Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Sventurati frequentatori di questo spazio, due righe due per
rassicurarvi sul fatto che sono ancora viva. Con il supporto di un prodigioso Webqualchecosa sto procedendo al trasloco del mio blog su un’altra piattaforma. L’operazione è ardua. Non
difficile, ma richiede un sacco di tempo e di energie difficili da ritagliare soprattutto se le forze del Male Informatico ti sono avverse.
Stamattina, tanto per raccontarvene una, avevo un appuntamento via Skype con il sant’uomo che sta tentando di erudirmi sugli affascinanti misteri di Worpress. Dichiaro con malcelato orgoglio di
aver appena scoperto di essere meno demente informatica di quanto immaginassi, ma sfido chiunque a smanettare su un sistema sconosciuto soltanto grazie a istruzioni fornite in modo frammentario
e discontinuo da una persona che ti parla a fatica dall’altra parte della città.
Qui a Burilandia quando cadono due gocce di pioggia si interrompono tutti i collegamenti con
il mondo, telefono fisso incluso. E di gocce oggi, credetemi, il cielo ne sta vomitando più di due. Abbiamo rimandato l’appuntamento a domani, augurandoci di riuscire a comunicare con almeno
uno dei potenti mezzi a disposizione della moderna umanità. Qualora dovesse dirci male nuovamente, non mi resterà altro che trasferirmi
in pianta stabile a casa di questo ragazzo, che non può muoversi a causa di una piccola operazione al ginocchio che lo ha messo temporaneamente fuori uso.
“Cosa ci vuole? Salti in macchina e lo
raggiungi, no?” Già, cosa ci vuole? Almeno un paio d’ore di tempo, se abiti a Roma o in una città dal traffico equivalente, fidatevi. Metteteci pure il non trascurabile particolare che Superboy
è a casa da un paio di giorni perché non si sente bene e capirete perché questo benedetto trasloco mi sta facendo impazzire.
Devo copia-incollare qualcosa come 340 post,
riformattarli, scegliere delle nuove immagini compatibili con la nuova piattaforma possibilmente evitando di cancellare per errore il lavoro di quasi cinque anni di blogging. Una cosuccia
da nulla, ma ne vale la pena. Voglio regalare un vestito più appetibile al mio blog, erano anni che desideravo farlo ma per millemila motivi non ci sono mai riuscita.
Spero di farcela stavolta, magari anche con l’aiuto di chi mi segue da tempo
con affetto: accendete ceri in chiesa, conficcate spilloni nei pupazzetti per i riti voodoo, pregate una qualsiasi delle divinità che teoricamente
dovrebbero popolare i nostri cieli. Insomma: portatemi bene in qualche modo, perché ne ho disperatamente bisogno.
ohhh, come ti capisco anche questa volta! :P<br />
Almeno tu hai avuto l'intelligenza di procurarti un Webqualchecosa! Io ho voluto fare da sola, ho sbagliato tutto e sono dovuta tornare indietro.<br />
Comunque, ce la farai certamente, fratella.