Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Cosa fa una scrittrice per caso alla Fiera del libro di Roma?
Rimorchia…
“Rimorchiaaaaaaa?” esclameranno in coro i benpensanti “Ma non eri lì per promuovere il tuo capolavoro?”
Anche, ma visto che la guera è guera ogni mezzo è lecito. E poi capita, anche se sei prossima ai quarant’anni e
tendente all’obesità. Capita, perché durante le fiere si socializza al punto da stringere fulminee amicizie con il dirimpettaio (giovane e carino) oppure con l’aspirante scrittore (giovane e
carino pure lui) che si congratula per il tuo “successo”.
E si... Gironzolavo per gli stand con indosso il mio chiccosissimo bavaglino rosa, quando ad un tratto uno splendido moretto ( età stimata ventitré anni al
massimo) mi ferma, incuriosito dal bizzarro orpello. Gli spiego chi sono, da dove vengo e perché accidenti me ne vado in giro conciata come una poppante sbrodolona. Aggiungo che, nonostante la
mia instabilità mentale o forse proprio grazie a quella, sono riuscita a vincere il Premio Massimo Troisi.
“Ma và?” fa lui, sinceramente contento per me “Allora damme un bacetto, te lo meriti!”
Stampo un bacio sonoro su quelle guance imberbi sotto lo sguardo attonito di mia madre, che un secondo dopo minaccia di spifferare l’accaduto a mio
marito.“E capirai!” penso io “Sai che scandalo!”
“Ma signora bbbella…” puntualizza lui, con lieve accento ponentino, alla donna di ampie vedute che mi ha partorito “ …pure io so’ fidanzato, ma chi se ne
importa!” e mi molla un altro bacio mentre nel frattempo tenta di appiopparmi il suo romanzo fresco di stampa. E già… Pensavate che un ragazzo bello,
simpatico e che potrebbe essere mio figlio se soltanto mi fossi decisa a riprodurmi in giovane età, potesse seriamente trovare attraente una quarantenne che se ne va in giro con un
bavaglino?
Sempre grazie al portentoso gadget, pochi metri più in là un altro baldo giovanotto, stavolta biondo platino, mi propone uno scambio equo e solidale: una
promessa di acquisto del libro e un ombrello in cambio di tre bavaglini. Accetto, mi sembra un’offerta più che vantaggiosa. Rubo quanto richiesto ( c’è gente che ha comprato il mio libro
esclusivamente per mettere le mani su cotanta meraviglia) dallo stand Boopen e mi fiondo dal biondino che, riconoscente, il giorno dopo acquisterà sul serio il libro. Già che mi ci trovo, bacio
affettuosamente anche lui. E quando mi ricapita?
Innocenti sbaciucchiamenti a parte, la partecipazione alla Fiera ha prodotto i suoi frutti: ho venduto un numero insperato di copie, considerando che la
manifestazione esponeva qualcosa come 16 mila titoli e 409 case editrici, e soprattutto sono riuscita a rilasciare un paio di interviste: la prima per un’associazione che si occupa di comicità,
la seconda per rai.it.
E sì! Incredibile ma vero: un componente della troupe , Dio solo sa il perché, ha acquistato una copia del libro all’apertura della manifestazione. La moglie
ha iniziato a leggerlo e lui, un paio di giorni dopo, si è affacciato allo stand della Boopen e ha chiesto se ero disposta a rilasciare un’intervista.
La gentile signora, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente, sembrerebbe aver apprezzato il testo al punto da segnalarlo al marito. E così ho spuntato l’intervista.
Et voilà: miracolo nel miracolo. La Troncanetti sbaciucchia impunentemente giovani ed avvenenti virgulti e viene intervistata nientepopodimenoche da
rai.it.
Detto questo, posso schiattare serena anche in questo istante. Un addio a coloro che mi hanno amato e anche a quelli ai quali stavo sulle scatole. Me ne vado,
senza alcun rimpianto. Del mio passaggio in questa valle di lacrime non rimarrà che un paio di decolletè nere con il tacco a spillo e la punta da strega. Le ho indossate domenica scorsa ad
un matrimonio. Non è stata la gioia provata grazie alle vicende appena narrate ad uccidermi, sono morta a causa loro.
In mia memoria non chiedo fiori, ma cerotti anticallo.