Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"

Giorni fa, per la duecentomilionesima volta da che ho messo piede in questa valle di lacrime, qualcuno mi ha
detto:"Ma lo sai che hai una faccia familiare? Ti ho già vista da qualche parte..."
Dovunque io vada o in occasione di feste rionali, battesimi, matrimoni e funerali, salta fuori sempre chi mi dice che somiglio a qualcuno. Sempre.
I casi sono due: o Railibro mi ha dedicato uno special in prima serata senza avvisarmi, oppure la Terra è infestata da duecento milioni di sventurate che si trascinano dietro il mio stesso brutto
muso.
E ora mi aspetto commenti del genere: “Sei pari pari alla figlia della suocera della cugina della trisavola della nonna di mia cognata. Ugualeeeeeee!”