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8 ottobre 2010 5 08 /10 /ottobre /2010 07:30


ago e filoRimane almeno un quarto d’ora con la testa infilata fra le tue gambe e cuce, cuce, cuce come neanche la tua bisnonna sarta provetta ha mai cucito in tutta la sua vita. Una volta espulso il tuo tesorino, ti addormenteresti di schianto se in quel momento non ci fosse un torturatore che ricuce i delicatissimi lembi di un qualcosa che difficilmente riuscirai anche soltanto a guardare per le due settimane successive.

Poi, stanca di star lì a farti rammendare come una vecchia calzetta, domandi timidamente quando finirà quel benedetto ricamo fiorentino. Il ginecologo ti risponde, a metà fra il paternale e lo scazzato, che ha quasi finito. Quindi, si rimette a giocherellare con ago e filo.

Tu insisti, hai il sacrosanto diritto di sapere quanti accidenti di punti ti ha già messo. Non è una zona particolarmente estesa, eppure ti sembra di averne contati almeno una dozzina. Troppi. Ti preoccupi, perché quella zona ti serve ancora, possibilmente intera. Tutto quel ricucire ti terrorizza: cosa accidenti è successo? E’ forse esplosa?

E lui, senza scomporsi minimamente, risponde laconico che i punti sono due o tre. Due o treeeeee? E allora cosa accidenti mi stai facendo da dieci minuti? Sei un dannato sadico, non sai contare oppure mi stai amabilmente prendendo per i fondelli? 

NDR: Questa reminescenza è frutto di una recente conversazione telefonica con una neomamma. Dopo avermi deliziato con tutti i dettagli del parto, nessuno escluso, mi ha confessato che il conseguente rammendo l’ha fatta sacramentare in tutte le lingue conosciute. Ha quasi preso a testate il ginecologo, e prendere a capocciate qualcuno in certe umilianti posizioni è una roba che neanche una contorsionista thailandese doppata riuscirebbe a fare.

“Non so se puoi capirmi…” mi ha chiesto ad un tratto, con un tono talmente affranto che la tipa del bruciore e fastidioso prurito intimo, al confronto, dovrebbe vergognarsi nei secoli a venire per aver girato quella minchiata di pubblicità.

"E ti capisco sì, tesoro. Cavolo se ti capisco! Se il prodigioso unguento per anestetizzare certe ferite di guerra si chiama Luan, dubito fortemente che si tratti di una curiosa coincidenza."

La Staccata, alias Luana.  

 


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commenti

anonimo 10/09/2010 21:36

anche a me e' successa la stessa cosa e oltre avermi tagliato(senza essere necessario e senza il mio permesso!!!!!)ha anche schiacciato la pancia percio' il piccolo e' partito come un proiettile e simpaticamente mi ha lacerato internamente....ricordo benissimo i 35 minuti di sutura,la garza e le doppia puntura di anestetico.appena finito l'effetto il dolore.odio profondamente qull'uomo che hoscoperto in seguito avrei potuto anche denunciare....ma in un certo senso loringrazio xche' grazie a lui ho scelto di far nascere gli altri miei tre figli e di vivere magicamente il parto.donne diffidate ginecologi che "vi fanno partorire"e siate consapevoli della vostra forza!

anonimo 10/08/2010 22:10

e io che pensavo di essere l'unica!Mi hanno pure fatta sentire una scema perchè dopo aver partorito un bimbotto di 3,7 kg "osavo" lamentarmi dei punti che a confronto, dovrebbero essere un'inezianadia

anonimo 10/08/2010 19:49

Confermo, e' proprio la categoria che non sa contare! a me tutte e tre le volte (tre ginecologi diversi in tre citta' diverse) hanno risposto "solo un punticino..) dopo almeno venti minuti di ricamo..mah..

anonimo 10/08/2010 14:07

Come capisco!!! Mentre l'ostetrica ricuciva  ho avuto la netta impressione di aver fatto da cavia visto che, oltre ad averci messo un tempo infinito per dare cinque punti, ogni tanto chiedeva al ginecologo " così va bene?", neanche fossimo ad un corso di taglio e cucito! In tutto questo io soffrivo come un cane, chiedendo "ma siete sicuri di avermi fatto l'anestesia???" e il ginecologo sadico fino al midollo mi faceva pure ridere raccontandomi barzellette, aneddoti divertenti, battute.

staccata 10/08/2010 10:37


@ pollon: a meno che non si incappi in un dannato sadico, di solito l’anestesia la praticano di routine@lunatica: in certi casi fingersi morta non è un ideaccia. Gli animali lo fanno da secoli.@anonimo: e ci credo!@elipiccottero: premesso che non ho esperienza di tagli cesarei, ma credo che non sia affatto strano, anzi. Una mia amica ginecologa mi ha detto che più il medico estrae rapidamente il bimbo, più è bravo.  Ricucire invece il taglio richiede più tempo perché, per evitarti cicatrici alla Frankenstein, di solito mettono una certa cura nel ricucire i lembi. 

Chi Sono

  • : La Staccata
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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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