Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Ho disquisito dell’argomento (o straparlato, fate vobis) in questo articolo: Tagliamo i capelli in casa
Il tempo previsto di lettura è di circa 2 minuti, io vi aspetto qui…
Fatto? Bene. Mio figlio rientrava senza ombra di dubbio nella casistica descritta al punto 2, perciò fino all’età di due anni e mezzo sono stata costretta a tagliargli i capelli in casa.
Poi abbiamo conosciuto Marco l’Immenso, l’unico parrucchiere del quartiere che sia riuscito a guadagnare la sua fiducia. Sarà che è un ragazzo simpaticissimo con un sorriso franco e aperto, sarà che alcuni adulti hanno un ascendente particolare sugli animaletti, siamo essi cuccioli di diavolo della Tasmania o bambini, sarà che l’ha conquistato con il tatuaggio tribale in evidenza sul bicipite sinistro o forse a far breccia nel suo cuore sarà stato il serpente sotto formalina che conserva nel retro del salone, ma Ale si è sempre fidato ciecamente di Marco, fin da subito.
E il mio vanitosissimo figliolo ci tiene da matti al cespuglio strafigo che incorona la sua bizzarra testolina, perciò nessuno al mondo riesce più a toccargli i capelli tranne Marco, che con le forbici e i bambini ci sa fare sul serio.
Nonostante ciò, oggi Superboy l’ha tradito. Si lamentava da un paio di giorni della sua zazzera incolta, sono almeno un paio di mesi che non lo porto a regolare il taglio. Sembrava un’upupa.
Ha sempre beneficiato di una testa ipertricotica in modo soprannaturale. Ha robustissimi capelli che, esattamente come i miei, presentano una tragica peculiarità: sono porosi, quindi assorbono acqua in modo anomalo. Perciò, anche se li teniamo corti appena un centimetro, per asciugarli ci vogliono non meno di cinque minuti.
E suda da morire, Superboy, anche se in quel momento il picco massimo della sua attività consiste nel fare zapping spaparanzato sul divano. Inizia a far caldo, almeno a Roma, e oggi mio figlio ha messo le corna al suo adorato Marco perché non ne poteva più: aspettare fino a Martedì prossimo sarebbe stato insopportabile; il nano non ha mai avuto pazienza, né con i capelli né con altre faccende meno frivole. Oggi pomeriggio i miei due uomini hanno sperimentato per la prima volta l’ebbrezza del taglio home made con la macchinetta.
Ho preferito non assistere alla tosatura, ho partecipato soltanto a fine operazione per ripulire il bagno dalla tonnellata di capelli sparsi in ogni dove. La basetta destra è venuta un po’ storta, ma per il resto diciamo che il risultato non è niente male.
Mi auguro soltanto che Mamma Hi Ho domani mattina non azzardi l’ipotesi che mio figlio abbia finalmente beccato i pidocchi. Non farti illusioni, dannata Cassandra, i pidocchi mio figlio non li ha ancora presi. Di cosa diamine sto blaterando? Dell’ emergenza pidocchi . Anche quest’anno si è ripresentata, stavolta con l’aggravante della varicella. Superboy l’ha scampata, per il momento, mentre i suoi compagni – povere creature – beccano ora l’uno ora l’altro flagello.
Non mi stupirei affatto di trovare presto sulla sua testolina pidocchi affetti da varicella. Il potere gufante di Mamma Hi Ho non conosce limiti. Ma ho superato difficoltà ben più serie di questa, figuriamoci se mi faccio spaventare da un branco di parassiti puntinati di rosso.
Continuo a sorridere, sempre. Non mi curo di lei, ma guardo e passo.
PS: Adesso Ale non sembra più un’upupa, ma una bestiola pelata. Ride come un pazzo quando lo chiamo così, Dio solo sa il perché…