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14 marzo 2011 1 14 /03 /marzo /2011 11:33
GREEN


Sette anni che gli dico di chiudere l’acqua mentre insapona le mani, di spegnere la luce quando esce da una stanza, e di non mescolare la carta con la plastica. Sette anni che mi sforzo di inculcargli il concetto di risparmio e di riciclo, non perché in casa si muoia di fame (anche se, in certi periodi di magra… vabbe’, non divaghiamo), ma perché è ovviamente giusto così.

Sette anni che glielo spiego: per farti il bidet non è indispensabile allagare il bagno. Lo so che megalomani si nasce, ma ammettilo: non è che devi lavare ‘sta zona particolarmente estesa, figlio mio!

Sette anni di sforzi quasi inascoltati e poi arriva LUI: il progetto (o proggetto, come lo chiama Superboy, fiero figlio della Lupa capitolina) incentrato sul risparmio e il riciclo ideato da una famosa banca e dedicato alla scuola elementare. Un’oretta di lezione e, grazie al proggetto, mio figlio si è trasformato in un acerrimo sostenitore dell’ecologia. O meglio, si è finalmente trasformato in me.

Gironzola per casa con il ditino alzato e mi riprende ogni volta che lascio accesa (per pochi secondi) la luce senza motivo. Mi bacchetta se spreco una goccia d’acqua in più per lavare l’insalata, mi cazzia al minimo passo falso come neanche Furio di Bianco Rosso e Verdone.

Ha già preparato la valigia per imbarcarsi con gli attivisti di Green Peace. Non vede l’ora di prendere a bastonate i bastardi che arpionano le balene, ha persino capito che non può disboscare la foresta amazzonica a beneficio del suo ultimo hobby ufficiale: l’origami. Ora si accontenta anche di fogli riciclati per creare i suoi capolavori;prima pretendeva soltanto carta intonsa, orfana anche del più impercettibile segno di matita.

Ringrazio con tutto il cuore il proggetto, per carità di Dio, però mi domando e dico: possibile che ai bambini basti il suggerimento del primo cazzabubbolo di passaggio per recepire concetti che i genitori si sforzano di spiegare da sempre? Possibile sì, ma non sto troppo a sindacare. L’unica cosa che spero è che la maestra riesca a spiegargli che progetto si scrive con una sola “g”.

Sono giorni che glielo ripeto, ma ovviamente l’indefesso ecologista non mi si caga di striscio. Vivere in una città come Roma comporterà anche dei vantaggi, ma l’ortografia ne risente in modo doloroso. 


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commenti

Lucy_VanPelt 03/29/2011 11:32

mia madre me lo rinfaccia ancora adesso; se una cosa te la dico io, è come parlare a un muro. se la dice la maestra/la vicina/il postino/il tizio che porta a spasso il cane allora è legge...

anonimo 03/14/2011 23:55

Ah Ah Ah! Vediamo se l'effetto proggetto durerà però, o se non era solamente un fuoco di paglia... Sai qual'è il segreto per inculcare in profondità nei bambini il rispetto dell'ambiente? Prospettargli eventualità di futuri catastrofici terrorizzandoli fino al più recondito recesso della loro candida anma. La mia maestra era una fuori classe in questo. Ricordo che una volta non riuscivo a dormire pensando che quando sarei stata grande saremmo tutti morti per mancanza di ossiggeno (tanto per restare in tema di ortografia non correggo) quando anche l'ultimo albero amazzonico sarebbe stato abbattuto per farne carta igienica. Mi buttai piangente nel lettone dei miei quella notte. Però ora sono una raccoglitrice differenziata compusiva. Non so se ne è valsa la pena...

Ary72 03/14/2011 21:26

'sti figli ingrati! Non ascoltano mai, a parte il primo che passa per strada...dura vita quella del genitore.

Mamiga 03/14/2011 17:12

E allora proponi... dopo l'ecologia, l'ortografia! Se non altro per fare anche tu un po' la parte della scassamaroni, mica sempre solo quella che subisce...

pinkmommy 03/14/2011 14:03

Scusa sono col tel mi è partito il commento!!! Dicevo, se vuoi fargli capire come si scrive progetto, basta farglielo dire da qualcun altro! ;-) un bacione anche al Super-green-boy

Chi Sono

  • : La Staccata
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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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