Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
“Vado a Pesaro a presentare il libro…” ho annunciato un bel giorno ad
amici e conoscenti.
“A Pesaroooooo? Ma sei scema? Saranno quattrocento chilometri”.
Non sono quattrocento chilometri, giusto qualche metro in meno. Ho impiegato oltre tre ore e mezza per raggiungere Pesaro e ci sono riuscita soltanto grazie al
fido Tom Tom e a un marito che non deve chiedere mai. Lui sarebbe capace di raggiungere Marte buttando soltanto un’occhiata sbadata al display del navigatore di tanto in tanto. Io, senza aiuti
tecnologici soprannaturali, mi perdo anche per ritrovare la porta del bagno. Considerando che vivo in 80 mq, è lapalissiano che il mio senso dell’orientamento sia pari a quello di una mosca cieca
intrappolata in un cubo di plexiglass con il coperchio aperto. La soluzione per tirarsi fuori c’è, ma lei continua a prendere a capocciate il vetro perché, cecità a parte, è davvero ma davvero
cretina.
Pesaro è una città deliziosa, calda, accogliente. Merita una visita non solo per la sua bellezza, ma anche per
bearsi del delizioso accento simil-romagnolo dei suoi abitanti e per l’ottima cucina. Dista anni luce da Roma, ma non mi sono pentita neanche per un istante di aver accettato l’invito di
ApevEHDG, un uomo modernissimo il quale custodisce tuttavia un animo d’altri tempi, una sensibilità straordinaria, una dedizione e un amore unici per il suo mestiere. Questo fa di lui il libraio
ideale, quello che ogni esordiente dovrebbe avere la fortuna di incontrare almeno una volta nella vita. Fatto questo, potrebbe morire senza alcun rimpianto (parlo dell’esordiente, non di
APpevEHDG).
Antonino (così si chiama in realtà APpevEHDG, ed è un nome curioso se cucito addosso a un gigante buono di quasi 190 cm e un non ben precisato tot di chili di irrefrenabile simpatia) non vende
semplicemente libri ma li apprezza, li soppesa, li legge soprattutto (operazione scontata? Non proprio, ve lo assicuro!). In alcuni casi se ne innamora a prescindere dal fatto che l’autore sia o
meno un nome conosciuto.
Io ho avuto l’immenso privilegio di rientrare nelle sue simpatie e di ricevere complimenti sul mio stile di scrittura che neanche mia madre nei suoi momenti di
tenerezza più sfrontata è mai riuscita ad elargirmi (anche perché lei ignora con dannata serenità il significato della parola “tenerezza”).
Ho avuto l’onore di essere sua ospite e il piacere di vederlo all’opera con i clienti che affollavano numerosi la sua libreria, sono stata per qualche ora
partecipe della sua vita, ho conosciuto “ladonnacheama” e dopo pochi istanti mi sono innamorata anch’io di lei. Ho goduto della sua straordinaria gentilezza e sono stata ripagata fin troppo del
minuscolo sacrificio di un viaggio allucinante durante il quale Superboy ha chiesto ininterrottamente: “Siamo arrivati?” già due secondi dopo essere usciti dal grande raccordo anulare. Soltanto
Shrek diretto al Paese di Molto Molto Lontano potrebbe capire la mia agonia.
Antonino è stato un ospite splendido e si è prodigato in modo fin troppo generoso per una che tutto sommato conosceva a malapena. Ora che ci siamo conosciuti,
mi auguro vorrà nuovamente invitarmi da lui, magari per la presentazione del mio prossimo libro. Sarà un onore affrontare di nuovo un lungo viaggio per tornare a Pesaro, ammesso che sia così
folle da volermi nuovamente nella sua libreria.
Poiché la possibilità che una casa editrice di media-grande importanza pubblichi un mio nuovo lavoro è sicura come un leprottino caduto per errore nella tana
di una volpe affamata, penso che ci vorrà ancora moltissimo tempo prima di riuscire organizzare una nuova presentazione.
Questa triste considerazione di per sé sarebbe sconfortante ma, visto che tendo a leggere sempre il lato buono delle situazioni, posso auspicarmi che per il
2030 qualcuno avrà brevettato il teletrasporto. Allora, sarà una gioia raggiungerlo in un lampo, soprattutto perché Superboy non avrà il tempo materiale per fracassarmi il sistema nervoso con il
suo: “ Siamo arrivati?”
Grazie Antonio, dal più profondo del mio cuore.
Shrek