Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Cosa fa una che ha capelli folti, lucenti, oggettivamente splendidi anche se troppi tutti assieme e indomabili? Li
sfoggia come un trofeo, ovvio, soprattutto se non ha altri piacevolezze estetiche sulle quali poter contare. Questo se è sana di mente. La Staccata no, se li taglia. Mortifica l’unica cosa
davvero bella che possiede perché non ha tempo da perdere, lei. Bisogna sfrondare le occupazioni superflue, l’agenda è già piena zeppa di impegni per dedicarsi alle infiorettature. Quindi,
sotto la voce “trovare un lavoro vero”, ogni tanto troneggia la scritta “tagliati quella benedetta zazzera, che sembri la Maddalena!”
Anni fa, quando ne avevo abbastanza dell’ipertricosi che mi trascino dietro dalla nascita, mi partiva all’improvviso l’embolo. Mi fiondavo dal parrucchiere, scardinavo la porta e, senza quasi
salutare, gli gridavo un isterico:
“Taglia!”
“Ma taglia quanto?”
“Taglia tutto.”
Io provoco sensazioni orgasmiche ai coiffeur frustrati da donne che si ostinano a spuntare due millimetri ogni 6 mesi di capelli ridotti in fin di vita, ma lunghi. Perché se non c’hai i capelli
lunghi, allora non sei una donna. In testa hai la lana di vetro, come le bambole quando le tuffi ripetutamente a faccia in giù nel bidet, ma hai i capelli lunghi.
Io, che mi sento profondamente donna anche con i capelli corti e le Reebook incollate ai piedi, sono il sogno proibito di qualsiasi parrucchiere. Io taglio i capelli e non me ne pento, perché la
monotonia mi sfianca. E anche perché ho una ricrescita di due centimetri al mese. Sembro Barbie Capelli Magici, nella versione obesa.
Ora l’embolo del “mi raso a zero” non mi parte più. Il mio viso ciancicato dagli anni non supporta più l’opzione Sinéad O'Connor. Allora alterno periodi in cui sfoggio una chioma fluente a
momenti risolutivi nei quali li tengo all’orecchio. Non cortissimi, ma giù di lì. Proprio ieri ho mozzato ben 20 cm di capelli. Ora ho uno splendido carrè sfilzato. Mi sta benissimo, così
dicono.
Ma Papy, autore di : “101 modi per rendere felice tua moglie con la parola giusta al momento giusto” mi ha fatto una carezza sulla nuca scoperta e poi ha esclamato:
“Mmmmh. Ti sei fatta di nuovo i capelli alla Maga Magò, vedo.”
Mi sa che non sto poi così bene. Oppure c’ho il marito completamente scemo.