Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"

Ieri pomeriggio io e il nano ci siamo messi a giocare a Scarabeo. Ora, i
visitatori più attenti ricorderanno forse che Alessandro ha soltanto cinque anni e cinque mesi. Ma è già in grado di leggere e scrivere da moltissimo tempo, deve essere una tara genetica che gli
ho trasmesso assieme alla logorrea e all’isteria. Prima che mi si accusi di essere una di quelle madri ansiose che i loro cuccioli imparino le equazioni di secondo grado prima del compimento del
sesto anno di età, preciso che non ho mai spinto mio figlio a precorrere i tempi.
Ritengo che i bambini debbano rimanere tali il più a lungo possibile, ed è proprio per questo che ho deciso di fargli frequentare la prima elementare a sei
anni e mezzo suonati e non a settembre prossimo. Per lui è già complicato rimanere fermo sulla sedia lo spazio di una cena, figuriamoci se posso
pretendere che rimanga seduto in un banco per delle ore. Per molti la mia decisione equivale a fargli perdere un anno scolastico, per come la vedo ciò
gli regalerà un altro anno di infanzia. Ma le opinioni, in quanto tali, sono sempre discutibili.
Ha imparato a leggere, mio malgrado, perché nella scuola materna che frequenta da tempo vige la politica della classe di età mista. Perciò, i piccolini
continuano a disegnare e giocare, mentre i più grandicelli vengono preparati ad affrontare la scuola dell’obbligo. Il tutto avviene nello stesso ambiente ed è per questo che il nano, curioso per
natura e spinto da quella parte di DNA che gli ho trasmesso, un paio d’anni fa ha iniziato a buttare un occhio alle lezioni dei più grandi e piano piano ha imparato.
A tre anni e mezzo riusciva a leggere paroline come “mare”, “sole”, “mamma”. Oggi è in grado di giocare a Scarabeo e a barare in modo spudorato.
Seriamente spudorato.
Qualche esempio esplicativo:
Parolina composta da mamma: MULA
Risposta del nano: MULACEI
Replica della mamma: “ Mulacei? Ma non ha nessun senso! Cosa significa “ MULACEI”?
Risposta del nano: “ Come che significa? E qualcosa che ha a che fare con i muli, no?”
Pensiero della mamma: “ Ecco: piglia, incarta e porta a
casa.”
Parolina composta dal nano: SESO
Replica della mamma: “ SESO? E che parola è SESO?”
Risposta del nano: “ Come che parola è? SESSO, no? Non lo conosci il SESSO?”
Pensiero sconsolato della mamma: “Dio santo, ci risiamo! Prendi nota: cambiare supermercato e non giocare più a
Scarabeo. Mai più. Almeno fino a quando non gli sarà spuntato il primo pelo di barba…”