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23 luglio 2011 6 23 /07 /luglio /2011 09:03
dislessia


Sono passati trentaquattro anni, eppure me la ricordo ancora nitidamente.

Aveva il fiato corto e le guance accese. Torturava la cravattina del grembiule candido e le pagine del sussidiario. Cercava di sottrarsi in ogni modo a quell'agonia, ma non poteva. Era piccola. E stupida, lei…

“La vi…psa Teresa avea fra l’e…e…e…r…betta a lovo sor..sor…sorpresa gentil af..af..af…”

“Basta, chiudi quel libro. Sei un disastro, tu!” la apostrofava malamente la maestra, profonda conoscitrice della psicologia bambinesca. 

"Continua tu, Luana. Tu sì che sei brava a leggere!”. 

Ero bravissima a leggere, è vero. E allora proseguivo io, con voce sicura e chiara, mentre con la coda dell’occhio vedevo Roberta sedersi mestamente al suo posto, sconfitta, con il faccino in fiamme, impotente. Non sapeva combattere la sua battaglia perché nessuno le forniva le armi giuste. E quindi perdeva, sempre. 

La mia compagna di classe stupida era fra le bambine più simpatiche, sveglie e intelligenti che avessi mai conosciuto. Aveva solo sette anni, ma ci regalava uscite geniali spiazzanti, smerciava i doppioni delle figurine di Barbie con un’abilità che neanche un responsabile commerciale della Panini, e sfoggiava una memoria impressionante. Il suo repertorio di barzellette avrebbe fatto impallidire d’invidia Gino Branieri nella sua forma più smagliante. Aveva tanti amici, sì. Ma la metà di questi, sotto sotto, pensava che fosse simpaticissima, ma stupida. Perché scriveva il 3 al contrario, confondeva il 7 con il 4 e non riusciva ad imparare le poesie a memoria.

Eppure di memoria, lei, ne aveva da vendere. 

Leggevo speditamente, è vero. E il 3 lo scrivevo per benino, come tutti i miei compagni. Perché non ero dislessica, io.

Sarebbe bastato poco per regalare a Roberta una vita scolastica meno faticosa: un briciolo di umanità e intelligenza da parte della maestra, tanto per cominciare. Perché la nostra insegnante era un'ottusa, o forse era semplicemente impreparata. Nel 1977 la dislessia era ancora un fenomeno sconosciuto e mal affrontato dai Capoccioni della Pubblica Istruzione. 

Ma un paio di giorni fa proprio il Ministro più criticato degli ultimi dieci anni sembrerebbe aver fatto qualcosa di buono in favore delle persone affette dai disturbi dell’apprendimento. Sembrerebbe, lo sottolineo, perché temo che i tempi di attuazione della legge saranno come al solito infiniti.

Il decreto Gelmini attuativo della legge 170/2010 che riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come disturbi specifici di apprendimento è stato approvato in Senato. Gli accorgimenti didattici necessari a restituire dignità ai ragazzi affetti da questi disturbi ( 350.000 alunni dai 6 ai 18 anni ) sono semplicissimi: la possibilità di usare un pc o la calcolatrice, una lavagna elettronica speciale che renda più agevole il copiato, non essere costretti a leggere ad alta voce e più tempo per i compiti scritti. Ma soprattutto la presenza di un insegnante qualificato in grado regalare loro il giusto affiancamento, un’autentica utopia in un sistema scolastico come il nostro, basato su un metodo unico a cui tutti indistintamente devono adeguarsi, senza la giusta attenzione. 

Non c’è tempo per questo, e soprattutto non ci sono i fondi. E allora tutto grava sulle spalle di insegnanti volenterosi che seguono privatamente dei corsi per sostenere i propri alunni, e sul portafoglio dei genitori, che devono ovviare il problema rivolgendosi a dei professionisti esterni alla scuola.  

Non parlo da secoli con la mia compagna di classe, abbiamo avuto soltanto qualche incontro sporadico nel corso di questi lunghi anni. Quello che mi auguro è che sia riuscita a scrollarsi di dosso l’etichetta di “stupida” appiccicatale addosso dall’inettitudine della gente. Sono certa che ce l’abbia fatta, intelligente com’è.

Perché, come diceva la strepitosa mamma di Forrest Gump: “Stupido è chi lo stupido fa.” E quell' "insegnante" che l’ha umiliata inutilmente per anni, lei sì che era irrimediabilmente stupida.


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commenti

povna 08/04/2011 12:07

La legge è un'ottima cosa (anche se le misure dispensative e compensative c'erano da prima, e la legge è rimasta a fare la muffa in parlamento per secoli). Per quanto riguarda la preparazione degli insegnanti, purtroppo non è obbligatoria. Quest'anno al corso di aggiornamento che la mia preside ha organizzato eravamo in 15 su una scuola di 200 e passa insegnanti. Ma non solo. Varrebbe la pena di sottolineare che questa legge abolisce ogni forma di sostegno per i DSA (che invece prima c'erano - ancora due anni fa una mia amica ha potuto approfittare di un residuo di ore SOS per sua figlia discalculica. "Si consideri fortunata, appena approvano la legge questo viene abolito" - le hanno detto a scuola. Era vero).

Sono molto d'accordo con quanto scrivi a proposito dell'ignoranza. Quest'anno da coordinatore ho dovuto lottare con un collega che non capiva che quanto riscontrava in un nostro alunno non era pigrizia ma DSA. Una fatica. Ma i piùcheretti sono ovunque, I suppose. E chiaramente lo era anche la vostra maestra.
Che dire? Incrociamo le dita e speriamo...

staccata 08/02/2011 08:47


@ Mamiga: carissima, non tutte le persone ignoranti  sono necessariamente stupide. La mia insegnante ignorava che esistessero certe problematiche, come la stragrande maggioranza delle sue colleghe all'epoca, ma la definisco stupida perché si comportava in modo sciocco. Essere intelligenti non significa conoscere tutto lo scibile umano, ma sapere come agire in determinate situazioni.All'epoca ero piccolissima, è vero, quindi non so come abbia affrontato il problema con i genitori di questa bambina.
Suppongo che in qualche modo abbia cercato di aiutarla, ma le umiliazioni che le infliggeva in classe, quando la costringeva sempre a leggere a voce alta pensando che così avrebbe finalmente "imparato", sono ancora fisse nella mia mente dopo oltre trent'anni. Un briciolo di empatia in più da parte della maestra, non di conoscenza approfondita di un problema che ancora oggi è difficile da diagnosticare in scioltezza, quello sì che sarebbe stato utile. E umano.  

@ Caterina e Susibita: quello che scrivete è verissimo, ed è un qualcosa che risconto anch'io concretamente. In classe di mio figlio ci sono due bimbi dislessici, più un terzo che manifesta un altro genere di disturbo dell'apprendimento, e hanno superato l’anno scolastico grazie alle maestre che sono sicuramente più attente e preparate, ma è lo Stato che dovrebbe supportarle, non il contrario. Non è accettabile che tutti gli sforzi gravino come al solito sulla buona volontà dei singoli.

@ Raffa: ti ringrazio per il tuo commento, che analizza in modo più che calzante il problema. A fronte di alcuni insegnanti che prendono a cuore il problema, la stragrande maggioranza finisce col rinunciare a combattere. Sono sfiancati dalla mancanza di appoggio delle istituzioni, cadono vittime dell'apatia "perchè tanto non c'è nulla da fare, la scuola in Italia funziona così..." 
Il decreto prospetta una soluzione a queste problematiche... Sì, certo, come no. Come, quando e soprattutto con quali risorse se la "Signora" dell' istruzione continua a tagliuzzare fondi qua e là?
Ho iscritto mio figlio alla seconda elementare poco tempo fa. Sai cosa si sono affrettati a chiedermi in segreteria? Non la delega al "ritiro" del piccolo a scuola, non le varie scartoffie burocratiche e i dati anagrafici della mia famiglia, no... Mi hanno chiesto come prima cosa il contributo "volontario" di partecipazione alle spese scolastiche, ben 3 mesi prima che ricominciassero le lezioni, accampando neanche troppo velatamente la scusa che in assenza del versamento non potevano accettare la domanda.
Chiaramente mi sono rifiutata di sottostare a questo ricatto, e ho zittito bruscamente l'impiegato dicendogli che se insisteva a chiedermi soldi mi sarei rivolta ai carabinieri.
Ma a Settembre sarò costretta a mettere mano al portafogli. Perché questo sistema scolastico claudicante e malato è frutto del lassismo che affligge alcuni insegnanti, ma anche e soprattutto i genitori. Sono irretiti dal fatto che sui moduli per il versamento c'è subdolamente scritto : "Contributo volontario come da legge 2-4-2007 n. 40" per infondere una parvenza di legalità ( e soprattutto di obbligatorietà ) alla faccenda.
Quella dicitura indica semplicemente che il contributo è detraibile dalla dichiarazione dei redditi , NON OBBLIGATORIO.
E continuano a pagare, "tanto sono pochi spiccioli". Sì, pochi spiccioli che versiamo già  abbondantemente con il 740.
Lo scorso anno ho provato a far ragionare i genitori degli alunni che frequentano la classe di mio figlio, proponendo loro di fare qualcosa in merito, anche soltanto un esposto collettivo presso la direzione scolastica o al  Ministero della Pubblica Istruzione, perchè no?
Mi hanno guardata come se fossi drogata.... Tanto sono "pochi spiccioli", ecco perchè no.
Sono stata fra gli ultimi a pagare questa tangente, mi sono lamentata con tutti, a partire dalla direttrice scolastica che mi ha accusata di non tenere all'istruzione di mio figlio. Non l'ho strangolata perchè sono una persona civile, tutto sommato.
Così ho sborsato quei fottuti 35 Euro, era ormai Novembre inoltrato, uniformandomi alla massa.  
A distanza di nove mesi sono ancora incazzata nera per questo.
 
 
 

anonimo 08/01/2011 22:31

conosco la situazione perchè lavoro ogni giorno con bambini (disabili e non), e ti posso dire che il decreto attuativo della Gelmini che "dovrebbe" preparare gli insegnanti (per far fronte ai vergognosi tagli sul sostegno da lei stessa attuati) è ancora lettera morta, e tale resterà a lungo. Senza compresenze, la possibilità di lasciare la classe per andare ad aggiornarsi è nulla! La legge 4099 già garantiva a questi bambini la possibilità di essere considerati come aventi Bisogni Educativi Speciali, ma purtroppo l'incapacità, la cattiva volontà o ancora la stanchezza e il senso di impotenza degli insegnanti hanno fatto sì che restasse in un cantuccio, a far compagnia ai bambini che avrebbe dovuto aiutare.
Mi chiedo spesso che lavoro sotterraneo è stato fatto perchè questo paese abbia perso la capacità di indignarsi e resti sordo e muto quando gli viene detto che il tempo pieno diventerà un parcheggio a pagamento per chi potrà permetterselo, che ai maestri verrà fatto un corso d'inglese (sic!) così non ci sarà più bisogno di laureati in lingue e basterà il famoso maestro unico, anche se magari parla a stento anche l'italiano... cos'è stato che ci ha anestetizzato al punto che non reagiamo più, nemmeno all'enormità di una ipotesi di legge che veda gli insegnanti di sostegno "pagati dalle famiglie dei bambini disabili"!!
Raffa

anonimo 07/26/2011 22:28

Anche io porto un esempio positivo: il bimbo del mio vicino viene regoalrmente seguito dalla logopedista ceh loaffianca nello svolgimento dei compiti, offre un supporto extrascolastico e, mi pare, lo incoraggi molto a livello psicologico.
Con buoni risultati.
Bisognerebbe vedere che succede in classe, certo, ma credo che le cose oggi siano migliorate: maestre più preparate, aggiornate, più sensibili alle individualità.


Susibita

caterinaarmenta 07/24/2011 23:35

Io devo essere sincera avendo a che fare con situazioni del genere posso testimoniare che oggi i professori sono molto preparati in materia e che riescono ad affrontare con professionalità e umanità i diversi casi. Gli audiolibri sono un ottimo aiuto ma il sostegno migliore è non far sentire i bambini diversi perchè bisogna anche ricordarsi che i grandi geni della storia (in tutti campi) erano dislessici ... quando andavo io a scuola la dislessia veniva confusa con l'apatia o la fretta di fare altro ... ci vorrebbero fondi per le scuole affinchè avessero la possibilità di acquistare il materiale necessario a tale scopo ... 

Chi Sono

  • : La Staccata
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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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