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10 marzo 2011 4 10 /03 /marzo /2011 06:13


ale paperoL'altro ieri ho rivisto un video di Superboy che blaterava seduto sul riduttore del water. Aveva poco più di due anni e la paffutellagine che soltanto i nani di 24 mesi possono sfoggiare.

Erano i suo primi deliziosi sproloqui incorniciati da una vocetta nasale da cartoon. Oggi, che di anni ne ha sette, ovviamente quel vocino non gli appartiene più.

Un paio di esempi dei dialoghi surreali intrappolati nel video:

"Se tu sei Luana Troncanetti, alloa io sono Luano Troncanetto”

E già. Gli ripetevano fino alla nausea che ci somigliamo come due gocce d’acqua.

"Ale, dove ce l'hai la cellulite amore?"

"Ce l'ho qui, qui e qui. " (indicando le guance cicciolose e la fronte)

"Aaaaaaaaah! E cosa ci fa Alessandro con la cellulite?"

"A pagae Callefù" (a pagare il Carrefour).


E sì, perché a due anni era convinto che i conti al supermarket si pagassero in cellulite. Magari fosse vero, disporrei di risorse economiche illimitate.

Beh, ci credete che a rivedere quel filmato ho pianto? Adesso mio figlio è alto quasi quanto me, e oggi lo sa che se non tiri fuori la carta di credito col piffero che ti porti la spesa a casa. Diventare grandi è fisiologico, è vero, ma in certe occasioni la malinconia morde. Non mi piace granché vederlo crescere così in fretta, anche se comporta i suoi porci vantaggi. Adesso dorme, ad esempio. Mangia, quando si ricorda. Ubbidisce, anche se a giorni alterni, perché un eversivo doc deve ribellarsi al padrone. Non corre ovunque come un levriero dopato. Si fa le sue cosine da solo. Non si mette più le dita nel naso, né si tira giù i pantaloni per esibire il pisellino.

Eppure, certe volte mi trovo persino a rimpiangere tutte le nottate trascorse in bianco, quando all’ennesimo ululato mi scaraventavo nella sua cameretta per controllare se qualcuno gli stesse amputando un piede. 

Smemorizzate quest’ultima affermazione melensa, ci tengo ad alimentare la mia fama di mamma tosta, io. Però, a rivedere quel video, ho pianto sul serio. Anche se le mamme toste certe cose non le raccontano mai. 


PS: La faccia da papero della foto in alto è quella di Superboy a due anni, quando andava a pagae Callefù. La faccia qui sotto, invece, è quella che oggi usa la carta di credito.


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commenti

staccata 03/16/2011 13:49

@Susibita: strepitosa riflessione la tua! Qualora decidessi di attribuire un Oscar per il miglior commento mai lasciato sul mio blog, sappi che lo vinceresti tu
@ Suster: posso dirti che ti amo oppure la faccenda ti suona un filino saffica?

Suster 03/16/2011 10:53

Viva le mamme anormali, che non ci credono nemmeno loro di essere toste come vorrebbero! (io il senso di quel "Tosta" l'avevo inteso: una che non si lascia commuovere facilmente, non una che sta un palmo sopra alle altre mamme insulse e pappemolli!)

anonimo 03/11/2011 11:19

A volte quando sono sfinita penso che un giorno coi capelli bianchi potrei anche tornare indietro a queste notti, queste sere, questi bagni, queste interminabili ore tra un sonno e l'altro.
E pensare, ma pensare davvero: "gli anni più belli della mia vita".
Poi poso la bottiglia di Vodka Lemon e mi dico "Tzè... naaaaaaaaa."

Però sto dubbio mi rimane (anche perchè invece sono astemia, vedi un po' tu...).

=| ....

Susibita

staccata 03/11/2011 10:55

Ma scherzi cara? Proprio perchè sei stata tu a lasciarmi questo commento, e non una pellegrina di passaggio, che mi sono permessa di precisare un po' il mio modo svalvolato di essere. So benissimo di non essere una persona semplicissima da comprendere, e alcuni si chiedono se ci sono oppure se ci faccio.
E' da quando sono piccolissima che mi dicono "quanto sei strana" (nei casi peggiori, come se essere originale equivalga a soffrire di peste) oppure "particolare" ( quando incappo in individui più magnanimi).
Ma io non faccio la "strana" per il gusto di stupire qualcuno con effetti speciali, io sono effettivamente fuori dalle righe e per molti versi lo è anche mio figlio. E' un dato di fatto, tutto qui. E' come dire che abbiamo gli occhi e capelli scuri, può essere un pregio per alcuni ma per altri decisamente no.
Ma siamo comunque così, e non è una cosa che si sceglie di essere, ma una cosa che si è, semplicemente.  
Poi, però, sono assolutamente ligia alle regole e molto conformista in molti aspetti del mio modo di essere. Io sono anche molto "normale", eccome. Perchè non c'è nulla di male nell'essere "normali" così come non c'è nulla di strano nell'essere originali.
Insomma, soffro di una benevola forma di bipolarismo... Almeno credo .
Sei sempre benvenuta, anzi benvenutissima in questo blog. Ci mancherebbe altro, cribbio!!! E poi io detesto quei blog nei quali le gentili commentatrici lasciano elogi e lodi sperticate all'autrice di un post anche se in quel brano racconta che ha finalmente inserito il glutine nella pappa del pupo oppure che si è appena estirpata un callo. Io ho pochi lettori ma buoni, ringraziando il cielo. E non so che farmene di 200 commenti entusiasti quando posso averne uno come quello che mi hai lasciato tu. E' un' occasione per parlare, parlare sul serio intendo. Molto più interessante del dover ringraziare qualcuno che ti dice che sei una grande. E' imbarazzante e sterile, anche se i complimenti ovviamente lusingano sempre. Ma non si vive per piacere agli altri, perlomeno io non vivo per questo.

ilmaredentrome 03/11/2011 09:48

ognuno ha qualcosa di particolare e originale da portare con se in ogni momento della sua vita, anche nel suo modo di essere "mamma".

sapevo che non avrei dovuto scrivere queste parole a te, in nome della tua autoironia, che, sai, non è appannaggio esclusivo, insomma, ne hanno dsitribuito in equità ovunque, grazie al cielo 

sappiamo essere autoironiche tutte, in fondo, a volte è l'unico modo per venir fuori da momenti cruciali mammeschi. 

ho solo scritto, in onestà, che è giusto essere se stesse, sempre, che a volte è inevitabile crollare in malinconie pensando al tempo che scorre, magari accade solo per un attimo, poi ci ricomponiamo per non finire di essere tacciate "solite mamme italiane chiocce" ma c'è. 

Lasciamoci essere quel che siamo.

Ma, sottolineo, non è disturbo.

Io non sono meglio di altre mamme, sono un pò originale nel mio piccolo anch'io, ma amo dire quel che penso, sempre.

E l'ironia, credimi, la adoro, è pane quotidiano per me, è sopravvivenza, per cui accetta il mio pensiero, insomma, è scambio di opinioni anche questo, ben venga, allarga il cuore e la mente, altrimenti ci atrofizzeremmo nelle nostre condizioni statiche, o no?

bhè, noi ci conosciamo dai primissimi tempi del mio e tuo blog, ci siamo fatte grasse risate sulla nostra sbadataggine e quindi, credo che non finisca qui il nostro leggerci, insomma.

Chi Sono

  • : La Staccata
  • La Staccata
  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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