Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"

Altri 365 giorni di “ubbidisci, per la miseria, che come ti ho fatto io ti disfo!”
Altri 365 giorni di “ti amo più della mia vita, e questo non devi scordartelo mai”
Altri 365 giorni di “dormi, che non ci sono più vampiri nascosti nell’armadio. Ho appena accoppato gli ultimi due”
Altri 365 giorni di “per favore, mamma, leggimi ancora una fiaba. Una sola, daaaaaai!”
Altri 365 giorni di “cosa faccio stasera per cena?”
Altri 365 giorni di “devo farmi la ceretta, prima che i peli buchino la trama dei jeans”
Altri 365 giorni di “mamma, sei bellissima oggi, pure se c’hai i capelli appiccicosi e ruvidi”
Altri 365 giorni di “datemi un buco nero che mi ci smaterializzo dentro”
Altri 365 giorni di “ho perso il micro Gormita trasparente, quello alto due millimetri, me lo cerchi?”
Altri 365 giorni di “devo fare la cacca, mi tieni la mano?”
Altri 365 giorni di “ma secondo te Alice mi ama? E se mi ama perché si è fidanzata con quell’imbecille di Lorenzo?”
Altri 365 giorni di “non me ne frega niente se nevica, io voglio fare il bagno in mare.”
Altri 365 giorni di “sono daffeddato, secondo te morirò presto?”
Altri 365 giorni di “no, i piselli non li mangio perché quella è verdura per le signore!”
Altri 365 giorni di “costruiamo un triceratopo in cartapesta a grandezza naturale?”
Altri 365 giorni di “sono allergico alla frutta, mi fa venire le mani pelose”
Altri 365 giorni di “tu sei la mia donna, non me ne frega niente se sei già sposata”
Domani brinderemo assieme, e poi saranno ancora 365 giorni ad essere tua madre, amore mio, e poi ancora un
anno e poi… poi ti sposerai e io mi trasformerò nel peggiore degli incubi di tua moglie. Sto già pregustando il momento…
Felicissimo 2011 a te, Superboy, che sei il più straordinario dei miei progetti di vita, a voi, che ora state
leggendo queste righe strampalate, a tutti quelli che sono convinti che l’anno che verrà sarà infarcito di piacevoli soprese, ma soprattutto a quelli che non la pensano affatto in questo
modo. E’ a questi ultimi che va il mio augurio migliore, con la speranza che i fatti futuri smentiscano la loro sfiducia. Se gli anni passati sono stati una sfiga perpetua, non è detto che ciò
perdurerà. Tutto sommato, se la statistica non è un’opinione, ci sono ottime probabilità che le cose migliorino. Peggiorare non possono: basta credere che sia così, e magari così sarà veramente.
Impariamo a vedere le cose con gli occhi dell’omino farneticamente dell’Unieuro… Ve lo ricordate? Sarà stato anche un vecchio svalvolato, ma prendiamo esempio da lui; un pizzico d’ottimismo non
ha mai ammazzato nessuno. I cattivi pensieri, invece, sì.