Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Sabato scorso ho dissequestrato Pachina. Dopo un restyling di una settimana mi aspettavo che mi riconsegnassero una
macchina non dico perfettamente efficiente, ma almeno decentemente funzionale. Dopo aver incassato un obolo di 350 Euro, il meccanico si è dato una strofinata sulla tuta bisunta e ha
sentenziato:
“Signò, se putacaso la machina scardasse un tantino, nun se preoccupi. Se fa’ un po’ de fumo, ma poco, s’intende, nun se allarmi più de tanto. Se sente puzza, uguale. Lo deve fa’, signò.
Anzi, è pure mejo. Poi, certo, si dovesse fa’ qualche rumorino strano allora me la riporta subbito.”
E te la riporto sì, te la riporto. Ma in giro con Suocero Sprint ci vai tu, e prendo in ostaggio la tua Mercedes.
Superboy da grande vuole diventare chèf. Ottimo, con quel mestiere sicuramente un piatto di minestra in tavola è assicurato. Ma se volesse fare il meccanico, Moët et Chandon e caviale russo tutti
i giorni. Mica cotica!