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11 settembre 2012 2 11 /09 /settembre /2012 10:34

papa-staccato

 

Sono appena rientrata da un’altra vacanza. Non quella nel paesello rurale; parlo di una settimana di autentica evasione. Dove? Ve lo racconterò nel prossimo post, e vi assicuro che la location vi stupirà non poco. Più che stupirvi, confermerà prepotentemente un’ipotesi che forse vi frullava in testa da un po’ di tempo: sì, sono senza ombra di dubbio una squilibrata.

 

 

Riapro le danze con una chicca: il guest post di Sinenobilitate, un ragazzo delizioso che ho avuto il piacere di incontrare a Milano assieme alla sua bellissima compagna e a quella bambolina di sua figlia. Lui abbassa notevolmente il livello di avvenenza del gruppo, ma un’intera famiglia di strafighi è un’ipotesi che si manifesta raramente. Eccezion fatta per i (quasi) coniugi Pitt, in un nucleo familiare c’è sempre l’elemento un carente in quanto a fascino.

 

Ma nooooo, non è vero. E’ un bel ragassuolo pure lui, è solo la sua compagna mi legge e mi conosce, sa che gli faccio un sacco di complimenti, che in più di un’occasione gli ho detto che adoro la sua stramba e geniale scrittura, una volta gli ho anche lanciato via mail un (fraterno) “Ti amo!”. Perciò, ho tentato di mitigare un po’ il mio entusiasmo per non beccare una tranvata sulle gengive dalla donna che lo ha reso padre di una bimba di una bellezza che ti fa seriamente pensare “Allora i puttini esistono veramente…”

 

Sinenobilitate si è simpaticamente prestato a dire la sua per Sono un papà staccato. 

 

Ecco cosa ci racconta:

 

SONO UN PAPA' (D)STACCATO

 

 

Eccola la nuova Web guerra tra donne:  Staccate Vs Taccate Quale mente geniale può concepire questa nuova frontiera della femminile rivalità? Luana, voi che leggete il suo blog (tié) la conoscete meglio di me quindi...

 

Quindi che vuole da noi uomini? Un equivalente di taccato... daaai, non esiste.

La massima tortura concepibile credo sia la cravatta ma vi giuro, se imparate a fare un nodo decente non è mica così cattivo il biscione al collo. Uomini che debbano lavorare in divisa ci sono ma il più delle volte è appunto una costrizione ben lontana dall'essere una filosofia di vita come per le donne e comunque ribadisco che infilarsi in una camicia ben stirata ed in un comodo abito elegante con tanto di scarpa lucida è ben distante dal minacciare un cedimento strutturale da tacco 12 e tutto quello che il 12 si porta dietro.

 

Ah ma si parlava di essere genitori... ah beh allora tutto il discorso camb... rimane uguale, almeno per noi uomini, credo.

Ecco come al solito parto con il pippone generalista.

 

La mia situazione? Mi sono sempre vestito come ho voluto, baciato dalla fortuna di svolgere uno di quei mestieri che la grande massa ritiene mooolto fighi e creativi.

Chi lavora in pubblicità è autorizzato a mettere scarpe rotte, magliette con scritte di protesta e capelli spettinati, una sorta di centro sociale ma senza canne e meno soldi in tasca.

 

Da quando sono papà di Viola devo però ammettere che ho cambiato il mio look, nel senso che non partecipando più a nessun evento mondano, uso e compro meno abiti figheiri ma lo stile rimane ;-) anche in maglietta nera e jeans. Perché è questa la mia divisa più gettonata.

 

Ma allora di cosa stiamo parlando noi uomini? Che nemmeno ci laviamo e stiriamo i vestiti, che siano comodi o meno. Ecco forse il punto è proprio questo. Non siamo veramente autonomi. Dopo l'adolescenza in cui ci illudiamo di usare le donne a nostro piacimento, arriva una certa età, un certo giorno in cui sbagliamo pillola e ci ritroviamo in una sorta di matrix dove il nostro abbigliamento dipende dalla nostra dolce metà. Questo non accade a tutti alla stessa età ma è inevitabile come la rapida morte di una piantina di salvia comprata al supermercato.

 

Alla fine la cosa è pure comoda sai? Ma c'è un grande pericolo, l'estate! In estate le donne sono particolarmente allegre yeah yeah, c'è il sole e l'esplosione di colori è obbligatoria, quindi via a quarantenni con la pancetta che sfoggiano costumi che neanche Brad Pitt a 20 anni metteva per fare surf. Ma la cosa più drammatica sono le polo. Sì, il coccodrillo si è suicidato la prima volta che ha visto uomini di mezza età con colori improbabili e l'estenuante, avvilente aggravante del colletto stirato per stare alto... eh signore mie quanti significati sessuali ha quella cresta artificiale, prima si parlava di pillole sbagliate, stranamente di colore blu.

 

L'unica fortuna possibile è avere una moglie come la mia: raffinate e realista, talmente brava a manipolarmi da farmi credere che quello che indosso è farina del mio sacco.

 

Per questo mi considero staccato e distaccato. Perché alla faccia vostra mantengo comunque un mio stile e questo mi fa sentire gggiovane. E soprattutto perché la mia piantina di salvia è ancora viva e vegeta.

 

La piantina ovviamente la cura mia moglie.

 

Sinenobilitate

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Chi Sono

  • : La Staccata
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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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