Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Mio marito, che fin dalla più tenera età combatte un’insidiosa tendenza alla pinguedine, ha sfoggiato per un
abbondante ventennio una graziosa pancetta alla Fantozzi. Si sarebbe fatto impalare in cambio di una generosa porzione di tiramisù, ma ora è improvvisamente impazzito. O rinsavito, quello dipende
dai punti di vista.
Non muoveva un passo neanche sotto tortura: in diciotto anni di frequentazione l’avrò visto camminare a piedi
sì e no cinque volte. Abitiamo al terzo piano senza ascensore; percorrere tre rampe di scale senza un gravissimo e impellente motivo, per lui equivaleva a scalare il K2 in equilibrio su un
filo di seta. Così, se dimenticava le chiavi della macchina ero io che, prossima al parto, salivo a recuperarle. Per questo in gravidanza io ho messo su soltanto 10 chili, mentre lui ne ha
accumulati almeno 12. La sera, sdraiati nel lettone, ammiravamo sconsolati i nostri cocomeri. Io gli dicevo di non crucciarsi più di tanto, accade a molti uomini di mettere su chili quando
la moglie è incinta. E’una sorta di gravidanza empatica, così dicono. “Sì” rispondeva lui “Ma a te fra un paio di mesi quella panza sparisce …” e, scuotendo la testa, riprendeva a sgranocchiare
una tavoletta di cioccolata, mentre io continuavo a fare dei blandi esercizi per tonificare l’interno coscia.
Grazie a una forza di volontà poco comune in gravidanza, mi sono tenuta lontana dalle schifezze e ho
continuato a praticare acqua gym fino alla trentottesima settimana di gestazione. E’ stato difficile, perché non ho mai sofferto di nausea e quindi la fame mi sbatteva al muro. Ma ho resistito,
per amor mio in primis e anche per amore del Papy: non ho mai ceduto alla cara, vecchia, giustificazione “in gravidanza devi mangiare per due”, anche perché ci pensava lui ad ingrassare al
mio posto.
Io ho smaltito il peso in eccesso a pochi mesi dal parto, lui ha aspettato che nostro figlio si affacciasse
alla soglia dei sette anni per recuperare la forma fisica. E’ sempre stato un genio del fai da te, uno che non si è mai spaventato di fronte a pesanti lavori manuali, uno capace di tirare su la
bellissima casa dove viviamo mattone su mattone, uno che un bel mattino si alza, decide di buttare giù un muro e non la smette di picconare finché non sviene, ma è stato sempre incredibilmente
pigro.
Fare sport era fuori discussione: riemergeva da una mezz’ora di piscina con l’aria di uno che ha fatto la
traversata della Manica a nuoto. Ora è a dieta stretta e macina 15 km al giorno inforcando una nuova bici che vale più della mia macchina. Gironzola equipaggiato di un’attillatissima tutina
nera termo adattabile con provvidenziale rinforzo sul pacco, casco, maglietta fluo, mezzi guantini e bandana in testa. E’ una curiosa chimera a metà fra il mimo e Pino Insegno, personaggio al
quale Papy somiglia parecchio. La faccenda mi lusinga e inquieta al tempo stesso… Perché? Perché un ultraquarantenne pigro come una marmotta impasticcata improvvisamente si sfianca con le
flessioni e gli addominali, perché mi costringe a cucinare tutto senza sale, perché continua a pesarsi ed è diventato più paranoico di un’adolescente alla vigilia del ballo delle
debuttanti?
Perché? Il perché ve lo dico io: mio marito s’è fatto l’amica. Noooooooo? Certo che sì, altrimenti non si
spiega. Ne discutevo amabilmente giorni fa con mia suocera. Con tua suoceraaaaaaa? Sì, con mia suocera. Avete fatto caso che non parlo mai di lei nel mio blog? Non ne parlo perché
quella granculo della Staccata dispone di una suocera deliziosa. Parlare delle suocere ha un senso solo se puoi distruggerle, in caso contrario perché sprecare tempo in occupazioni inutili?
“Evabbè, figlia mia” mi ha detto lei. “Speriamo almeno che abbia i soldi. E se non li ha, allora cercatene tu uno ricco.” Perché c’ho la suocera emancipata, io.
A proposito: visto che né io né mio marito (almeno ufficialmente) abbiamo ancora trovato amanti facoltosi da spennare, per risanare il bilancio familiare l’ho messa all’asta su eBay.
Se volete approfittare dell’offerta potete collegarvi a questo link: http://suoceredeliziose.
shop.ebay.it/ARTICOLI INTROVABILI /11450/i.html
Ma vi costerà carissima, una perla del genere non si svende per pochi spiccioli…