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15 aprile 2009 3 15 /04 /aprile /2009 10:25


Vi giro la testimonianza di una mia amica di blog. Non aggiungo altro, penso si commenti da sola…

Mi chiamo Alessandra Di Gregorio, scrivo da Cugnoli (PE).

Sono una terremotata. Usare questo termine al momento mi appare improprio, ma so che è ciò che sono. In fondo lo sono stata anche nel 1984, all'età di un anno e mezzo.

La mia famiglia sta bene - o per lo meno meglio di altre. Magra consolazione, ma abbiamo ancora qualcosa da raccontare, un tetto sulla testa (fatto male, di cemento armato, su una casa di terra e pietre, che ha forse 100 anni, in una zona sismica in cui anche la siccità è riuscita a far grossi danni nel tempo, ma comunque ce l'abbiamo...) e abbiamo soprattutto la presenza gli uni degli altri.

Io personalmente sono rimasta terrorizzata da quanto è accaduto alle 3 e 32 di un giorno che vorrei solo dimenticare. Senza parole, senza forza per piangere, quasi schiacciata da alcuni mobili vicino al letto, avvolta nella prima coperta trovata, ripiegata sulle gambe molli per il terrore, il terrore di poter perdere la vita. Mi tremava la mascella al punto di avere la bava alla bocca.

La mia casa è in piedi, ma l'imperizia di chi ricostruì il tetto a suo tempo la paghiamo adesso. E' vergognoso che ci siano stati e ci sono ancora addetti ai lavori che sbrigano con superficialità mansioni che possono avere un impatto devastante per i futuri abitanti di una casa.

Oggi, coi nervi a fior di pelle, malesseri fisici e psichici di varia natura, per l'ennesima volta mi chiedo: ma la pelle di una persona quanto vale? Non vale niente, suppungo. Un bel niente.

L'incuria è generale. Va da chi sottovaluta i pericoli o si rifiuta di leggere dati inconfutabili di una natura che evidenzia il suo stato poco a poco, con intervalli di tempo sempre più stretti (dal 17 marzo le scosse le abbiamo sentite tutte e distintamente anche... quindi vivevamo già col TERRORE dell'evento...) a chi però poi ci specula sopra in modalità piuttosto varia.

Le scosse di assestamento sono una tortura, ma quel che è peggio è stato scoprire cosa è accaduto in televisione in questi momenti che per noi sembrano l'eternità e per altri sono solo una manciata di giorni.

Adesso, mentre scrivo questa mia, sento di parlare a nome non solo di tutto l'Abruzzo ma di quegli italiani stufi delle cazzate e di essere presi per il culo da pseudo-media che fanno pseudo-informazione.

Parlo a nome di tutti coloro che non vivono nei reality ma vivono la realtà - cosa ben diversa - e hanno a che fare con cose che la tv (ovviamente) rifiuta di prendere in considerazione, fingendo "che tutto vada bene". (perché parlare del Salone del Lusso francamente è una inutilità che ci si potrebbe risparmiare).

Scrivo perché non bastava la crisi economica di questo Paese allo sbando, ora ci si mette anche un evento naturale devastante, che unito a una generale ignoranza legata ad una edilizia vergognosa, ha fatto quel che ha fatto e nei modi che sappiamo.

Mentre guardavo con la mia famiglia il servizio di Striscia sulla "speculazione" giornalistica operata tanto da Rai che da Mediaset, ho provato un profondo disgusto.

I media televisivi italiani SONO UNA VERGOGNA. IO MI VERGOGNO DA ITALIANA DI QUELLO CHE HANNO FATTO, IO MI VERGOGNO IN QUANTO ABRUZZESE DELL'INDELICATEZZA SPACCIATA PER DOVERE D'INFORMAZIONE.


I telespettatori non sono interessati a sapere se la signora si è lavata, o a vedere una giornalista schizzata che bussa agli sportelli di tutti terrorizzando persone già abbastanza terrorizzate e scosse. I telespettatori non se ne fanno niente di Sposini che deve dare la pubblicità, di Riotta e del TG1 che si complimentano per lo share - rispondendo poi ad un uomo incazzato nero, in una mail "ci scusiamo, forse abbiamo sbagliato il modo, ma noi volevamo dire che gli italiani erano molto coinvolti.. non vantarci del dato statistico...", quando potevano semplicemente dire "gli italiani sono molto coinvolti nelle vicende drammatiche degli abruzzesi....".

I telespettatori non se ne fanno nulla del gruppo su Facebook "TG 5 SIAMO NOI" che cancella i messaggi di persone che dissentono coi loro metodi che lasciano largo spazio all'indignazione e al biasimo più totali.

I telespettatori non se ne fanno nulla di una trasmissione come Matrix, che in presa diretta sul luogo del disastro, intrattiene il capo dei vigili con amenità per mandare avanti un programma in cui non si fa altro che parlarsi addosso senza mai arrivare a un punto. Addirittura senza lasciar andare il soccorritore a fare il suo lavoro PUR DOPO UNA SCOSSA RILEVANTE.

I telespettatori non se ne fanno niente di tutto questo, come non ce ne facciamo niente noi abruzzesi dei politici di turno che sfilano di ora in ora e continuano a non fare la differenza.


Lo abbiamo visto in troppe occasioni.

La nostra storia luttuosa e catastrofica la dice lunga.

Questa mail verrà inoltrata a chiunque avrà la buona volontà di diffonderla e renderla pubblica. Parlano in tanti. Troppi. Ci vorrebbe più silenzio, più rispetto. Umanamente siamo a pezzi.

Ora vorrei solo una cosa:

CHE NON CI TOGLIESSERO LA DIGNITA'.

SIAMO ESSERI UMANI.

I GIORNALISTI DEVONO COMPORTARSI DA GIORNALISTI - se ci riescono.

Se non ci riescono, possono tranquillamente evitare di ammorbare la gente.

Il nostro Presidente della Repubblica è stato finora l'unico esempio di rettitudine e morale.

Non vogliamo più vergognarci di essere italiani.

Il sisma ci ha tolto le case. Ripeto: non possono toglierci, per uno scopo stupido, la dignità.

L'informazione è un dovere.

Dire cazzate al telegiornale è una velleità tutta italiana e francamente è giunta l'ora di smetterla.

Grazie.



 


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commenti

bastardocattivo 05/05/2009 11:13

Questa è l'italia che ci meritiamo, e che vogliamo.
Nulla di più.

Persone come chi ha scritto questo post sono mosche bianche destinate all'estinzione.
L'italia che vogliamo è esattamente questa descritta nel post, e non basteranno lettere di sdegno a far cambiare modo di pensare alla gente.
Ci vuole ben altro.
Come ci insegnano i grandi che ci comandano per nostro stesso volere.

Aerfin 04/19/2009 00:12

Se mi è consentito, credo che la girerò anche sul mio blog...

Mondopapy 04/16/2009 09:08

Poche parole e molto sdegno...tanto dolore amica mia....qualcosa di impronunciabile....

alduspm 04/15/2009 21:45

Daccordissimo su tutto. Ho sempre detto che questa generazione di giornalisti guarda prima al lato economico in tutti i sensi dello scoop senza avere un minimo di rispetto verso chi subisce una disgrazia o comunque rispetto verso la notizia in quanto tale. Dovrebbero togliere la licenza di giornalismo a questi one-man-show, a chi offende le persone, perchè non di giornalismo si tratta ma di spettacolarizzazione e commercializzazione delle disgrazie altrui.
Tutta la mia solidarietà ai terremotati dell'Abruzzo, lo so, con la solidarietà non si fa niente, ma a volte anche il non sentirsi soli aiuta. Ciao.

fiocco72 04/15/2009 11:57

Non ci sono parole se non concordare con quello che ha scritto la tua amica che è una diretta interessata.

Chi Sono

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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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