Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Vi ricordate l’espressione di Massimo Ceccherini ne “Il cliclone” quando vede arrivare le ballerine spagnole ed esclama: “Dio c’è. Ora C’HO le
prove.”?
Bene. Da qualche settimana sfoggio la stessa espressione di commosso stupore sul volto. Non perché io non
credessi in Dio, ci mancherebbe altro, ma diciamo che ultimamente ci credo di più. Il 2008 è stato per me un anno da cancellare con la trielina, chi conosce le mie vicende più intime sa di cosa
parlo. Ma questi ultimi mesi di un anno non proprio idilliaco mi stanno inaspettatamente regalando il piacere di un figlio nuovo di
zecca.
Chi mi segue da tempo sa che il mio non è stato un bimbo facilissimo da gestire, per chi non mi conosce
riassumo brevemente qualche tappa della sua esistenza:
1 giorno di vita= faceva le flessioni sul
fasciatoio
3 mesi di vita= stava già seduto
5 mesi di vita = stava già in piedi nel lettino e aveva decapitato le apine della giostrina
Chicco
9 mesi e mezzo = correva come un bersagliere. Ha completamente
saltato la fase del gattonamento per erigersi improvvisamente in posizione eretta e sfasciare qualsiasi cosa si frapponesse alla sua marcia implacabile
1 anno = saliva e scendeva le scale. In caduta libera
18 mesi = parlava come un bimbo di due anni
Due anni e mezzo= aveva già elaborato una teoria sul come nascono i bambini
Fino a 2 anni e mezzo= si svegliava 20 volte per notte
Fino a 3 anni e mezzo= si svegliava 10 volte per
notte
Fino a 4 anni e mezzo = andava a dormire alle 23,00/23,30
Aggiungete al quadretto il non ubbidire (MAI) il non mangiare (MAI) il costante chiacchierare (ANCHE DURANTE I
RARI MOMENTI DI SONNO ) il fare domande spiazzanti (MAMMA! GUARDA CHE PISELLINO DURO… E ADESSO CHI ME LO SGONFIA?) e una velocità di crociera che avrebbe fatto invidia all’
Eurostar.
Mio padre lo chiamava “moto perpetuo”, lo zio “ turbina” io è meglio che non dichiari gli epiteti che gli ho
attribuito ( mentalmente, si intende) altrimenti mi tolgono la custodia del bambino.
Poi, miracolosamente, tutto questo è cessato. E’stato un processo graduale, misurato e inesorabile. Me ne ero
già accorta da tempo, ma non pensavo che il mio amabile terrorista si sarebbe trasformato in un bimbo semitranquillo. Come un novello Pinocchio, deve aver incontrato la Fata Turchina che gli ha
finalmente regalato una natura umana. Perciò, stracciata la polizza di assicurazione responsabilità civile che abbiamo stipulato al momento della sua nascita, io e il papà ci godiamo ora con
circospetta libidine un pupo finalmente gestibile. Circospetti poiché temiamo che il processo sia reversibile, cantiamo sommessamente vittoria paghi del fenomeno che ci sta gradualmente
convincendo che Dio esiste davvero. Ora Alessandro dorme quasi tutta la notte, ubbidisce all’80%, mangia (poco) senza bisogno di essere imboccato e, meraviglia delle meraviglie, da qualche
settimana la sera si addormenta al massimo entro le 21,30. Sapere mio figlio saporitamente cullato dalle amorevoli braccia di Morfeo dopo aver passato anni a tentare di farlo addormentare anche a
padellate è per me una conquista davvero insperata. Vederlo ubbidire la maggior parte delle volte è un balsamo miracoloso per l’anima, non dovere più correre come una forsennata per evitare che
venga investito da un tir sarà sicuramente d’intralcio al mio intento di perdere qualche chilo ma chi se ne frega! Meglio grassa che
esaurita!
Concludo questo post sperando di aver regalato uno spiraglio di speranza a tutte quelle mamme che hanno bimbi
turbolenti: i miracoli esistono. Basta saper aspettare e accadono. Basta farsi di crack per anni per non crollare sfinite ma poi arrivano. I figli possono cambiare, senza un motivo apparente. Le
mamme rimangono sempre le stesse, i figli fortunatamente cambiano. E, perdonate se ribadisco nuovamente questo concetto, ciò avvalora la mia tesi secondo la quale non esistono mamme perfette, ma
figli gestibili. Se avete figli angelici che ubbidiscono come soldatini e andate in giro a vantarvi della vostra efficienza di educatore posso solo dire che vi piace vincere facile. Se invece
combattete ogni giorno per domare figli impossibili allora sappiate che prima o poi la vostra fatica verrà premiata. La mamma perfetta non esiste, e se esiste che peste la colga!