Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
“Ma’?! Posso farmelo il buco all’orecchio?”
“Come no, core de mamma! E devi pure chiedermelo? Anzi, aspetta che te lo faccio proprio io un buco.”
“Ma ddddddddddddai, davero? A destra o a sinistra?”
“In mezzo.”
“In mezzo a che?”
“In mezzo alla fronte.”
“!!! Mammina..ecco…Ripensandoci…Me sa che so’ troppo piccolo?”
“Ecco, bbbravo. Me sa che hai afferrato er concetto.”
A me Tata Lucia me passa er Mocio per terra. E dopo, me ringrazia pure.
Nota: il post risente del callo del mio dialetto, come suggerisce di fare in alcuni casi il buon Erri De Luca. Di solito evito di esprimermi in vernacolo, lo faccio solo quando sono parecchio arrabbiata. O un filino turbata. Quella di mio figlio non sarebbe poi una richiesta così sconvolgente, se avesse 13 o 14 anni. Ma deve vederne ancora parecchie di albe rosate prima di avere l’età (non dico il permesso) di chiedermi di fare una cosa fra parentesi pure out da parecchio tempo.