Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"

Con questo post susciterò l’ostilità di tutti gli automobilisti che guidano i due modelli di autovettura in
questione, ma correrò questo rischio…
Poiché mi sono accorta che spesso sono l’unica a trovarmi invischiata in situazioni surreali, lancio un sondaggio nazional-automobilistico: capita anche a voi al mattino, quando siete in
ritardo stratosferico per accompagnare il nano a scuola, mentre i rami dei platani sfiorano il parabrezza piegati da una pioggia torrenziale, si procede a passo d’uomo, non c’è spazio per
incunearsi e svicolare, che un folle in Ferrari col motore modificato, modello extrasprint, fari fendinebbia accesi, inizi a strombazzare all’impazzata per chiedere strada?
Sìììììì? Bene, meno male. Succede anche a voi. Perciò, è abbastanza comune che attaccati al sedere della vostra macchina ci sia sempre un’auto superveloce e scattante, giusto?
Ora vi propongo un’altra situazione: strada deserta, domenica mattina, sole splendente, uccellini cinguettanti, nessuna automobile dietro di voi ma davanti…
Davanti c’è lui: età media ottantacinque anni, cappello di feltro calcato in testa, sedile di guida regolato a 2 cm dal volante, cataratta selvaggia e nessuna fretta: sembra un vecchio capo
pellerossa che si avvii alla paziente ricerca di una verde prateria dove poter esalare l’ultimo respiro. Procede ad una velocità media di 15 km l’ora, guida a singhiozzo, frena
all’improvviso, gli si spegne la macchina, impiega 10 minuti per farla ripartire…
Naturalmente in prossimità di uno stop accelera alla stratosferica velocità di 40 km all’ora senza neanche sognarsi di controllare se putacaso sopraggiunga una qualsiasi forma
di vita senziente, animale o vegetale. Chiaramente, a semaforo verde rallenta quel tanto che basta per farvi frenare di colpo, riparte inaspettatamente tagliando in extremis il traguardo
dell’arancione. Voi vi beccate il rosso, rimanete fermi 2 minuti ma comunque, al semaforo successivo, ve lo ritrovate di nuovo davanti.
E’ domenica, sì, ma avete comunque una fretta bestiale. Dovete fare da testimone al matrimonio di vostra sorella, siete sacerdoti in ritardo per celebrare messa o magari commentatori
sportivi e fra cinque minuti inizia la diretta della finale di Champions League. In sintesi: avete qualche impegnuccio di non trascurabile importanza.
Vi trovate a 50 km dalla meta, siete sudati, isterici, incazzati neri e San Cristoforo, che è buono e giusto, pone sul vostro cammino lui: l’automobilista della Domenica, il soggetto
capace di distruggere le terminazioni del Dalai Lama, quello che vi fa rimpiangere il fatto di non essere alla guida di uno di quegli enormi SUV con le gomme alte tre metri: gli salireste sopra
per cancellarlo dalla strada senza troppi rimorsi.
Succede anche a voi? Mi auguro di sì.
Ma il sondaggio che volevo lanciare non è incentrato sulla situazione in se, ma sul modello di autovettura che fa da contenitore a questi soggetti. Ora ditemi: capita anche a voi che il
bradipo della Domenica guidi SEMPRE un’Opel CORSA oppure un’ AGILA?
Attenderò i risultati del sondaggio. A cose fatte, se questa cosa dovesse capitare soltanto a me, chiuderò per sempre questo blog e riprenderò a disegnare cerchietti in un angolo della mia
stanzetta imbottita.
La Neuro me ne riserva una da anni: è un privilegio riservato ai Top Guests. E agli sfigati cronici…