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Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"

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Fuga di cervello

fuga cervello 

 

Oggi pomeriggio, ore 18:00 circa. Dopo oltre due ore di partitella con gli amici (eeeeeh già, Superboy non sempre incontra squallide carogne che lo lasciano in un angolo a raccattar palle), non voleva saperne di venire via dal parco.

Avevo un forte di mal di testa e francamente l’antagonismo: “Su amore andiamo a casa/Daaaaaaai, mamma, ancora cinque minuti, anzi dieci, no quindici, facciamo mezz’ora, un attimo che devo salutare Costantino-Matteo-Antonio-Giulia-il cane di Giulia che è sensibile, se no si offende, e pure Tommy, che mi ha regalato la carta di Draghessa così ho finito l’album di Shrek…” mi aveva sfiancato non poco. Per carità, sorprendermi perché un bambino contratta in certi frangenti sarebbe come trovare logico che la vecchietta del quarto piano allevi unicorni rosa nel garage condominiale, però la tentazione di scappare via e mollarlo lì, lo confesso, per un attimo l’ho provata.     

Passando davanti alla sua scuola, incontriamo un gruppo di maestre al termine di un qualche consiglio di classe/colloquio con i genitori/ o che so io. Fra queste, c’era la sua insegnante dello scorso anno. Lui è perdutamente innamorato di quella donna, che piace molto anche a me. 

“Ma’! Posso andare a salutare la maestra Pina?”

“Certo che sì, gioia. Così scambio anche due chiacchiere con lei. ”

Lui corre via e le si attacca al collo, come di consueto. A dirla tutta lo fa un po’ con tutte le maestre, con le sue amichette, con le mamme delle sue amichette, con le donne in generale. Se sei donna, Superboy ti bacia e questo a prescindere se ti conosce da cinque anni o da cinque secondi. A scoccare le labbra su una donna non si sbaglia mai, questa credo sia la sua filosofia di vita, anche se non penso gli sia ancora ben chiaro perché gli piaccia tanto esplorare guance femminili, anche sconosciute, con la sua boccuccia carnosa.

La maestra mi accoglie con un sorriso, ma dopo qualche parola mi saluta frettolosamente perché ha fatto tardi:

 “Scusami, vado via. Scappo dalle mie figlie.”

“Anch’io scappo da mio figlio, solo che mi riacchiappa sempre...”

Per partorire certe frallacchere occorrono abilità raramente riscontrabili in un comune mortale, una mente decisamente al di sopra della norma, capacità logiche che pochi, pochissimi esseri umani al mondo possono vantare. Lo dico a costo di apparire arrogante: io sono un evidentissimo caso di fuga di cervello. Se soltanto sapessi dove accidenti si è trasferito, lo raggiungerei più che volentieri.    

Off topic: stasera lo gnappo, mentre infilava il pigiama, mi ha detto: “Sai mamma, sono un po’ preoccupato… Domani ho la prova Invalsi di italiano. Pensi che io abbia acquisito un livello di istruzione sufficiente per superarla?”

Beh… Non sono certamente un’insegnante, io. Ma ad occhio e croce dovresti farcela, core de’mamma tua.

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