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2 agosto 2012 4 02 /08 /agosto /2012 11:17

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Sono giorni che ricordo a mio marito di comprare il mangime per i pesci rossi.

- Ste'? Guarda che ce n'è solo per un paio di giorni. Mi viene l’ansia, abbi pazienza compra quel benedetto mangime… Mi guardano, povere bestiole, con occhioni languidi e affamati. Lo sanno anche loro che la pappa sta per finire -

- Sì, cara... -

- Stè, per favore ricordati di comprare il mangime, che per te è di strada quando torni da lavoro. Per me è scomodissimo, lo sai. Fammi ‘sta grazia per favore, perché è assurdo che io debba prendere la macchina per raggiungere il negozio di animali visto che tu ci passi davanti tutti i giorni -

- Sì, cara...-

- Ste'? Vedi di ricordarti, che a caccia di larve di mosca dopo ci vai tu. Al massimo, io posso liofilizzarle... Che poi mica sono tanto sicura che nel mangime per pesci ci siano larve di mosca. Li hai mai letti gli ingredienti tu? E poi, che cacchio ci metteranno mai dentro al mangime per pesci che puzza come la morte?-

-Sì, cara...-

- Ste', gioia, hai capito o no che la scatoletta è quasi vuota? Che cosa gli do da mangiare a quelle povere bestie? Dai, porca miseria, te lo dico tutti i giorni di comprare ‘sto benedetto mangime… E che ci vorrà mai? Ci passi davanti tutti i giorni… -

- Sì, cara... -

- Ste'? Sai amore mio che mi sono fatta l'amico? Anzi due, che ultimamente so' diventata un po' esigente....-

- Sì, cara... -

Ecco, ho capito che fingere di ascoltare una logorroica è l'unico sistema per uscirne vivi, però potrebbe anche essere un’arma a doppio taglio... Chi tace (o asserisce distrattamente) acconsente, no?

In ogni caso, a caccia di larve di mosche ci va lui. E se continua così, quasi quasi un “amico” me lo faccio sul serio. Anzi due, che ultimamente so’ diventata un po’ esigente…

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28 marzo 2012 3 28 /03 /marzo /2012 11:57

http://blog.ebruni.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/torta-compleanno.png

Oggi è il compleanno dell’Eroe che mi sopporta da quasi 19 anni. Da altrettanto tempo io sopporto lui, ed è forse questo il segreto miracoloso della nostra felice unione: accettarsi, così come si è, senza pretendere di cambiare l’altro.

Io tollero da sempre la sua quasi assenza di romanticismo, la sua difficoltà a dire “ti amo” anche se lo so che mi ama al di sopra di qualsiasi cosa; lui i miei colpi di testa, i facili entusiasmi, i millemila progetti che mi frullano in testa e che quasi mai riesco a realizzare.

Lui sopporta le mie corse perpetue, io la sua flemma a tratti sfiancante ma che si rivela essenziale quando ho bisogno di tuffarmi nella rassicurazione, nella certezza, nei punti fermi.

Nella mia vita ho avuto soltanto due sicurezze: mio marito e Superboy ed è per questo che ho deciso di focalizzarmi su di loro, perché ciò mi fa stare bene, perché mi consente di ritrovare davvero me stessa. Per il compleanno di mio marito non ho girovagato per negozi alla ricerca di una camicia strafiga o di un dopobarba esclusivo da regalargli.

Ho deciso di fargli un dono molto più prezioso: il mio tempo, il mio sorriso, la mia ritrovata serenità. Beni essenziali che gli ho negato per troppo tempo, e che ho lesinato (mio malgrado) anche a nostro figlio.

Doni stupidi, forse, per chi è convinto che nella vita sia necessario andare a tremila per essere felici. Io no. Ho sempre pensato che non valga la pena affannarsi troppo se poi non si trova il tempo per godere il frutto di tanta fatica.

Stamattina ho preparato una torta magnifica per mio marito, interamente home made. Ci ho messo quasi un’ora e mezza per realizzarla, sono i 90 minuti meglio spesi degli ultimi due anni della mia esistenza.

Ditemi pure che sono una mente semplice, ma io mi sento totalmente realizzata soltanto così: togliere il piede dall’acceleratore è l’unico modo per raggiungere una meta. Per molti sarà paradossale, ma io sono straconvinta che sia la cosa giusta da fare. Tutto il resto è fuffa, almeno per me.  

Buon compleanno, amore mio.

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Chi Sono

  • : La Staccata
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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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