Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Dopo aver pubblicato il post precedente mi sono bloccata. Non so dirvi il perché, ma non sono più riuscita a
scriverci un rigo in questo blog. Ho pensato allora di postare qualche pensiero in libertà di Superboy, che faccia un po’ da spartiacque fra quel post e quelli che pubblicherò successivamente.
L’ho chiamato “spigolature”.
Qualcuna delle recenti uscite di mio figlio, che a volte mi fanno credere che tutto sommato io due bimbi ce li ho già.
Perché è difficile pensare che certe frasi mio figlio riesca ad elaborarle con un unico cervello. Magari è il mio orgoglio di mamma a parlare, magari no.
-Non è che io sia esattamente estasiato dai compiti. Però li faccio, perché è il mio dovere di
bravo cittadino –
-Lo sapevi, ma’? Hanno inventato una macchina che mette i coni stradali al posto degli uomini
per evitare che vadano su una brutta strada. Brutta strada, ma’, vuol dire pericolosa, capisci? La capisci la battuta? Pericolosa perché se ce li mettono loro magari passa un
pirata della strada, li investe e poi nessuno li soccorre-
-Papà in certi periodi fa la cacca svariate volte al giorno. Da oggi in poi lo chiamerò “il
concimatore”-
-La sessualità è una cosa che non capisco ancora bene. Però mi intriga di brutto -