Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"

Fate finta di aver consegnato un lavoro quasi sei mesi fa. Non è stato faticoso come sollevare cassette di
pesce spada ai mercati generali, ma comunque vi ha impegnato pesantemente il cervello per oltre due settimane. Supponete di consegnare il tutto in data primo Luglio e che soltanto a Settembre vi
si dica: “Beh, si… Ci stiamo attivando ora per i pagamenti. Mandami la ricevuta e procediamo.” Tutti contenti, si fa per dire, spedite la vostra bella ricevuta per prestazione occasionale
all’ufficio amministrazione. Passano ancora due/tre giorni e chiedete quando esattamente verrete pagati. “La nostra società paga a 90 giorni data fattura.” Fantastico!
Quindi vedrete quei benedetti soldi non prima del 19 dicembre.
Ora, immaginate di ricevere dopo un paio di mesi una mail nella quale vi si chiede se per caso c’è qualche
problema a procrastinare il pagamento al 2 Gennaio 2011. In caso di problemi, si tenterà di rispettare la scadenza concordata. Quindi dovete scegliere se fare la figura dei pulciari e
dichiarare che quei 14 giorni di ritardo vi costringeranno a prostituirvi per sfamare i vostri figli, o comportarvi da finti signori e dire che no, per carità, non c’è nessun problema. Facendo le
dovute proporzioni, sarebbe come chiedere a un cinquenne se preferisce mangiare un panino con la frittata e gli spinaci oppure uno stracolmo di Nutella. La risposta, neanche a dirlo, sarebbe
scontata. Certo che ci sono problemi, cacchio. E’già scandaloso che mi si paghi dopo cinque mesi abbondanti, dopo sei mi sembra a dir poco penoso.
Aggiungete a tutto ciò il contemporaneo silenzio stampa di un’altra società, solitamente puntuale nel
versamento semestrale dei compensi, che si è “dimenticata” di pagarvi quanto dovuto entro il 6 ottobre. Inviate quindi tre mail di richiesta spiegazioni e rimanete in attesa del
nulla.
Fatto? Vi siete sufficientemente immedesimati nella situazione? Bene. Ora ditemi: sono per caso una persona
assetata di vile denaro, oppure sareste anche voi altrettanto incazzati? Di scrittura non si vive, è vero, e l’arcaica convinzione che gli artisti muoiano di fame non è poi così apocalittica. Per
la cronaca: ultimamente ho perso quasi cinque chili; una volta consumato anche il sedere non è che mi rimanga granché da smaltire…
Una domanda a questa gente che ritiene normale pagare il lavoro di una persona dopo 6/8 mesi : vi siete messi tutti d’accordo per farmi morire di fame, o magari quei gufi dei Maya hanno per
caso anticipato la presunta data della fine del mondo al 2 gennaio 2011?
Qualunque sia la risposta, posso cordialmente suggerirvi di andarvene affanculo? Io ci vi mando per direttissima, ma se preferite potete procrastinare.