggerimento, fallo con il beneficio del dubbio. Se non funziona, vuol dire che non va bene per tuo figlio. Non significa che non funzioni tu”.

Mi associo a ciò che scrive Barbara Sgarzi nella prefazione di Hai voluto la carrozzina?:«Se servirà a tranquillizzare o a fare sorridere anche solo una neomamma che si sta guardando allo specchio con il pupo in braccio chiedendosi: “E ora cosa faccio?”, avrò raggiunto l’obbiettivo.»


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1 ottobre 2011 6 01 /10 /ottobre /2011 13:37


hai voluto la carrozzinaUn'altalena di emozioni che spaziano dalla commozione al riso liberatorio, il risultato godibilissimo di una pedalata su un tandem a 15 posti+1 ( la sedicesima postazione d'onore spetta alla curatrice Barbara Sgarzi ).

"Hai voluto la carrozzina?"non dispensa consigli, ma spunti di sopravvivenza, non ti fa riemergere da uno sbuffo di cenere magica a mo' di Araba Fenice, improvvisamente trasformata nella Mamma Del Secolo, non è un manuale di magia bianca capace di risolvere tutti i tuoi problemi, ma... cavolo, sicuramente ti aiuterà a sentirti più umana e, perché no, in certe occasioni anche un filino meno scema :-)

Acquistalo, e così facendo non solo avrai fra le mani un bel libro, ma potrai contribuire assieme alle autrici, che hanno rinunciato a percepire qualsiasi compenso per scriverlo, a sostenere l'Associazione Parole di Lulù.

Uno dei 15 post nel tandem è mio, e mi faceva piacere fartelo sapere.

E ora osserva attentamente questa foto: 



carrozzina feltrinelliHai registrato tutti i dettagli? Ecco, e allora accogli anche tu il mio accorato appello: se hai una coscienza, toglici subito da quella (ipotetica) posizione d'onore: a metà fra Estivill ( il "pediatra" nazista) e SOS Tata (ommiodddio!).

Salva anche tu le autrici di “Hai voluto la carrozzina?”dall’orticaria da contatto!!! 

Come? Semplice: facci sparire da quello scaffale, ma in senso positivo. Procuratene subito una copia (o anche di più, per fare un graditissimo regalo a un’amica, invece del solito foulard, perché lei con tutti i tuoi straccetti di seta ci spolvera la mensola del soggiorno, ma col piffero che te lo dice).

Visto che ci sei, magari dì al libraio di collocarci in una posizione diversa. Che ne so…a due passi dai manuali sulla riproduzione del cercopiteco a gola bianca, o nella sezione “meccanica quantistica per astrofisica applicata”, a suo buon cuore. E’stato carinissimo ad inserirci accanto a due successi interplanetari, ma la nostra banca è moooooooolto differente.

Il libro è fantastico (è autoreferenziale, lo so, ma chissene), è corredato di un gustoso back stage che racchiude stralci delle (surreali) conversazioni on line di chi ha partecipato alla sua realizzazione, i proventi vanno in beneficenza, è un regalo perfetto per chiunque abbia il vezzo di partorire.

Ci trovi OVUNQUE, in tutte le librerie del Pianeta (sì, anche in quella proprio sotto casa tua, non hai scuse) e sui principali siti di commercio elettronico. Non ti va di cercare i link diretti? Eccotene tre: 

IBS  BOL  LIBRERIA UNIVERSITARIA


I post di alcune pedalatrici sulla nostra creatura:

Genitori Crescono

Veremamme

Mammaimperfetta

Blimunda

The Talking Village

Parlano di noi:

Nora – prove di resilienza


Anobii


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Chi Sono

  • : La Staccata
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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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