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Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"

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L'UOMO CON LO ZAINO

uomo con zaino


Il mattino aveva appena regalato al mondo il primo sbadiglio,  eppure il caldo era già soffocante.

Lo zaino, enorme, gli segnava le spalle esili. Pochi passi dietro l’uomo, una donna lievemente in apprensione. Lui, invece, era eccitato come non mai per quel nuovo viaggio. Con il cappello di tela leggera calcato sulla fronte e un sorriso spavaldo, non esitò un istante a dare le sue generalità al ragazzo piazzato alla dogana.

“Qual è il tuo cognome?”

“S.!”

“Anno di nascita?”

“2004.”

“Allergie?”

“No, nessuna. L’abbiamo scritto anche sul modulo.”

“Vieni, allora. Ti faccio vedere dove sono gli spogliatoi…”

Quindi seguì il ragazzo con passo sicuro.

Per la donna immobile alle sue spalle solo un cenno distratto di commiato. Lei sussultò, scossa da un lieve sospiro doloroso, pur tuttavia fiera del suo uomo. Ma anche decisamente convinta che farsi fare l’epidurale al settimo centimetro di dilatazione, invece che al primo crampetto, fosse stato un sacrificio inutile. E che la volta successiva, se Dio le avesse regalato la grazia di un secondo figlio, si sarebbe fatta imbottire di droga. Subito, e in modo decisamente pesante.


Un'ora fa ho accompagnato Superboy in un centro estivo tutto al maschile: corsi di tecnica calcistica al mattino, sguazzata megagalattica di gruppo in una piscina olimpionica, giochi sportivi al coperto durante le ore più calde e, nel pomeriggio, mini tornei di pallone. Una pacchia per chi, come lui, adora nuotare così come prendere a calci una palla impazzita assieme a un branco di maschi bellicosi, sudati e maleodoranti.

Mi ha liquidata senza degnarmi di un saluto e si è avviato in compagnia dell’allenatore mentre gli gridavo contro un sarcastico:

“Arrivederci, eh?! In un passato non troppo lontano eravamo parenti, ma non perdere tempo a salutarmi, se non ti va…”.

Mi ha riservato un lieve cenno della mano girandosi appena di tre quarti, un gesto come per dire: “Ok, madre. Hai fatto il tuo bravo dovere di autista. Ora risali in macchina e levati dalle palle, che ho da fare…”

Dannato testosterone!

 

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A
Ah 'sti uomini! Io che ne ho due sono condannata a fare l'autista a vita?
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A
ahahaha mi hai fatta morire dal ridere!!!!  :D  grazie, ci voleva!
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P
anche io cerco di salutarlo ed essere salutata degnamente, anche lui a stento muove una mano con sufficienza, al massimo manda un bacio all&#39;aria senza neanche guardarmi...<br /> comunque è vero, ci mancano quando non ci sono (gnometto è dai nonni, lo vedo i week end per tutto luglio) ma fa bene a noi e a loro...un bacio forte!
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S
<br /> Ma quale egoista e insensibile, cara Antonella? E&#39; fisiologico allontanarsi un po&#39;, di tanto in tanto. Io riesco finalmente a lavorare in pace dopo quasi un mese di acrobazie per non trascurarlo; lui si divertirtà come un pazzo e si farà un sacco di nuovi amici.<br /> Sono appena cinque giorni , e faranno benissimo ad entrambi. La settimana prossima, poi, partiremo assieme per una settimana di lavoro in Aquafan. Cioè: io lavorerò, lui si spupazzerà le animatrici e sguazzerà in piscina fino a cancellare le impronte digitali. Saremo di nuovo cuore a cuore, come sempre.<br /> Ma intanto mi godo questo momento di reciproca tranquillità  
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A
mi hai fatto rivivere quel attimo.....che poi dura una vita!<br /> Leggerti è sempre riavvolgere la pellicola....<br /> <br /> Ieri l&#39;ho portato al campo estivo (una settimana a Bormio).<br /> Questa volta ci siamo abbracciati sotto casa, in auto, un bacino lampo. Arrivati al parcheggio mi guarda ed esclama "scendi dall&#39;auto quando te lo dirò io"....e dopo "apri il baule per la valigia, quando te lo dirò io".<br /> ...E lui manco sa chi è Giucas Casella, bah!<br /> <br /> Bene, per un attimo...un breve attimo leggendoti mi sono commossa, come giusto doveva essere.<br /> Ma c&#39;ho pure tanta voglia di urlare: è partitooooooooooooooooooooo che belloooooooooooooooo... per tutta la settimanaaaaaaaaaaaaa....relaxxxxxxxxxxxxxxxxxxx....<br /> Non ne potevo più...e non pensate male...<br /> Lo amo, ma amo anche un po&#39; tanto me! O quel che resta di me dopo un anno. Sì perché a noi mamme l&#39;anno finisce con la scuola....non il 31.12...<br /> <br /> p.s. con tutta sincerità oggi ancora non mi manca....e senza sembrare egoista o insensibile...sto pensando a me :-))))))<br /> <br /> un caro saluto<br /> antonella (mamma dell&#39;abusivo ora dodicenne)<br /> <br />
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