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28 luglio 2010 3 28 /07 /luglio /2010 09:29


urlo



Sono momentaneamente orfana di Superboy… Per la prima volta da quando è nato l’ho affidato per cinque giorni alle amorevoli cura della nonna. Non l’avevo mai fatto prima non perché fossi una mamma chioccia, ma perché era oggettivamente impossibile lasciarlo a qualcuno senza che me lo rispedisse per posta prioritaria dopo appena mezz’ora di sopportazione.

Superboy è ormai un ometto: il calendario con il coniglietto scemo sotto la scarpina glitterata indica che sfoggia la veneranda età di 6 anni, 5 mesi e 6 giorni. E’ diventato miracolosamente un bimbo modello: dorme, mangia, ubbidisce anche se a corrente alternata, non si lancia più in picchiata per le scale, non tenta più di dare fuoco al divano.

Vi racconto della sua incredibile metamorfosi,  che ha richiesto anni e anni di massacrante attesa, per lanciare un messaggio di speranza a quelle mamme che combattono ancora con figli ingestibili: la situazione può migliorare, e se non migliora, considerate che è impossibile che peggiori.

Detto ciò, vorrei porre l’attenzione sull’argomento “vivacità”, perché in questi giorni mi è capitato di essere pesantemente fraintesa su una tematica trattata nel mio libro.

Ne “Le mamme non mettono mai i tacchi” parlo in generale della vita di mamma, ma ci sono anche dei brevi capitoli autobiografici nei quali racconto (sempre con molta ironia, perché non è nel mio stile essere lamentosa) di quanto sia stato difficile gestire un bimbo cronicamente insonne e dotato di una vitalità decisamente superiore alla norma, che non ubbidiva per motivi religiosi, che non mangiava neanche con un mitra puntato alla tempia e che soprattutto era precocissimo non solo dal punto motorio, ma anche da quello intellettivo.

Insomma, mi ritrovavo in casa un duenne convinto di avere perlomeno dodici anni. E questo non lo dico con orgoglio, ma con tenerezza mista a raccapriccio.

Il libro è rivolto a tutte le mamme, le quali possono chiaramente non riconoscersi in tutto ciò che scrivo, ma perlomeno in buona parte. Ho avuto la fortuna di essere apprezzata dalla stragrande maggioranza delle lettrici, che non ringrazierò mai abbastanza per l’affetto dimostratomi in questi anni.

Esiste però una categoria di mamma che tende a travisare pesantemente i tratti nei quali sfogo tutta la mia frustrazione di madre di un bimbo che la mia geniale amica Silvia definisce “amplificato”.  

Mi riferisco a chi dispone di figli un filino più gestibili, i quali camminano in media attorno all’anno di età, mettono i dentini a 8 mesi, ti regalano qualche notte insonne ma nulla più, fanno dei blandi capricci per mangiare ma poi, dopo qualche storia, bene o male riescono ad ingollare qualche cucchiaio di pappa.

Mio figlio si è alzato in piedi a 5 mesi scarsi e a un anno di vita faceva già le scale, a 6 mesi aveva già 6 denti, non ha dormito per 3 anni e mezzo, non ha mangiato che pochi grammi di pappa fino a pochi mesi fa, e aveva un caratterino simile a una bomba ad orologeria innescata a casaccio.

Le mamme di figli più tranquilli del mio, per ovvi motivi, si sentono punte nel vivo quando nel libro racconto di quanto i commenti saccenti di alcune di esse mi abbiano fatto sentire una madre inadeguata e di come le loro critiche abbiano fiaccato il mio animo già devastato da prove che avrebbero stroncato persino Rambo nella sua forma migliore.

Ecco, io vorrei dire a queste mamme fortunate (perché di fortuna si tratta, vi prego considerare che questo è un dato di fatto, non una velenosa affermazione dettata dall’invidia) di cercare per un istante di immedesimarsi in una donna che deve combattere dieci volte tanto per ottenere ciò che loro ottengono con un battito di ciglia, di moltiplicare le loro due/tre notti insonni per anni di assoluta mancanza di riposo, di capire che i bimbi sono dei pezzi unici, e che quello che funziona con i loro figli  potrebbe, purtroppo, non funzionare con quelli degli altri.

Ciò esula totalmente dall’abilità di una madre. Accade e basta.

Non tutte le mamme dei bimbi “tranquilli” sono delle impiccione che nella vita hanno l’unico scopo di far sentire inadeguata un’altra mamma, lungi da me affermare una simile cretinata. Ho conosciuto molte donne che, vedendo all’opera Superboy, hanno esclamato: “Dio mio, ma come fai a reggerlo tutto il giorno?” (e tutta la notte, aggiungerei).

Ma ne ho conosciute altre che non riuscivano a capire la situazione, che mi tacciavano di incapacità, che insistevano nel prospettarmi consigli miracolosi per “farlo dormire tutta la notte”, che neanche troppo velatamente ipotizzavano che la sua straordinaria vivacità fosse colpa mia, perché “gli trasmettevo l’ansia”.

Quelle mamme mi hanno fatto soffrire molto più della situazione in se, perché incapaci di comprendermi. E questo loro non immedesimarsi non derivava da una scarsa sensibilità, o dalla poca intelligenza, ma dalla mancanza di un vissuto simile al mio.  

Tutto questo discorso lo faccio con un unico scopo: il confronto fra le mamme è inevitabile e umano, ma deve essere costruttivo, non distruttivo.

Mi capita di leggere discussioni su forum o siti di aggregazione per mamme, dove le donne si scannano a suon di verità inconfutabili, dove emerge la più totale incapacità di immedesimazione, dove qualche donna continua a dichiarare che “non è possibile che con tuo figlio questo sistema non funzioni, con il mio ha funzionato!”.

Ecco, appunto. Con il tuo.

Io credo che sia decisamente più civile esprimere la propria opinione in modo più pacato e soprattutto empatico, non stupirsi nel leggere le disavventure delle mamme di figli amplificati come se si stesse leggendo un testo di fantascienza, non credere che chi si lamenta ( in modo più o meno accaldato) di quanto sia sfiancante il proprio bambino sia una pazza isterica, ma soffermarsi a pensare che quella donna sia una mamma devastata dagli eventi.

Soprattutto, chiedo alle mamme dei bimbi “gestibili” di non pensare che le madri dei figli amplificati ce l’abbiano a morte con loro, che le invidino in modo feroce, che le ucciderebbero a roncolate pur di potersi togliere di torno l’immagine di una madre che riesce laddove lei non riuscirà mai.

Le mamme dei figli amplificati non detestano quelle dei figli più tranquilli, ma certamente si chiedono perché a loro tocchi una fatica maggiore. Soprattutto, si chiedono perché le altre non riescano a rendersene conto.

I bimbi non sono tutti uguali, e chi si trova a dover gestire una situazione più difficile rispetto ad un’altra è naturale che ad un certo punto si trovi a lamentarsene e a chiedersi perché suo figlio necessiti di tanta cura in più, mentre il figlio di un'altra no.

I consigli degli esperti, o anche delle altre mamme, spesso non funzionano. Essere invece comprese un po’ di più,  non essere accusate di incapacità, non essere considerate delle cattive madri invece è un ottimo antidepressivo. 

Vi segnalo il link a un articolo pubblicato sul sito Genitori Crescono. Credo possa tornare utile sia alle mamme dei figli amplificati, sia a quelle dei figli più gestibili.

E per favore, se possibile, smettiamola finalmente di scontrarci. E’ profondamente insensato.

Conoscere e accettare che esistono realtà diverse, come in tutte le situazioni, è decisamente più costruttivo. Per approfondimenti:

http://genitoricrescono.com/e-cominciato-tutto-da-qui/



 


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commenti

la staccata 05/23/2012 08:54

Sai, cara la Pellona, io non credo affatto che si tratti di invidia. Non è detto che un bimbo fisicamente vivace lo sia altrettanto dal punto di vista intellettivo. Io penso semplicemente che non
conoscendo le problematiche di un figlio amplificato, certe mamme non riescano a comprendere oppure a credere che siano più complicati da gestire, tutto qui. Questo vale per tutte le faccende che
non si vivono sulla propria pelle, non solo con i bambini. Poi c'è chi, come te, si rende conto fin da subito che un bimbo pacifico è semplicemente un bimbo pacifico, tutto qui. Non ha bisogno di
sfornarne un altro più vivace per capire quale sia la differenza. Ma non tutte, mia cara, ragionano in modo brillante come te.

la Pellona 05/23/2012 08:17

Sai che mi viene il forte dubbio che le mamme che ti giudicano e traggono la conclusione che se hai un figlio vivace è perchè non sei calma tu, in realtà abbiano solo della gran invidia per le sue
doti intellettuali? Perchè io, sai, fossi in te, ne sarei molto fiera. Perchè quelle nella vita gli serviranno parecchio. Sono una fortuna incalcolabile.
Anche io ho un'esperienza bipolare in casa. Un primo figlio bravo e ubbidiente e dolce e coccolone, un po' filosofo, un po' intellettuale. Tutte le amiche me lo invidiano. Non ha mai spaccato
nulla, non si arrampica in posto pericolosi, non ha mai preso le pentole e buttate per terra per vedere che suono fanno. Tutti mi dicevano "si vede che è sereno perchè voi siete sereni" e io
orgogliona, pure.
Poi è nato il secondo. Stessa famiglia, stessi geni (mi pare), desiderato e voluto. Un rompicoglioni spaziale. Mai dormito nel primo anno. Poi abbandonato a se stesso la notte quando io ho ripreso
a lavorare, ora dorme, ma è un bambino vivace, tutto diverso dall'altro. Distruttore, infila dita nelle prese, tira giu' la tovaglia da sotto con tutto sopra, quel che tocca scassa, si appende alle
tende o si tira addosso il computer, se lo lascio da solo due minuti lo trovo che puccia il braccio nel water e ci beve l'acqua. Per dire.
Se già pensavo col primo che trattavasi di culo che fosse bravo, ora ne ho la certezza. Io sono sempre io.

staccata 08/29/2010 11:26

Cara Francesca, "i figli sono persone anche a anno e mezzo" è la frase più intelligente che mi sia mai capitato di leggere in questi ultimi anni.Grazie per aver lasciato la tua testimonianza.

anonimo 08/29/2010 10:00

avevo già letto questo post, ma mai come oggi mi è venuta voglia di commentarlo...forse perchè la mia amata figlia "amplificata" è momentaneamente  fuori col suo papà e ho a disposizione qualche minuto per fingere di avere una vita sociale...lo sai che ti adoro e anche in questo pezzo mi ritrovo completamente e mi consolo, pensando di non essere SOLA!!! Non sai quante volte mi capita di andare su internet a cercare argomenti del tipo "mia figlia è isterica, bimbi ingestibili, piccole pesti crescono etc...." cercando piu' che delle risposte, delle semplici realtà che in qualche modo rassomiglino alla mia...un po' di compagnia insomma...come si dice "mal comune mezzo gaudio"...Emma ha un anno e mezzo e una vivacità che va oltre i confini della realtà...io lavoro e cerco di trascorrere con lei quello che viene comunemente chiamato "tempo di qualità"....ci provo, tra una passata di straccio a terra, una lavatrice e una spolverata qua e la, perchè-diciamolo-è necessario anche tenere in ordine la casa (lo dico soprattutto per quelle "Tate Lucia" che ti dicono di lasciar perdere le pulizie e stare con tuo figlio!!"...se fosse possibile....visto che non ho un aiuto che mi consenta di fare cio', devo necessariamente centellinare i minuti a disposizione anche a contrastare l'inevitabile proliferarsi di muschi e licheni che deriverebba dal totale abbandono della mia casa!!!) . Se non fosse già poi difficile districarsi in questo ginepraio di impegni (un semplice triangolare lavoro-casa -figlia: non esiste palestra, non esiste serata con le amiche, non esiste ALTRO!!) a rendere tutto piu' annoso ci si mettono anche quelle persone (non necessariamente mamme!!!) che appena si scontrano con la vivacità extraterrestre di tua figlia, si sentono immediatamente in diritto di bombardarti, in primis, di domande da "chi vuol essere milionario" del tipo: "ma la notte a che ora va a dormire?'' oppure "hai mai provato con la camomilla???"  e ancora "ma non credi sia il momento di toglierle il seno???" superata la fase TEST cominciano a sputare sentenze, un po' per rispondere alle domande che credevi avessero posto a te, ma che in realtà avevano un tono di assoluta retorica dietro cui si celava un perentorio "SEI PROPRIO INCAPACE!".Ora, vorrei dire a queste persone - e ribadisco - non necessariamente mamme (anzi mi è capitato pure un uomo a fare di questi commenti) che mia figlia non è un'aliena, è una bambina che sta cercando di stare al mondo, di conoscere se stessa e gli altri, che il fatto che urli o che faccia capricci, non significa che io non stia cercando di darle un'educazione, che non c'è bisogno che mi si consigli di non stancarmi di dirle NO, di rimproverarla, di darle camomilla e tutte le demenzialità che ogni tanto sento e che mi schiacciano insieme al peso di non avere con lei risultatati immediati. I figli sono persone anche a un anno e mezzo...il suo carattere forte la preserverà in futuro da gente ignorante che  perde ogni occasione buona per TACERE!!!!!W I FIGLI, AMPLIFICATI E NO, CAPRICCIOSI E NO, MONELLI E NO...E UN FORTE ABBRACCIO ALLE MAMME A TUTTE LE MAMME CHE SI FANNO IN QUATTRO PER CRESCERLI NEL MIGLIORE DEI MODI...PRIMA O POI I RISULTATI ARRIVERANNO...Francesca Carta

staccata 07/30/2010 10:13

@ son milks: grazie per essere passata e... no. Non sono stata diplomatica, ma semplicemente educata con una persona che si è rivolta a me con altrettanta educazione.

Chi Sono

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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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