Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"

Da un aggiornamento di stato sul mio profilo Fb:
“Ho preso appuntamento da un bravissimo osteopata. Non l'ho mai visto in vita mia, ma una mia amica ci va da anni, e sembra che faccia miracoli. Dalla voce sembra giovane... Giuro che se
riesce a farmi sparire il dolore al braccio destro e quello che ho da secoli alla schiena lo pago in natura. Sempre se la proposta gli garberà, s'intende...”
Soffro di schiena da secoli, ma dopo questa tranvata mi è rimasto un dolore costante al braccio che ha rischiato
di farmi infartuare. Io, che ho partorito quasi senza un lamento, mi sono ritrovata a piangere in pubblico, all’Ikea, accasciata a sedere all’aria su uno sgabello fucsia a pecorelle verdi. Ed ero
strafatta di antidolorifico, fra parentesi. Probabilmente il buon Dio si è dimenticato di munirmi di terminazioni nervose, perché io difficilmente avverto il dolore. Ma quella sofferenza non
cessava mai e la notte, neanche a dirlo, aumentava il modo esponenziale.
A dirla tutta avevo un certo timore ad affidarmi alle sue cure; girano leggende metropolitane (ma neanche tanto leggende) di gente che si è ritrovata in ospedale con le ossa rotte a causa di una
manipolazione errata. Ma lui è davvero bravo, ringraziando Dio. Niente “scrocchi” paurosi, niente manovre spezza collo da marine che agguanta alle spalle un nemico, nessun assistente per stirarmi
mani e piedi a mo’ di tortura medievale. No.
Con la sola ( leggerissima) imposizione delle mani lui elimina il dolore. Va via sul serio. E non so come faccia. Forse i fumi dei bastoncini profumati che aleggiano nella stanza sono all’oppio,
ma non sono stata troppo ad indagare…
Durante la prima seduta mi ha tenuta sdraiata per cinque minuti buoni. Analizzava le mie ossa e prendeva appunti. Toccava ora un femore, ora una scapola, e riprendeva la penna in mano... Dopo
qualche istante di questo carosello, gli ho chiesto (in romanesco, accidenti a me!) :
- ' a Clà, scusa, ma che me stai a prende le misure pe' la bbbara?" -
Gli è caduta la penna per terra e ha iniziato a ridere, poi mi ha rassicurata sul fatto che non ero messa poi così male...
Ieri ho fatto la seconda seduta e sto molto meglio. Ora posso muovermi senza imprecare ogni dieci secondi e riesco persino a girarmi e ad abbracciare il sedile del conducente quando faccio
retromarcia, da brava pilota. La serranda del mio garage ringrazia commossa per questo e si associa alla mia preghiera: “Dio, benedici l'osteopata, i suoi genitori, i suoi avi e la sua progenie
nei secoli dei secoli. Amen.”
PS: Non l’ho pagato in natura. Claudio è sì giovane, ma è anche un serio professionista. E io non ho la stoffa della meretrice. Escort si può diventare, è vero, ma essenzialmente ci si
nasce.