Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"

Stamattina mi trovavo in automobile.
Ferma ad uno stop , dovevo girare a sinistra per immettermi in una stradina a senso unico che percorro sempre dopo aver accompagnato Alessandro a scuola. Rischio praticamente ogni giorno di
fare un incidente, perché gli sconsiderati piloti provenienti da destra ( con precedenza assoluta, non si discute) non usano l’accortezza di viaggiare ad una velocità inferiore ai 150 km orari. E
che cribbio! Siamo sempre in un centro abitato e, se la mia insegnante di scuola guida non era completamente fulminata, dovrebbe avermi insegnato che in città bisognerebbe circolare al massimo a
50 km all’ora.
Comunque, mi fermo al famigerato stop e inizio a “spizzare” lentamente con muso della macchina con la stessa
estenuante lentezza di un giocatore di poker. Alla mia destra spunta un simpatico vecchietto, a piedi. Gli faccio naturalmente segno di passare, mi sembra un atto di gentilezza dovuto. Il nonnino mi fa cenno a sua volta di proseguire; io ribadisco a gesti che sarei invece rimasta immobile
in attesa che attraversasse la strada. La cerimonia va avanti per un paio di minuti e, a trarci d’impaccio sull’eventuale precedenza a proseguire il cammino, ci pensa uno zelante automobilista
proveniente dalla strada principale a tutto gas.
In sostanza il vecchietto si è trovato con il bolide alle spalle e con il muso della mia macchina davanti alle gambe. Una frazione di secondo e, con mossa felina, il nonnino si è spaparanzato a
pelle di leone sul cofano della mia macchina riuscendo così ad evitare una visita prematura a San Pietro.
L’ho fatto salire e siamo scesi al bar più vicino a sorseggiare un cognac e a questionare sulla gentilezza, grande assente della società moderna. Il conducente del bolide ha proseguito
imperterrito la sua corsa, alla ricerca di qualcun altro da tranciare sotto le ruote. Spero che un provvidenziale palo abbia arrestato la sua folle andatura. Con la massima cordialità, s’intende…
( la mia, non quella del palo)