Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
Superboy e la prugna maledetta...
Qual è la prova estrema di abnegazione per lo stomaco di una mamma?
Non cambiare un pannolino stracolmo dell’inguardabile, non pulire fiotti di vomito mummificati sul soffitto della cameretta, non inserire il pargolo al nido e per questo sentirsi in pole
position nella classifica delle Regine del Male, no.
La prova estrema alla quale nessuna donna può sopravvivere è bere nel bicchiere del proprio angioletto. Esagero? Qualcuna di voi è mai riuscita a sorbire quell’acqua marroncino scarico nella
quale galleggiano scaglie di parmigiano, residui di omogeneizzato alla prugna, due/tre maccheroncini e un paio di piselli spiaccicati che qualsiasi bambino degno di questo nome riesce a
produrre, pena la cancellazione dall’albo dell’ ABS ( Associazione Bimbi Sozzoni)?
Voi ci siete mai riuscite? Brave, io no.
PS: Come mi è venuta in mente questa corbelleria? Sfogliavo un album di vecchie foto di Superboy. In una, aveva poco più di cinque mesi, la sua faccia è nascosta da una mezza vasettata di
omogeneizzato, l’altra metà era finita in un bicchiere d’acqua, assieme a germi patogeni offerti da buona parte delle dita grassocce con le quali aveva shakerato la disgustosa pozione. Nel corso
del tempo si è specializzato in cocktails vari: tempestine +yogurt , spinaci e frullato alla fragola, mela grattugiata e ossi di pollo.
Ogni volta, sistematicamente, pretendeva che assaggiassi i suoi esperimenti da barman consumato. Poi, viva Dio, ha smesso. Ma il ricordo di quegli intrugli continua a tormentarmi nei miei incubi
più inquietanti. Il mio psicologo dice che prima o poi riuscirò a superare tutto questo. Ottimista, il tipo.