Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"

“Superboy, vieni che la mamma deve farti un discorsetto…”
Mio figlio molla svogliatamente un complicatissimo origami, sua recente passione, per sedersi accanto a me. Sgrana gli occhioni e con aria serissima mi dice:
“Spara, ma’. Sono pronto.”
“Ecco, gioia, volevo dirti che visto che la scuola è finita dobbiamo organizzarci un po'. Devi collaborare di più, mettere a posto il casino che combini per casa senza fare capricci e
soprattutto capire che se ti dico di aspettare dieci minuti perché sto terminando di scrivere un articolo devi sforzarti di farlo senza dare di matto. Se ti dico dieci minuti sono dieci, lo sai
che non ti racconto mai bugie. Poi si esce, andiamo al parco, giochiamo, innaffiamo le piante carnivore, ci buttiamo nel fango, ti porto in piscina, tutto quello che vuoi tu... Però devi farmi
lavorare con un po’ di tranquillità…”
“Ma scusa, tu lavori da casa, no?”
Oddio, eccone un altro che pensa che se lavori da casa ti gratti il sedere tutto il giorno!
“Amore, certo che lavoro da casa! Ma che vuol dire? Sempre lavoro è… E poi lo sai che solo mamma e papà si occupano di te, non è che ti portano dai nonni. E’ un po’ complicato, ma se ci
organizziamo possiamo farcela.”
“E come ti organizzi, ma’?”
“E come mi organizzo, tesoro...Mi sveglio prima delle sei, per esempio. Così quando ti alzi tu ho già lavorato almeno un paio d’ore. Il resto lo faccio dopo, se non mi chiami ogni cinque secondi,
o la sera tardi, dopo che sei andato a dormire.”
“Davveroooooooo?”
“Davvero, sì….”
“Certo che sei proprio sfigata, tu!”