Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"

Oggi mi sento molto green, quindi riciclo un vecchissimo post di quando Alessandro non aveva ancora cinque
anni. Adesso, fortunatamente, è lui che mi propone di costruire assieme le maschere di Carnevale, ma due anni fa le cose non stavano esattamente così…
Ho sempre odiato i travestimenti poco originali. I vari Zorro, le principesse, le fatine, le tronfie dame
di corte. Adesso metterei al muro I Power Rangers, i Dragon Balls, I Gormiti, ovviamente non prima di aver preso a schioppettate nel sedere le fluttuanti, eteree, Winks o piccole
prostitute, come le chiama la mia migliore amica.
Mia madre ci ha sempre confezionato maschere innegabilmente fuori dagli schemi, a volte al limite del surreale. Si è superata quella volta in cui ha vestito mia sorella ( avrà avuto si o no 6
anni) da casalinga: camicia da notte di flanella, vestaglia a quadrettoni, ciabatte, bigodini in testa e - ciliegina sulla torta - una tonnellata di crema Nivea in faccia a mo’ di maschera di
bellezza. Uno spettacolo, e giuro che non lo dico con sarcasmo!
Nel tentativo di emulare la mia fantasiosa mamma, e in previsione del prossimo Carnevale, mi è venuta la bislacca idea di travestire il nano da Conte Dracula. Come ben sa chi mi legge, il mio
piccino non è assolutamente la creatura più tranquilla del pianeta, quindi la maschera gli calza a pennello. L'idea è nata in modo casuale un paio di giorni fa, a casa di un suo amichetto che
aveva un mantello da Zorro. Superboy, neanche a dirlo, ha iniziato a piagnucolare perché ne voleva uno identico.
In macchina, di ritorno verso casa, stavo quasi cedendo al suo ricatto di andare a cercargli 'sto benedetto
mantello da Zorro. Ma erano le 19:00 passate, pioveva, ero sfinita dalle sue urla e dal traffico congestionato. Fortunatamente mi viene in mente che in casa avevo ancora il vecchio mantello da
Dracula di mio marito (non che Papy si diletti a succhiare il sangue alle vergini, è una reliquia dei bei tempi andati in cui ci divertivamo a travestirci a Carnevale).
Fiuuuuuuuu! Salva!
Si, salva un par de ciufoli...Mio marito è un omaccione corpulento. Non sfoggia un’ altezza vertiginosa, ma sfiora dignitosamente il metro e settantacinque. Superboy è uno scricciolino, un
cosetto secco e lungo che sarebbe soffocato in quella tonnellata di raso. Soluzione? Tagliare il mantello... Sì, vabbe’… Io non distinguo un ditale da una spoletta di filo, figuriamoci
riadattare un enorme mantello al corpuscolo del nano.
Per fortuna mia suocera, maga dell'ago e filo, tira fuori un minuscolo scampolo di raso nero (a casa sua basta chiedere e ti sarà dato: ha bisogno di 15 kg di farina? Lei ce l'ha! Ti serve un
arrosto da un 3 chili e mezzo? Già pronto in frigo, col suo bravo contorno di patate ! Hai bisogno di un mantello da vampiro? Apre il suo campionario di stoffe pregiate e ti fa scegliere il
tessuto preferito... Basta poco, che ce vo’?). Dopo 10 minuti il mantello è pronto. Mannaggia a me e quando mi è venuto in mente! Il mantello è magico, e con quello lui sa volare. Più velocemente
del solito. Anche senza mantello corre così forte che i suoi piedi non sfiorano neanche il terreno... Figuriamoci con il mantello di DraculaS.
Si, proprio DraculaS. Non so se la mia famiglia vanti anche qualche trisavolo spagnolo. Il
nostro DNA è piuttosto variegato: sangue marchigiano, romano, calabrese, napoletano, ma spagnolo no, non mi sembra proprio... Eppure quella S non sono proprio riuscita a fargliela togliere e si
incavola come una bestia, se provo a correggerlo.
Superboy, che vive in simbiosi con il padre, lo ha costretto ad infilare il suo vecchio mantello. Così, dopo aver visto girare in casa per ore due cosi neri
svolazzanti, ad un certo punto l'ideona...
“Lilliiiiiiiiiiiiii! (questo è il virile nomignolo con il quale chiamo ogni tanto il nano e sarà uno dei tanti motivi per i quali, prima o poi, Papy otterrà il divorzio)
“Lilli, amore, vogliamo vestirci da Conte Dracula per Carnevale?”
“Da DraculaS, vorrai dire...”
“Sì, sì, amore. Da DraculaS, come dici tu!” (ho squittito, tutta infervorata all’idea di non
dover comprare la maschera da Power Ranger)
“E come ci si veste da DraculaS?”
“Beh, ci si veste tutti di nero, ci si mette il mantello...”
“Quello già ce l’ho...”
“Si, gioia, infatti ... Poi ci facciamo le sopracciglia nere, mamma ti mette il fondotinta chiaro in faccia, ti disegna le occhiaie e poi... e poi, beh…ecco… poi ti disegno il sangue finto sulla
bocca..”
“Il sangue che?”
(Sempre più incerta ) “No, non è proprio sangue... Ti metto il rossetto..”
“Il rossetto? E che DraculaS è una femmina? E poi il sangue fa schifo!! Guarda che a me non mi piace ‘sta maschera di DraculaS...Perché mi dovresti disegnare il
sangue finto sulla bocca?”
Avrei dovuto rispondergli: “Perché è un dannato mostro che esce da una bara all’ora delle streghe e vive nutrendosi di sangue. Le sue vittime, una volta morse, diventano vampiri e iniziano anche
loro a succhiare sangue e, all’occorrenza, sanno trasformarsi in fetidi pipistrelli velocissimi ad infilarsi nelle camere da letto a notte fonda e puoi farli fuori soltanto infilando loro un
paletto di frassino nel cuore...”
Ma ha non ha ancora cinque anni, non mi è sembrato il caso...
Ho glissato con rassegnazione la domanda. Qualche minuto dopo ero già al telefono con la mia amica Manuela per domandarle dove avesse comprato la maschera da Power
Ranger...