Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
“Ma’ senti… Secondo te come si forza una serratura a combinazione se non si hanno i numeri?”
???
“Ma verament…”
“Aaaaah, lo so io. Con uno stetoscopio, come Diabolik in un fumetto che si chiama Trenta secondi di terrore. Perché aveva solo trenta secondi, se no poi scattava l’allarme. Ma lui con lo
stetoscopio ci è riuscito… E senti, ma non è meglio che spegniamo la luce dell’acquario e lasciamo solo il filtro acceso la notte? Perché la notte, ma’, pure i pesci dormono, vero?”
“Beh, certo dorm…”
“E allora,se dormono, come fanno con la luce accesa? Meglio spegnerla, no? E allora la spengo, che è meglio. Finito di fare la cacca la spengo. E’ un’operazione ecologica, no? Meglio…
perché sprecare corrente inutilmente? Lo diciamo anche a papà, che ne pensi? Papaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaà! Bisogna spegnere la luce dell’acquario. Anche se i pesci adesso non ci sono, meglio
spegnerla. E me li compri, vero? Perché me lo hai promesso che me li compri. Appena l’acqua raggiunge il PH giusto, vai con i pesci!!! Eravamo d’accordo, due giorni. Bastano due giorni, vero? Due
giorni, sì. Due giorni e poi compriamo i pesci rossi ,non quelli tropicali che dopo sono delicati e schiattano tutti. No, quelli rossi. Sono più resistenti. Se muoiono io poi piango, sai che
pena! Che strazio quando ti muoiono i pesci, deve essere terribile…Papaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa’! Ti sono mai morti i pesci a te?”
Papà è in camera da letto. Non risponde, il vigliacco. Adotta la tecnica dell’opossum: si finge morto per sfuggire all’attacco dei
grandi predatori, che difficilmente si nutrono di carogne. Vogliono la carne fresca, loro. E la carne fresca, in questo caso, sono io. Agnello sacrificale alla mercè di un Superboy in
piena crisi logorroica.
Tento di interromperlo… “Ale, amore….”
“… perché poi, ma’, stavo pensando. Pensavo a quando un bambino è nella pancia della mamma, respira come un pesce, vero ? E che c’ha le branchie? Anch’io avevo le branchie dentro la tua pancia?
Ma no, no. E’ vero che nuoto come un pesce, ma le branchie è proprio esagerato … Ah! Ah! Ah! ( accesso ingiustificato di riso autoindotto) “
“Ale, gioia. Hai finito di fare la cac…”
“ Sì, sì, ho finito. Ecco, ora faccio il bidet… Che poi, se ci pensi bene, ma’... Dicono tutti che un bambino appena nato ha 0 anni, invece mica è vero. Ha nove mesi, capisci? Nove mesi,
mica 0 anni! Ragiona: se per fare un bambino ci vogliono nove mesi, quando esce fuori lui è già vecchio di nove mesi, mica ha 0 anni. E’ un’idea proprio errata. Ha già nove mesi, giusto?
Nove mesi di vita …”
Ecco. Questi sono stralci di una conversazione durata il tempo di una cacca+relativo bidet. Stralci, lo sottolineo; la versione integrale ve la risparmio perchè causare un suicidio di massa
non rientra nella policy di questo blog.
Papy ha comprato il tanto agognato acquario a Superboy. E fra un paio di giorni avremo raggiunto il PH ideale per inserire i pesci. Perciò, fra 48 ore avrò in casa altre bestioline rompicoglioni,
oltre alla mia adorata figliolanza.
Altri due/tre rompiscatole da accudire. Ma muti. Sono muti, ringraziando Dio. Muti. E non sarà necessario fargli da dama di compagnia mentre fanno la cacca.
Ho voglia di bere, ora. Pesantemente. Uno che parlasse più di me non l’avevo mai incontrato in tutta la mia vita. Allora l'ho
partorito.