Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Oggi il termometro registra più o meno 40 gradi all’ombra in tutta la Penisola. Io ho il cervello più liquefatto del solito e perciò vi sollazzo con un post inutile che più inutile non si può. E’ impossibile pretendere che i quattro neuroni che sopravvivono nel mio microcefalo soltanto grazie alla partitella serale a tresette partoriscano pensieri, opere e opinioni più sostanziose di quelle che state per leggere. Perciò, accontentatevi di ciò che passa il convento, oppure andate a visitare un blog più dignitoso del mio che male sicuramente non fa.
Vi rimando a questo preistorico post per raccontarvi il mio rapporto con il parrucchiere: Di capelli e complimenti sinceri.

Era una vita che non mozzavo 30 cm di zazzera tutti in un colpo, ma ieri mi sono fatta coraggio e ho amputato una generosa porzione della mia femminilità. Ovviamente nel corso dei mesi che separano questo post dal precedente la situazione “viso ciancicato dagli anni” non è migliorata. Però, e non chiedetemi come, al ritorno dalla Calabria ho smaltito un paio di chili e mi sono fatta coraggio.
Ma sì, forse i capelli corti con un viso un attimo più affilato tutto sommato posso ancora permettermeli. Forse… Perché “i capelli corti stanno bene a tutte” è un'affermazione di una bojataggine pazzesca. Rasare i capelli (quasi) a zero é un’autentica prova di coraggio per una femmina e non solo: bisogna considerare che non è assolutamente vero che donino a qualsiasi donna; quella è una leggenda metropolitana messa in circolo dai coiffeur paraculi, i quali sanno benissimo che con i capelli lunghi un paio di centimetri sei costretta a visitare il salone come minimo una volta al mese. Due, se putacaso benefici di una ricrescita al limite del miracoloso come la mia.
Superboy ieri pomeriggio, appena rientrata dalla mutilazione, mi ha detto: "Scusa, chi sei tu? Esci da casa mia!"
Più che "chi sei tu" mi ha lasciata perplessa il "casa mia"... E’
quasi più irritante di suo padre, quel benedetto ragazzino. Però, almeno lui non mi ha detto che sembro Maga Magò. E’ già qualcosa…
Papy mi adora con il taglio stile Kojak, io sto ancora cercando di acclimatarmi alla novità… Magari fra qualche giorno mi adorerò anch’io. Qualcuno su Facebook mi ha detto che dimostro addirittura 10 anni di meno, un’affermazione capziosa che altri hanno avuto il coraggio di sputar fuori mentre ero in vacanza nell’isola che non c’è. Io la prendo per buona, fregandomene di accertarne l'attendibilità. Farsi troppe pippe mentali avvelena l’autostima, perciò viva le mezze verità. O le pietose bugie.
Ieri pomeriggio ho fatto divertire di brutto il mio parrucchiere. Quando lo chiamo e gli dico "Marcolì, prepara il decespugliatore..." lui gongola. Io sì che so come rendere felice un uomo!!!
Ok. Cancellate dalla vostra memoria questo post, se potete. Non ne vado fiera, ma la colpa è attribuibile ai quattro neuroni superstiti. Tre, anzi. Il quarto è emigrato in Islanda, approfittando di un’offerta vacanziera last minute per sdoganarsi dalla canicola killer che scartavetra in toto l’italica anima in questi giorni. Magari torna, questo non so dirvelo.
Nel dubbio, lancio un appello: A.A.A Cercasi abile giocatore di tresette. Incensurato, non fumatore e onesto; nell'ultima cagnara che hanno alzato su per un punto sospetto c'è quasi scappato il morto... Astenersi se privi di requisiti.