Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Oggi pomeriggio, all’uscita di scuola. I genitori chiacchieravano, i piccoli era in altre faccende affaccendati.
“Sbum, spam, sbatapam!”
Risa sguaiate in un’innocente rissa fatta di finti sganassoni. Finti, ma non troppo.
“Bambini per favore, non giocate con le mani che ci scappa il morto!”
“Stramp, stump, ciaff!”
“Per favore Superboy, smettila che la mamma ti amputa le braccine!” (l’unica a tentare di bloccare l’innocente rissa, come al solito, ero solo io).
“Ma hanno cominciato loro…”
“Non fa nulla, stai fermo…”
“Stump...”
Suono sordo, macabro. Una bimba esile come un giunco si piega in due. Ha beccato un colpo sullo stomaco. Un cazzotto, si affretterà a precisare. Un cazzotto, ribadirà zelante l’amichetta del
cuore. No, non era un cazzotto. E’ solo che persino un sorcio anoressico come il mio al cospetto del piccolo giunco sembra un gladiatore. E quindi le ha fatto male, anche se l’ha colpita solo di
striscio e in modo involontario. Innegabilmente le ha fatto male.
Lo sgrido, così come faccio sempre quando lo vedo fare la lotta con gli amichetti. Scherzano, non lo fanno con cattiveria, ma l’imbecillità di quel gioco li attrae così come una ragazza in
topless attirerebbe uno sfigato a digiuno da una vita. Lo sanno, i cretinetti, che poi c’è sempre qualcuno che si fa male, ma non la smettono mica. Di solito a farsi male è mio figlio,
stavolta è toccata a Piccolo Giunco.
Gli dico di chiedere scusa, che non voleva farle male. Stavano solo giocando, un gioco demente, ma stavano giocando. Sarebbe bastato scusarsi, darle un bacetto e la questione sarebbe finita
lì.
Di solito ubbidisce, sa che chiedere scusa è un buon sistema per togliersi dagli impicci e soprattutto è segno di civiltà. Ma adesso c’ha la crisi adolescenziale, lui.
Mette il broncio e, sfoggiando la demenza dei suoi momenti più brillanti, mi spara in faccia un bel: “No! Te lo sogni! Ha cominciato lei!” e inizia a sbattere con violenza lo zaino a terra con le
lacrime agli occhi. Tipico atteggiamento da colpevole. Bella mossa Superboy, complimenti!
In una frazione di secondo si è levato un coro di:
“Eeeeeeeeh! Ma non si risponde così alla mamma, a me vengono i nervi quando vedo i bambini comportarsi così!” Ti ringrazio per il cortese interessamento, cara, ma ci penso io. Non è orfano,
non ancora. Ma se va avanti così prima o poi riuscirà a farmi secca.
“Ma sarà necessario portarla in ospedale?” Sì, come no! Magari intanto avviamole una flebo in vena, tanto per stare sicuri.
“Ma perché hanno litigato, non si fa!” Non stavano litigando, porca di quella miseria. Giocavano, un gioco cretinissimo, ma giocavano.
Il tafferuglio di gente si è pian piano dissolto, i commenti acidi anche. Resta il fatto che c’ho un figlio poco scaltro che ora si è fatto la nomina di picchiatore. Sarebbe bastato spiegare
che stavano giocando, l’ho visto soltanto io che stavano giocando, tutti gli altri genitori in quel momento hanno avuto un attacco acuto di cataratta. Secondo le mie rosee previsioni,
quell’etichetta se la scrollerà di dosso più o meno all’inizio della terza media.
Post rissa: lo faccio sfiammare un po’, poi attacco con la filippica del:“ Ma perché non le hai detto che non l’hai fatto apposta? Mamma ti ha visto che non l'hai fatto apposta.
Perchè non le hai chiesto scusa? Bisogna farlo sempre, anche se una cosa non la fai con intenzione.”
“Perché mi stavano guardando tutti, pensavano che sono cattivo. Mi vergognavo. Ma io non l’ho fatto apposta.”
L’ho abbracciato forte e ho pensato che la vita delle mamme è sì dura, ma anche quella dei bambini non scherza. Subire un processo per direttissima e con insufficienza di prove a 6 anni non deve
essere facile.
Ma se lo vedo rifare quel gioco cretino, giuro su quanto ho di più caro che le braccine gliele amputo sul serio.