Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Stamattina, ore 8:50.
La Staccata e Superboy stanno per entrare in classe.
Superboy mi si para e protende un braccio in avanti: il principino desidera che qualcuno lo liberi della regale veste.
“Tesoro, il giubbino puoi toglierlo da solo e metterlo nell’armadietto. Ormai hai 6 anni!”
Superboy toglie il giubbino e lo lancia a caso nell’armadietto, gli chiedo di appenderlo al gancio e di mettere a posto anche lo zaino. Superboy lo fa perché, grazie a qualche miracoloso
allineamento favorevole dei pianeti del sistema solare, si è trasformato da tempo in un bimbo (quasi) ubbidiente. Richiude di malagrazia l’anta e si fionda a giocare in classe.
Lo richiamo e gli chiedo di rimettere a posto.
Mamma Benpensante: “Ma lascialo in pace, tanto co’ ‘sti figli è una battaglia persa! Così perdi solo tempo, non fai prima a mettere a posto tu?”
La Staccata: “Certo, se uno rinuncia a combattere in partenza è sicuramente una battaglia persa.”
Superboy rimette a posto, mi bacia con affetto e quindi si mette a giocare.
La morale di questa storiellina? Mia nuora in futuro non potrà che ringraziarmi per aver insegnato l’ordine a mio figlio, quella di Mamma Benpensante dovrà combattere per sempre contro un uomo
che lancia le mutande sporche sul pianerottolo di casa. Chiaramente, la manderà a morire ammazzata per questo fino alla fine dei suoi giorni.
I futuri bravi mariti si costruiscono anche con questi minuscoli accorgimenti, questo è il modesto parere della Staccata. Ma potrebbe anche sbagliarsi, perché no?