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Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"

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PIANGE IL TELEFONO

telefono 2


Riporto più o meno fedelmente la telefonata che ho fatto stamattina a una mia amica torinese, mamma anche lei. Io ero al parco con Superboy.

La Staccata: “Paolè, ciao! Sono Luana… Ti disturbo?”

Paola: (con voce affannosa) “No…No…Figurati, sono a fare la spesa con Matteo ma non preoccuparti, un minuto ce l’ho…Matteooooooo! Fermo, fermo per favore…”

La Staccata: “Ma no, lascia stare. E’un momentaccio…Capirai, la spesa con il nano!”

Paola: “Ma dai, scherzi? E’una vita che non ci sentiamo. Come va?”

La Staccata: “Bla bla bla”

Paola: (sinistro rumore di cocci rotti in sottofondo)

La Staccata: “Senti Pà. Facciamo una cosa: ti chiamo a casa stasera. Mi ridai il numero fisso che l’ho smarrito? Aleeeeeeeeeeee! Vai piano su quella cavolo di altalena. Aleeeeeeeeeeee! Rallenta o ti frantumo!”

Paola: “Luana? Tutto bene?”

La Staccata: “Si, si. Tranquilla. Ripetimi il numero così ti chiamo. A proposito, verso che ora posso telefonare? Non vorrei svegliare Matteo. So che va a dormire presto…”

Paola: “Non più… Ora è un miracolo se fila a letto alle nove e mezza. Certe sere devo corrergli dietro fino a tardi. Se squilla il telefono mentre cerco di placcarlo si distrae e devo rincominciare tutto da capo. Senti…Ti chiamo allora io quando Matteo dorme.”

La Staccata: “Meglio di no. Ale ora fila a letto entro le nove. Se me lo svegli è la fine…”

Paola: “Entro le noveeeee? Miracolo?”

La Staccata: “Già, miracolo.”

Paola: “E allora quando ci sentiamo?”

Qualche breve istante di ispirato silenzio poi, fulminea, la soluzione: la prima delle due che si libera invia un sms sul cellulare dell’altra per annunciare la tregua. L’altra non deve far altro che afferrare la cornetta del fisso e rispondere al primo mezzo squillo o, meglio ancora, prima che il telefono inizi a trillare.

Quindi, dovrà parlare mantenendo un tono di voce appena percettibile dall’udito medio umano e affinare contemporaneamente l’orecchio rimasto libero dalla conversazione per monitorare eventuali, tragici, risvegli.

Semplice no? Io e la mia amica, perse fra danni agli scaffali del supermarket e voli selvaggi in altalena, abbiamo impiegato almeno cinque minuti per fissare un appuntamento telefonico. Ma, e di questo ne siamo dolorosamente coscienti, la sana chiacchierata avverrà non prima del compimento del diciottesimo anno di età di uno dei bambini.

E poi c’è ancora qualcuno che mi chiede come mai mi è venuto in mente di scrivere un libro sulle mamme! Domanda inutile, asserirebbe il buon Battisti.


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A
...e come stai? domanda inutile...stai come me...e ci scappa da ridere...nanana....lucio ci azzecca sempre ;)polly
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A
Ah ah ah fortissimo! Anche a me capita di avere conversazioni simili .... :-)
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E
ghrazie cara....auguroni a te e famiglia...
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A
 Ma invece di usare i cinque minuti per organizzare, usarli per disri 5 minuti di cose? Pragmatismo maschile?<br /> BUONA VITA!<br /> Appev<br />
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A
ps: sei tra i miei blog's friends
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