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24 giugno 2010 4 24 /06 /giugno /2010 11:45
bimbi nel mondo


Avviso quanti siano abituati a leggermi, che questo non è un post comico. O meglio, lo è involontariamente. Forse per definirlo al meglio potrei dire che è tragicomico, ma neanche questo è corretto. Grottesco, surreale, inqualificabile, vergognoso… Sì, forse questi aggettivi sono i più adatti ad introdurre la narrazione di questi racconti. Comunque…

Questi episodi in realtà risalgono all’inizio dell’anno scolastico. Il perché mi sia venuto in mente di parlarne soltanto oggi mi sfugge, ma comunque finalmente ne parlo. In classe di mio figlio c’è una bimba mulatta: il papà è bianco, la mamma nera. Cosa ci trovo di strano? Chiaramente nulla, ma c’è chi ancora affronta la multirazzialità con un atteggiamento a dir poco spiazzante.

Superboy, in presenza della maestra, un giorno fa una domanda innocentissima alla zia di questa bambina la quale, lo preciso per dovere di cronaca, ha la pelle bianca.

“Scusi, signora” chiede mio figlio “ Ma X è abbronzata oppure ha la proprio la pelle nera?”

La genialoide risponde frettolosamente, in modo imbarazzato e con stizza: “ No. No. Non è nera, è solo abbronzata!”

Già questa replica di berlusconiana memoria di suo è talmente cretina da non essere commentabile, ma aspettate di sapere come si è comportata una delle maestre di mio figlio.

“Tu parli troppo!” gli ha vomitato contro. Superboy, naturalmente, è rimasto malissimo. Poi, per giorni, ha continuato a chiedermi: “Ma che cosa ho fatto di male?”. Niente, vita mia. Non hai fatto niente di male. Le domande non sono mai cretine, spesso lo sono le risposte.

Quando la maestra mi ha raccontato l’episodio, dapprima ha colpevolizzato mio figlio dicendo che è troppo curioso ( ma mi faccia il piacere!).

Poi, quando mi ha visto con gli occhi di fuori e una mano serrata su un robusto ombrello, si è affrettata a precisare che era stata presa in contropiede. Ora. Effettivamente la risposta inqualificabile della zia di questa bambina avrebbe forse messo in difficoltà anche me, ma quel “ Tu parli troppo!” la maestra avrebbe potuto anche risparmiarselo.

Non sarebbe stato più logico rispondere che la bimba ha la pelle nera perché somiglia alla mamma? Anch’io e mio figlio ci somigliamo, e allora? Anche lui ha gli occhi lievemente a mandorla e la bocca carnosa, anche lui parla incessantemente, si inventa storie strane e barzellette strampalate, anche lui adora leggere ed è rompiscatole come me. Ovvio, è mio figlio!

“L’ha fatto per proteggere la bambina…” è stata una delle giustificazioni della maestra al comportamento della zia. Ma proteggere da cosa? Dal razzismo forse? Ma non è più razzista rispondere con una fregnaccia senza alcun fondamento? Ma dico, stiamo veramente dando i numeri? La domanda di “quello che parla troppo” era una semplice curiosità di un bimbo di cinque anni e mezzo.

Se gli fosse stato risposto la cosa più logica, cioè che la bimba è nera, dubito che sarebbe corso ad unirsi al Ku Klux Klan.  Lui sa benissimo, fin dalla più tenera età, che al mondo esistono diversi colori di pelle. Gliel’ho spiegato con chiarezza: i bimbi sono come tanti fiori, ognuno di questi ha un colore diverso. Punto. Lui non ha chiesto oltre, io non ho aggiunto altro. Logico, no?

Credete forse che i bambini si chiedano davvero di che colore è la manina che stringono mentre giocano a girotondo? No, i bambini sono esenti dal razzismo, sono gli adulti cretini che gli insegnano che cos’è la discriminazione. Quel giorno a Superboy è venuto semplicemente un dubbio, visto che ovviamente sa anche che le persone si abbronzano. Mica è cretino, lui.  

La storia che vi ho raccontato vi sembra incredibile? Aspettate di sentire quest’altra...

Nella sua classe c’è anche un bimbo che ha pesanti difficoltà nel linguaggio ed è probabilmente affetto da una forma di iperattività. Per questo ha una maestra di sostegno. Superboy mi ha chiesto spiegazioni in merito, io gli ho risposto che può capitare che alcuni bimbi non riescano a pronunciare correttamente delle parole e che grazie ad un aiuto il suo compagno riuscirà a superare le sue difficoltà. Ho comunque precisato che è probabile che non ci riesca mai del tutto, perché io non racconto mai bugie a mio figlio.  

“Davvero?” mi ha chiesto sgranando gli occhioni.

“Si, amore. Davvero.”

“Ma io pensavo che parlasse male perché è piccolo!”

“No, tesoro. Non è piccolo. Ha la tua stessa età. Perché dici che è piccolo?”

“Perché me lo ha detto la maestra, per questo parla male.”

Annamo bbene, annamo!

In tutta questa surreale situazione, sono lieta soltanto di una cosa: che mio figlio sia riuscito a capire, nonostante le disorientanti interferenze della maestra, che questo piccolo sta seguendo un percorso che forse lo porterà alla “normalità”, o forse no. Ad Alessandro (alias Superboy) poco interessa: lui e questo bambino sono grandissimi amici. Ale lo trova simpatico, e in effetti lo è, moltissimo. Superboy sa benissimo che non è un bambino stupido, anche se lo chiama “ Lettandlo”. Cosa importa? E’un buon amico, e gli amici non devono essere necessariamente perfetti, ma chi l’ha stabilita ‘sta stronzata?

Mio figlio a settembre prossimo cambierà scuola e inizierà a frequentare le elementari. Mi auguro che lì incontri adulti che non lo confondano con pietose panzane, che abbiano il coraggio di spiegare ai bambini che nel mondo esiste anche la diversità e che questa non deve affatto spaventare o sorprendere. Esiste e basta. Non ci sono altre considerazioni da fare in merito.

Io ho sempre trovato il modo di spiegare con serenità al mio bambino i fatti della vita e sono soltanto una mamma orfana di particolari strumenti psicologici o specializzazioni specifiche. Possibile che una maestra non sia in grado di fare altrettanto?

 

 


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commenti

lanoisette 07/01/2010 15:08

capito qui per caso e trovo questo post.visto che tuo figlio a settembre andrà alle elementari, ti do un consiglio spassionato e sincero (da prof di lettere delle medie che di danni fatti da maestre incompetenti ne ha visti assai): se ti ti trovassi in una situazione del genere a scuola, hai due possibilità:1) informa il Dirigente - se è una persona capace2) cambia scuola a tuo figlio.

anonimo 06/30/2010 08:54

di gente incompetente e def...icitaria  nel saper dare risposte,ce n'è tantissima in molti settori di lavoro che hanno a che fare con i bambini....il problema è che li lasciamo stare lì, invece di denunciare tanti altri tipi di carenze, cercando di migliorare i livelli professionali.ma noi Italiani si sa,che parliamo tanto e agiamo poco.....Aidelia:-))

anonimo 06/25/2010 11:18

 i neri non si vergognano di essere neri, questo qualcuno dovrebbe dirlo alla zia di quella bambina e anche alla maestra, che evidentemente la considerano una cosa imbarazzante.quando le mie bimbe mi hanno chiesto perchè il nostro vicino è tutto nero, io ho risposto che carolina è bionda, camilla ha i capelli corti, lucia ha la frangetta e babbo è pelato, che siamo tutti diversi e non c'è nulla di strano. e che in africa (che ho indicato sul mappamondo), sono quasi tutti neri.ciao,polly

anonimo 06/25/2010 10:08

pensa, tesoro mio, che tante volte invece incontri maestre bravissime e genitori di altri compagnetti di classe pressapoco dementi....Valeria, che da subito è stata educata a convivere con gente di differenti nazionalità, razze, abitudini, e non ci ha trovato niente di strano, lo scorso anno ha conosciuto una nuova amichetta di colore, di papà africano e mamma romana. I primi giorni era felicissima di questa nuova amica. Nei giorni successivi ha cominciato a manifestare comportamenti strampalati a dir poco.... Un giorno mi ha detto che non voleva giocarci perchè altri amichetti le avevano detto che poteva sporcarsi le manine se avesse preso quelle così scure tra le sue... Quando le ho ricordato cose che già sapeva, e cioè che la sua amichetta era esattamente come lei, solo di un differente colore, e non perchè non si lavasse, e, anzi, che avremmo potuto invitarla da noi a casa a giocare insieme mi ha detto: "Ma mamma, credi che lei pensi a giocare? Con tutti i servizi che dovrà fare?" Alla mia inevitabile espressione sgomenta ha aggiunto: "No, sai, "..tizia....." (altra amichetta) mi ha detto che queste di colore non fanno altro che le pulizie, poverette......".Ora, poichè io non penso assolutamente che un bambino possa partorire da solo queste idiozie, con chi avrei dovuto prendermela????Allora, oggi la bimba è tra le sue amichette del cuore, ma la mamma dell'altra mi da il rigetto ogni volta che la incontro!!! Anche perchè in due anni ne ha aggiunte tante altre... compresa la precisa volontà di boicottare addirittura la festicciola di compleanno dell'"intrusa" (che ha ribattezzato "la figlia di michael jackson"), dicendo alle altre mamme che sarebbe stato bene evitare di andarci perchè "chissà che cosa danno da mangiare ai bambini... magari le salamandre....." (per inciso... è stata la miglior festa a cui Val abbia partecipato e, in assoluto, quella in cui non ho assaggiato altro che prelibatezze, italianissime......).E comunque... sta a noi insegnare bene agli adulti di domani.Le discriminazioni ci sono sempre state e, purtroppo, ci saranno sempre.... Senza andare troppo in là, circa 15 anni fa, la nonna di un mio ex fidanzato, Senese da generazioni (quelli del palio, invenzione civilissima di massacro degli equini), conoscendomi (e sapendo delle mie origini pugliesi) mi fece: "Ah, ma non è d'inHarnato scuro!!!", come se il fatto di essere nata a Bari dovesse dire per forza essere riccia, nera e con l'orecchino al naso (per inciso.... vuoi per le dominazioni normanno sveve, vuoi per altro, in Puglia ci sono più persone chiare, bionde e con gli occhi chiari di quante se ne possano contare in altre regioni...). Qualche tempo dopo, alcune persone, a Frascati, si sono stupite di sentirmi dire che andavo dai miei in aereo: "Perchè, a Bari esiste l'aeroporto?"... ed io: "Nooooo, in realtà andiamo a dorso di ciuccio, però, per fare prima, ho preso il brevetto e mi faccio eiettare in mare sotto costa, o paracadutare tra gli ulivi!!!!"Insomma... EBBENE SI, DISCRIMINO ANCH'IO!!!!... IO NON TOLLERO GLI IGNORANTI E DIVENTO CATTIVA, CATTIVISSIMA!!!!!

anonimo 06/24/2010 18:46

direi proprio che la maestra ha sbagliato lavoro. negare le differenze vuol dire insultare non solo l'intelligenza ma la natura stessa che ci ha donato un mondo così ricco. sono proprio le differenze a fare bella la nostra terra. la zia forse ha problemi ad accettare la parente africana e reagisce così, prendendo come un insulto una intelligentissima domanda. un 10 e lode a super boy

Chi Sono

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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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