Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Abuso nuovamente della vostra pazienza per pubblicizzare il capolavoro letterario che mi renderà ricca e
famosa e i cui proventi mi consentiranno finalmente di “risollevare” le sorti dell’abbondante deretano che sono costretta a trascinarmi dietro da una vita.
Mondopapy mi ha chiesto se il mio libro si può acquistare in libreria. La risposta è : per il momento no. In un prossimo futuro il volume potrebbe fare bella mostra di sé sugli scaffali di
qualche libreria, ma per il momento viene distribuito esclusivamente su Internet.
E’ edito da Boopen, definito dagli addetti ai lavori con un POD ( print on demand). In sostanza, la società è una casa editrice a tutti gli effetti ma stampa soltanto su richiesta dell’utente
che accede al sito per acquistare l’opera. Questo consente di offrire la possibilità a tutti di
pubblicare il proprio libro, e per tutti intendo dire proprio tutti. Le opere non vengono scelte in base alla loro validità, ma democraticamente pubblicate anche se prive di qualsiasi spessore
letterario.
Ciò genera un malinteso comune e cioè che tutti quelli che si affidano ad un POD siano degli imbratta pagine. Effettivamente i lavori pubblicati dai POD
sono nella stragrande maggioranza illeggibili, ma esistono delle rare eccezioni: le opere di esordienti capaci ma umili. La notizia sconvolgerà i benpensanti, ma il mondo ospita anche individui
che, pur essendo dignitosamente abili con le parole, originali, creativi e ottimi conoscitori delle più elementari regole grammaticali, non hanno mai pensato di essere dei bravi autori.
Il motivo per il quale pubblicano con i POD, è perché pensano che nessun editore si abbasserebbe a leggere i loro scritti. Il POD non è la soluzione all’ennesima porta sbattuta in faccia, è una
scelta dettata dalla scarsa fiducia nelle loro possibilità. Perciò bypassano la naturale procedura di sottoporre il manoscritto ai vari editori e affidano le loro opere a chi sicuramente le
pubblicherà, a prescindere dal loro valore.
Questo è quanto accaduto a me. Ho scritto il libro per gioco, l’ho subito affidato alla Boopen e ho quasi immediatamente ricevuto riscontri positivi da parte di amiche, conoscenti, vicine di case
di amiche di amiche di conoscenti e così via.
“Si, vabbè.” direte voi “ Ti piace vincere facile!” Effettivamente il giudizio potrebbe essere falsato poiché proveniente da fonti “di parte”. Ma vi assicuro che ho iniziato a leggere
recensioni positive sparse in rete, e questi giudizi provenivano da persone che non conosco neanche lontanamente o con le quali ho avuto al massimo
uno scambio di mail da bloggista a bloggista. I post nei quali alcune lettrici consigliano il mio libro sono spontanei, non ho allacciati rapporti segreti con compiacenti adulatrici e poi sono
troppo povera per ingaggiare una clack.
Una editor professionista conosciuta tramite un forum per scrittori mi ha proposto di inviarle il libro. Il suo responso è stato, tanto per usare un eufemismo, che ho fatto una grossa stronzata
sottovalutando un’opera che ha un suo perché. Mi ha consigliato di proporre il manoscritto a due/tre case editrici di medie dimensioni, augurandomi che possano prendere in esame la possibilità di
una coedizione. A quel punto continuerei ad essere distribuita on line dalla Boopen e potrei stipulare un contratto parallelo per la distribuzione in libreria. Se avete davvero tempo da perdere,
questo è il link alla sua recensione: http://liblog.bloglist.it/2008/09/19/le-mamme-non-mettono-mai-i-tacchi-troncanetti/
Un giorno ho ricevuto questo
messaggio: “Mamma di tre figli, l’ho letto
in 24 ore. Giurami che mi avvertirai quando scriverai il prossimo. Mi hai fatto rispecchiare in ogni pagina. Ad ogni capitolo dicevo: questo è il più bello. Invece il più bello era quello dopo e
poi quello dopo. Mi hai fatto ridere per tutto il libro. E mi hai fatto piangere alla fine. Ti prometto che ne compro altre cinque copie, da regalare a chi so io. E… voglio vederti fra i best
seller! Non arrenderti neanche se ti passano avanti tutti i raccomandati del mondo perché sei brava davvero!”
Perché riporto questo commento, uno fra i tanti? Non per vantarmi di aver creato chissà quale capolavoro, non perché voglio crogiolarmi in presunti meriti che sicuramente non possiedo, non per
dirvi “ UUUUUUUU! Come sono stata brava!”, ma semplicemente perché questa è l’unica arma che posso sfoderare per farmi conoscere.
Ho letto e acquistato porcherie di gran lunga peggiori del mio libro, ma erano state scritte da autori famosi, e questo è una garanzia. L’unica garanzia che posso offrirvi sono le testimonianze
di chi ha già letto il libro.
Ve ne cito qualcuna, un paio delle quali offerte da daisi e fiocco, due splinderiane che mi hanno concesso fiducia, hanno acquistato il libro e
l’hanno trovato carino.
http://daisi.splinder.com/post/18498376
http://vitaimpossibiledimamma.splinder.com/?from=20
http://blog.alfemminile.com/blog/seeone_130941_6804929/SCRAPBOOK/MAMME-CON-I-TACCHI-E-NON
http://www.ciao.it/Le_mamme_non_mettono_mai_i_tacchi_Luana_Troncanetti__1130000
http://www.libriescrittori.com/libri/le-mamme-non-mettono-mai-i-tacchi-di-luana-troncanetti/
http://abbassocenerentola.blogspot.com/2008/03/le-mamme-non-mettono-mai-i-tacchi-di.html
La strada per arrivare in libreria sarà lunghissima e costellata di
ostacoli capaci di scoraggiare anche il più abile dei saltatori. Io soffro da anni di mal di schiena, inizio ad avere una certa età e non sono mai stata una gran saltatrice ( causa impedimento
deretano sopraccitato). Aumentare le vendite on line potrebbe essere un modo per accelerare una distribuzione tradizionale, avete voglia di aiutarmi a
superare tutti questi ostacoli?
Natale è vicino, la crisi economica impazza. Io posso offrire a buon mercato qualche ora di risate da regalare a mamme stanche, confuse, afflitte da dubbi amletici e spossate da situazioni al
limite del paradosso.
Il termine probabilmente più adatto a definire “Le mamme non mettono mai i tacchi” è saggio, anche se il tono del libro è deliberatamente scanzonato e divertente; ha connotazioni sia del romanzo
sia dell’autobiografia, del manuale e del trattato, pur senza essere inquadrabile in queste forme. Il personaggio principale, l’unico, è la tragicomica quotidianità dell’essere madre.
Il filo conduttore del libro può essere riassunto dal pensiero di Donald Woods Winnicot, un eminente pediatra inglese che esortava le mamme a liberarsi del senso di colpa e ad accontentarsi di
essere madri sufficientemente buone. Stanca di tutti i trattati di autorevoli psicologi infantili che si arrogano il diritto di spiegare come crescere correttamente dei figli, ho creato questa
antiguida al mestiere di mamma, una sorta di sfogo per tutte le madri come me sfinite dal dover eguagliare lo stereotipo della genitrice perfetta.
Volete provare a concedere fiducia ad una scrittrice sconosciuta? Questo è il link di accesso alla mia scheda autore: http://www.boopen.it/autori/scheda/autore.aspx?id=2336
Il mio lato B ringrazia anticipatamente, il chirurgo plastico
anche.
Grazie infinite per l’attenzione,
Luana