Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Domani mattina la famigliola della Staccata parte. Armi, bagagli,
carabattole e Devil Fenix in pole position, in assenza del quale è improponibile toccare il motorino d’avviamento. Mio figlio ne morirebbe.
Si va a quel paese… (brava! Scelta originale! Chi non c’è stato almeno una volta nella vita?)… dicevo, fatemi finire… si va a quel paese antica dimora dei miei
trisavoli: chilometri di meraviglioso verde, ovini in ogni dove, assoluta desolazione e totale assenza di qualsiasi collegamento col mondo esterno: Internet verrà installato non prima del 2070;
il cellulare non prende ad eccezione di una piccola oasi di qualche centimetro quadrato a pochi passi da una stalla.
Così, di sera, i pochi villeggianti che vogliano comunicare con il mondo esterno, si accalcano in quei pochi centimetri quadrati e telefonano, pestandosi l’un
l’altro, allietati dall’olezzo dello sterco di mucca e orfani della benché minima briciola di privacy.
Anche se stenterete a crederci, vivere per qualche settimana alla stregua di Heidi, al riparo dalla dolce droga della navigazione on line, lontano dalle
grinfie di face book, la più imperiosa pettegola che la civiltà evoluta abbia mai conosciuto, è rigenerante. Disintossica, ossigena, sovvenziona il cervello.
Ma io, nonostante tutto, dovrò trascinarmi dietro il note book a causa dei numerosi impegni scrittevoli: entro la fine di agosto dovrò terminare lavori,
lavoroni e lavoretti di cui, al momento, non anticipo nulla per scaramanzia.
Così la Staccata, come ogni brava donna che si rispetti, non va mai veramente in ferie: anche se si è presa una pausa estiva da quello che è il suo vero
lavoro, non può trascurare l’ occupazione secondaria che, con un pizzico di fortuna, potrebbe diventare una vera e propria professione. Forse sarà così, forse no. Ma varrà sicuramente la pena
sacrificare qualche mezza giornata di meritate ferie da aggiungere a tutte le ore di sonno di cui mi privo ormai da quasi due anni per dedicarmi a questa passione.
Come già detto, il mestiere dello scrittore è durissimo. Ma se ti dice culo, è sempre meglio che lavorà…
Buone ferie a tutti, per vostra sfortuna riciccierò a fine agosto più pimpante che mai. Anche nelle Marche spacciano il crack…