Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Venerdì scorso mi sono presentata all’ennesima festicciola di compleanno di una compagna di scuola di Alessandro infilata
in un paio di sandali col tacco. In classe di Alessandro ci sono 27 bambini, praticamente c’è un bimbo da festeggiare ogni due settimane. In sostanza il mio stipendio si dissolve nell'acquisto
di regalini di compleanno, ma ci sono cose peggiori nella vita, tipo accendere la televisione e doversi ciucciare l'ennesimo tronista, quindi finisco diplomaticamente sul lastrico pur
di far contento Alessandro. Dall’inizio dell’anno non abbiamo perso una sola festa.
Ma sto divagando, il punto non è questo. Dicevo: mi presento con un paio
di sandali con il tacco e subito partono le frecciatine: “Ma tu non sei la mamma che non mette mai i tacchi? Ma ci sai camminare su quei
trampoli?”
Ma come no, cavolo! Certo che ci so camminare! Non è che posso trascinarmi sempre dietro l’etichetta di donna perennemente in ballerine soltanto perché ho
scritto un libro che si chiama “ Le mamme non mettono mai i tacchi”.
Staccata è solo un nick name, mica una filosofia di vita! E poi Ale si
è calmato, non ho più bisogno di correre da una parte all’altra dell’universo per evitare che combini uno dei suoi soliti casini… Questo ho detto un istante prima di precipitare dai miei 12 cm di
tacco. Per fortuna sono franata addosso a un omaccione nerboruto che è riuscito a sostenermi con facilità. E quindi le ossa delle caviglie sono ancora tutte più o meno al loro
posto.
Se fossi precipitata su uno dei bambini adesso sicuramente non sarei qui a raccontare scemenze su questo blog, ma ammanettata ad ammuffire in un' umida cella
per aver involontariamente ucciso un bimbo innocente. Il mio deretano sarebbe capace di soffocare un rinoceronte, figuriamoci 20 chili scarsi di nano/a.
Oggi pomeriggio dovremo partecipare a un’altra festicciola (ricordate? Ce n’è almeno una ogni due settimane). Superfluo dire che ho già tirato fuori
un paio di infradito tacco zero.
Questo per evitare omicidi colposi, anche se involontari. Gnappa, sì. Ma con la fedina penale pulita. E soprattutto felice: sui tacchi ci so ancora camminare,
ma dopo un’oretta le mie stanche ossa di quasi quarantenne iniziano a chiedere vendetta al cospetto di Dio. Meglio accontentarle; lascio la seduzione a chi deve ancora incastrare il suo
pollo.
Il mio l’ho circuito quasi dodici anni fa. Apparentemente non se ne è ancora pentito. Apparentemente…