Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"

“Fermatiiiiiiii! Smettila con quel tubo, che ti bagni tutto! Non torturare la tartaruga, così l’ammazzi! Ma
porca pupazzaaaaaa! E tu, piantala di urlare, non prendere a sprangate tuo fratello, posa quel coltello… falla finita. Nooooooooo… La motosega noooooooooooooooo! Adesso le prendete
tutti e due… E quando torna vostra madre, beccate pure il resto!”
Un bel pomeriggio di sole, gli uccellini cinguettano leggiadri, i fiorellini sbocciano e un nonno è in
giardino alle prese con i nipotini di 5 e 3 anni. E’ il mio vicino di casa, lo stesso uomo che, ancora orfano di nipoti, quando tanti anni fa mi vedeva rincorrere disperata Superboy che urlava
come neanche una megattera in fin di vita, diceva che con i figli ci vuole polso.
Passeggiava tranquillo fra le aiuole del suo bel giardinetto curato e che mi guardava con il sorrisetto
sarcastico di chi ,sotto sotto, pensa che sei una madre di merda. Ma senza cattiveria, per carità, solo con la sfrontata spensieratezza di chi non ha mai avuto a che fare con un cucciolo
indisciplinato in tutta la sua vita.
Ora, io non mi permetto di pensare che sei un nonno di merda. Sei semplicemente un nonno, così come
semplicemente io sono una mamma.
“A chi tocca nun se 'ngrugna” è un vecchissimo detto romanesco e tu, che vivi da molto più tempo di me, avresti dovuto tenerne conto. Oggi che il tuo giardinetto è pieno di buche, invaso dal
groviglio del tubo per annaffiare e da tartarughe agonizzanti, e io sono diventata una "mamma perfetta” che ha scovato la bacchetta magica per farsi ubbidire da suo figlio, vogliamo
per caso riparlarne?
PS: Sottolineo in un eccesso di zelo che quel mamma perfetta non è virgolettato tanto per… Non esistono mamme perfette, soltanto bimbi gestibili. E a chi tocca, nun se
‘ngrugna...