Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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Smanettando in rete vengo ad apprendere questa illuminante notizia: “Il prossimo autunno vedremo sugli scaffali dei negozi l'ultima versione di Barbie, che questa volta veste i panni di Black Canary, un'eroina dei fumetti di fine anni
'40 alla quale sarà ispirata sia nel nome che nel look. Balzano subito agli occhi, infatti, le calze a rete, il body attillatissimo in similpelle nera
(o forse è latex?), giubbino e guanti stile biker - anch'essi neri - e stivali con tacco!!Dopo il modello Catwoman (dotato anche di frustino) questo è sicuramente un must per i collezionisti e
gli amanti del genere...”
Che coooooooooooosa? Una Barbie sadomaso inguainata in latex nero e truccata come una prostituta? Ma dico, scherziamo?
Non era sufficiente l’invasione delle Bratz, orride mostriciattole gommose anch’esse dall’innegabile aspetto
di donne che hanno già appreso tutti i piu’ sordidi misteri del sesso? Non bastavano le Winx che hanno trasformato innocenti bimbe di quattro anni in smorfiosette glitterate che gironzolano nell’
Universo atteggiandosi in pose da pin up a dir poco inquietanti?
Non esiste piu’ un confine fra la prima infanzia e l’età puberale? E tutto quello che dovrebbe esistere fra lo
smettere i pannolini e inserire una spirale che fine ha fatto?Non tacciatemi di moralismo perché divento una bestia! Non sono una bigotta né una psicologa infantile che denuncia un iniziativa
opinabile, ma una semplice mamma che rimane allibita di fronte a un giocattolo ( se ancora possiamo definirlo tale) che dovrebbe finire in mano a delle bambine (anche quelle se possiamo ancora
definirle tali).
Non esistono piu’ le bimbe. Assisto quotidianamente a una sfilata di nanerottole vestite in top attillati,
minigonne vertiginose che coprono a malapena il pannolone, pantacollant e hot pant tatuati sul corpicino magari mentre portano ancora il ciuccio. Mi piacciono i bambini vestiti in modo originale,
e non ho mai infilato a mio figlio uno di quei deliziooooooosi completini con orsetti e paperelle dall’aria ebete neanche quando aveva pochi giorni di vita.
Gli metto i pinocchietti, le magliette larghe da rapper, gli occhialini da sole scuri e spesso anche il gel.
Non lo vesto da coglionazzo, ma neanche da teppista metropolitano. Una giusta via di mezzo, tutto qui. Facile, direte voi, tu hai il maschio…Ma anche se fosse una femmina adotterei una giusta
misura. Non è possibile mascherare le bambine da grandi o farle giocare con bambole conciate in modo equivoco.
E non è perché credo che ciò possa portarle alla mignottaggine conclamata ( puttane si nasce, non si diventa),
ma perché ritengo doveroso regalare ai piccoli quello che meritano: un’infanzia.
Perché modificare nel 1997 il corpo della Barbie rimodellandolo con un bacino piu’ ampio onde scongiurare la
promozione dell’anoressia e, undici anni dopo, conciarla come una donna da bordello?
Perché cancellare dal suo bel visino gli occhioni sognanti ( anche se sapientemente truccati) e il sorriso
smagliante di una signorina “per bene”?
Unitamente alla Barbie in latex cos’altro dovremmo aspettarci? La scatola completa di casa di tolleranza
accessoriata con letti maculati, due tre clienti attempati e una manciata di euro per pagare le prestazioni ricevute?
Troizzare la Barbie sarebbe un sintomo di progresso? Ma fatemi il favore! Ideatori di tali portentosi,
innovativi balocchi, ma perché non vi trovate altre occupazioni?
Pettinare le bambole (quelle vere!) potrebbe essere un’ottima alternativa…