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6 settembre 2010 1 06 /09 /settembre /2010 14:40
piecollina 4


Ed ecco il post conclusivo della trilogia “vacanze nel regno di molto molto molto lontanissimo”.

Personaggi ed interpreti:

Il vecchio leone ( mio padre) + Il Dalai Lama però donna ( mia madre ).

Catalessi (mia sorella, così dicono, ma non ci giurerei) + Baby Dark e la Winx ( figlie di Catalessi) 

http://lastaccata.splinder.com/post/22847826/baby-dark-e-la-winx

La staccata e Superboy ( vabbe’, ormai ci conoscete, no?).

Comparse: Cognato (padre di Baby Dark e la Winx) e Papy responsabile di Superboy, almeno così gli faccio credere da oltre 6 anni. J

Appaiono nella trama il tempo necessario a scaricare la prole e la dolce metà dalla macchina, quindi rientrano allegramente in città a lavorare ed imbiancare le rispettive abitazioni ( beati loro!).

Giornata tipo nel regno di molto molto molto lontanissimo:

Sveglia attorno alle 9:00.

Meritatissimo risveglio in orario da nullafacente, visto che a Roma la staccata è intima amica dell’alba che sorge.

Il vecchio leone è sparito Dio solo sa dove, il Dalai Lama però donna ha già cucinato la lasagna e annaffiato l’orto e non perderà occasione per rinfacciarmelo, giusto per non smentire la sua fama di madre modello. Superboy ronfa ancora. Per qualche misteriosa alchimia, nel regno dorme come un ghiro impasticcato e mangia come un bufalo. Praticamente tutto suo madre, i miei fianchi pacciarotti ne sono spietati testimoni.

La colazione

Estemporanea ricicciata del vecchio leone. Ruba un sorso di decaffeinato e si dissolve di nuovo nel nulla. Sfinito, sudato e affamato, riapparirà soltanto a mezzogiorno per criticare aspramente il menù giornaliero. Lui, che teoricamente dovrebbe mangiare senza sale, senza olio e soprattutto senza cibo, sgraffigna dalla tavola pietanze alle quali non dovrebbe neanche avvicinarsi, pena la morte fulminea.

Ma i leoni, si sa, mangiano soltanto carne al sangue e non pastasciutta sciapa e aproteica. Perciò parte la quotidiana lamentela e la conseguente furiosa litigata con il Dalai Lama però donna, che un giorno di questi, ne sono certa, punterà “per errore” i piedi sul tubo del macchinario per l’ossigeno terapia fin quando la natura non seguirà il suo corso.  

Prima di tutto ciò, i bambini (sparpagliati in una progressione numerica che va dai 5 ai 7 anni) si contendono a colpi di mannaia biciclettine semi scassate e attenzioni degli adulti. Arrivati all’ora di pranzo meriterebbero già la deportazione in un carcere minorile, ma evitiamo. E’ dannatamente vero che i figl’ so’ piezz è core.

Il pranzo  

La staccata e il vecchio leone:

“ Ma dove accidenti è il vino?”

“Non puoi berne, papà, lo sai!”

“L@!!$ØL!!!”

“ Papà, per favore! Ci sono i bambini!”

“ E ‘sti €L@!!$Ø L$che ci sono i bambini!”

* * *

La staccata e i piccoli mostri

“Zssssssssiaaaaaaa! Superboy ha fatto un rutto!” (roba da uomini, tesoro. Non te ne curar ma guarda e passa)

“Mammmmmaaaaa! La Winx mi ha tirato i capelli!” (strappale un codino con nonchalance e siete pari. Riprendi a mangiare, su, da bravo!)

“Devo fare la cacca, zsssssia! Mi ci porti tu?” (evvaiiii! )

“Va bene Baby Dark, amore della zia. Ti accompagno io se proprio devo.” (ma porca di quella pupazza! Non sei mica orfana, gioia cara!)

“Ho finito, mi pulisci?” ( ovvio!)

“Perché a lui/lei hai dato la porzione più grossa?” (qualcuno ha visto quel fottuto goniometroooooo?)

“Prima a me! Prima a me!” (andiamo in ordine alfabetico, va bene? No, non va bene. Mio figlio si chiama Alessandro, Robertina mi accuserebbe di nepotismo. Facciamo in ordine d’età? E no, Robertina sarebbe sempre l’ultima. Allora partiamo dal più piccolo, ok? Lì Robertina avrebbe la meglio, ma poi mi si incazzano gli altri due… Fate una cosa: io vi piazzo qui il piatto e chi s’è visto s’è visto. )

* * *  

La staccata e il Dalai Lama però donna

“Io ho cucinato per 10 ore, annaffiato l’orto, potato le piante, lavato due volte il cane e la terrazza, raccolto i fagiolini e i fiori di zucca. I piatti li fai tu, veroooooooo?”

“Sì. Li faccio io. Per 25 giorni di seguito, a colazione, pranzo e cena. I piatti di 9 persone quando la truppa è al completo, le stoviglie sporche vomitate da 3 tipi di cucina diversi, perché il vecchio leone mangia a parte e pure i bambini. Diversi principini, poi, cambiano piatto ad ogni portata, almeno non batto la fiacca.”

“Sì, falli tu. E’ giusto perché non fai nient’altro tutto il giorno. Ma non lamentartene come al solito. Parli troppo, tu. Hai sempre parlato troppo.”

“Giammai… E poi perché lamentarmi, Mammina cara?” (allusione a Joan Crawford,  lo specifico per i meno  perspicaci).  

Il dopopranzo

E’ il mio momento preferito: i bambini si incarogniscono senza rimedio e litigano per i motivi più disparati. Forse sarebbe bene andarcene nelle rispettive camere a leggere, raccontare favole, schiacciare ragni negli angoli o ad occuparci di qualsiasi faccenda utile a ricavarci un’oretta di solitudine. Così gli animi dei piccoli sfiammerebbero e potremmo goderci qualche istante orfano delle  loro scaramucce.

Ma Catalessi, talebana del “tutti insieme appassionatamente”, non è d’accordo. Vive a Milano e riusciamo a vederci a cadenza trimestrale, se tutto va bene. Perciò, dobbiamo recuperare il tempo perduto fregandocene degli effetti collaterali.

Intendiamoci: amo profondamente mia sorella, e i 600 km che ci separano ormai da 13 anni pesano molto anche a me. Ma sono un animale complicato, io, e trovarmi a combattere con tre figli invece che con uno, a lavare tonnellate di piatti e a stazionare 24 ore al giorno nel regno di molto molto lontanissimo, mi distrugge il sistema nervoso. La chiamo amorevolmente “Catalessi” perché una delle due, bisogna ancora stabilire quale, è evidentemente stata adottata.  

Lei è schiava degli eremi e dei silenzi ininterrotti, io dei luoghi incasinati e delle chiacchierate ad oltranza. A me piace uscire, di tanto in tanto, fosse soltanto per andare a prendere un gelato; a lei abbandonare il regno costa una fatica inenarrabile. Lei è esaurita dalla grande metropoli, perché innegabilmente ha una vita impegnativa.

Invece io, che vivo nel minuscolo agglomerato urbano della città di Roma, ovviamente non conosco smog, traffico e stress. Insomma: essere estremamente diverse di per sé non costituirebbe poi questo gran problema, se a vincere non fosse sempre lei. Il vecchio leone e il Dalai Lama appoggiano senza remore il suo bisogno di estraniarsi dalla civiltà, e quindi mi tocca abbozzare per quieto vivere.

Sfinita da decenni di lotte che neanche Don Chisciotte riuscirebbe a sostenere, mi adatto con fatica a giornate nelle quali l’evento più mondano consiste nel preparare la marmellata di more o cercare i funghi. Non dico che ciò non mi soddisfi in senso assoluto, per carità, ma certe condizioni alla lunga farebbero sclerare pure il nonno di Heidi.

Il dopocena

E’ testimone di attimi di  sconsiderato divertimento. Ci si ritrova spaparanzati sulle sdraie nel turbinio di una brezza gelata anche la notte del 15 agosto. A fare da cornice al tutto, un’enorme terrazza disseminata di giocattoli, bambini e arnesi da lavoro più o meno letali. Il cianciare dei grilli è intervallato da grida infantili disumane. Attorno a noi, il nulla più sconsolante. Le badanti hanno già messo a nanna i vecchietti e i 7/9 componenti della nostra famiglia (dipende se in quel momento ci sono anche Papy e Cognato) costituiscono l’unica forma vivente nell’arco di 5 km.

Il vecchio leone si ritira nella sua tana non più tardi delle 21:30, io discuto ad oltranza con il Dalai Lama per motivi vergognosi da esternare in pubblico mentre Catalessi assiste senza proferire verbo. Tipico dei diplomatici e delle persone diabolicamente scaltre. E' lei è innegabilmente scaltra e radicalmente diplomatica.

In estrema sintesi: 25 giorni di “vacanze” nel regno di molto molto molto lontanissimo si sono risolte nel consueto lava-stendi-stira e ammira del resto dell’anno, con l’aggravante di qualche lite familiare in più e tre angioletti ad animare giornate che altrimenti scorrerebbero condite dalla noia più stacanovista.

Ma sono stati anche cielo pulito e stelle cadenti, lunghe passeggiate e risate argentine, di quelle che rotolano improvvise come monetine in un salvadanaio, pomeriggi trascorsi a leggere fiabe e a truccare i bambini così come neanche la più esperta delle animatrici saprebbe fare, abbracci appiccicosi di gioia e marmellata di more.

Sono stati il confluire di vite che scorrono su binari forzatamente separati e lunghe chiacchiere con Catalessi che, quando non è del tutto svenuta, è divertentissima e solare. Siamo due donne bambine, io e mia sorella. Insieme, ce ne ricordiamo ancora. Respirare di nuovo l'infanzia mi succede soltanto quando in giro c'è lei.     

La vacanza nel regno di molto molto molto lontanissimo è anche seguire con attenzione i racconti dei vecchi, che non risultano mai noiosi se hai le orecchie giuste per ascoltarli. E’svegliarsi nel silenzio e scoprirti felice, così, senza apparente motivo.

Per questo ci ritorno ogni anno, altrimenti sarei pazza da legare, a doppio nodo.

Ma per fugare ogni dubbio di ipotetica follia, domani parto per quattro giorni in quel di Sperlonga, ospite di un Hotel sulla carta piuttosto accogliente, a meno che i proprietari non siano abili fruitori di Fotoshop. 

Shhhhh! Mi raccomando: non raccontatelo ai tizi di cui vi ho parlato finora, perché il vezzo di voler fare ogni tanto una vera vacanza mi ha regalato la nomina di ragazzina  dissoluta e viziata.

Quattro giorni con gli occhi a passeggio sulla pelle di velluto di Superboy, che abbronzato è davvero strepitoso, a godermi le battute del Papy, qualche visita alla città, un po’ di sole e tante nuotate, perché il mare inghiotte da sempre i miei cattivi pensieri.

Quattro giorni ancora, poi arriverà sul serio Settembre.

Si riparte…

 




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commenti

anonimo 09/09/2010 18:05

Luana ma quanto scrivi? ahahahaMi hai fatto morì!

anonimo 09/07/2010 11:23


Divertente, dolce, empatico...ecco, mi vengono in mente queste tre parole.Mi sono ammazzata dalle risate all'inizio, l'ho trovato dolcissimo sul finale e ho scoperto di aver provato una bella emozione quando ho cominciato a scrivere il commento.Si, si, ci piace proprio questo blog :)Barbamamma

Chi Sono

  • : La Staccata
  • La Staccata
  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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