Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Il premio Massimo Troisi, oltre a regalarmi la possibilità di potermi
finalmente fregiare del titolo di scrittrice (questo ovviamente se e quando riuscirò a montarmi la testa, ad occhio e croce : mai) comporta anche la vincita di mille Euro, balsamo miracoloso per le mie finanze ridotte al limite della sopravvivenza.
Queste le reazioni alla notizia:
IO:(Con la voce rotta dall’emozione) “ Amore, ma ti rendi conto di cosa significhi questo per me? E’il coronamento
di un sogno, il compenso per tutte le levatacce alle 5 del mattino, per la fatica di dover scrivere in condizioni disumane, rubando istanti preziosi di tempo che non ho, un onore incredibile per
una signora nessuno come me, un riconoscimento prestigiosiss…”
MIO MARITO: ( Togliendosi i peli dal naso ) “ Glielo hai dato il codice IBAN a quelli del concorso?”
IO: “Amore, lo sai che la mamma ha scritto una barzelletta lunga lunga e dei signori le hanno dato un premio e pure 1.000 Euro? Non sei contento?”
IL NANO: (Continuando a decapitare il suo Power Ranger preferito) “Me lo compri il vulcano dei
Gormiti?”
IO: “Conto in baaaaaaaanca? Finalmente ho qualcosina per te!”
IL MIO CONTO IN BANCA: (Intento a leggere l’ultimo estratto con aria corrucciata) “Era ora. Il rosso
stanca.”
Sommi vati, ora capisco perché il vostro è un mestiere impossibile! Cogliere la poesia dell'attimo fuggente è un'attività inutile e accessoria
per gli uomini, almeno per quelli che bazzicano casa mia: avrei ottenuto maggiore consensi annunciando che mi ero appena estirpata un callo...
PS: Nella foto mio marito e il nano festeggiano. Alla fine si sono resi conto, soldini a parte!