Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"

Notifica ai naviganti: domani mattina partirò per una quindicina di giorni ( trattabili) in un paesino
dimenticato da Dio, dagli uomini e dall’ADSL.
Perciò, vi lascio momentaneamente orfani dei miei post demenziali.
Avviso chi fosse mio amico su Fb, che nel frattempo oscurerò il profilo per non ritrovarmi con un milione di notifiche al mio rientro. Lascio Fb da solo e mi ritrovo un casino che neanche
una mandria di cinquenni allo stato brado riuscirebbe a combinare: inviti ad eventi imperdibili quali il saggio di arpa medievale del figlio del cugino di mia cognata, mandati di comparizione,
buoni sconto della Esselunga, proposte di collaborazione a siti web con l’unico scopo di spillarmi denaro, proposte oscene di depravati che mi scovano in rete con parole chiave tipo “donne che
scopano suo figlio” oppure “latte che schizza dalle tette” (non sto dando i numeri, questo rileva google analytics appena installato e la questione è piuttosto inquietante).
Quindi, non illudetevi: la rete non mi avrà finalmente bannata, la mia sarà una consapevole auto eliminazione temporeanea.
Ritornerò, e questa più che una promessa è una minaccia.
Ringrazio tutti quelli che hanno la pazienza di leggermi e commentarmi, quelli che comprendono il senso di ciò che scrivo ma anche a quelli che non lo fanno (e viva Dio, se no sai che
appiattimento mentale sarebbe questa valle di lacrime!), quelli che mi inviano complimenti ma anche quelli che mi mandano felicemente a morire ammazzata.
Auguro a tutti una gradevolissima e riposante vacanza, senza distinzione di sesso, età, fede religiosa o calcistica o presunta adorazione del Demonio.
A presto!