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25 aprile 2011 1 25 /04 /aprile /2011 08:07
pasqua dolci


Mentre la gente normale ieri si è uccisa di cioccolata e, tempo permettendo, se n'è stata spaparanzata al sole a godersi la famiglia o gli amici, io ho litigato con una mamma.

“Ma cooooooooooome? Il giorno di Pasqua tu ti metti a litigaaaaaaaaaaaaaaaaareeeeeeee?”

Già, a Pasqua. E scusate se è poco.

Durante i giorni santificati al Signore e in occasione di qualche congiunzione astrale favorevole, riesco a rivedere mia sorella e le mie nipotine che vivono a Milano. Capita in media una volta ogni tre/quattro mesi. Ieri c’è stato un allineamento benevolo dei pianeti e quindi, in un gioioso ricongiungimento familiare, dopo pranzo abbiamo portato i pargoli a prendere un po’ di sole in un giardinetto a pochi passi da casa dei miei.

Io e mia sorella ci siamo sedute su una panchina per un aggiornamento dei fatti quotidiani (neanche fatti felicissimi, a dirvela tutta) che per ovvi motivi siamo costrette a perdere l’una dell’altra, i bambini giocavano allegramente, gli uccellini cinguettavano, i fiori di pesco crescevano a vista d’occhio, l’aria era impregnata di letizia ma anche di escrementi volanti: un gabbiano ha fatto la cacca in testa a mia sorella, ma quella è un’altra storia, forse un presagio di ciò che sarebbe accaduto di lì a poco…

Perse nelle nostre disquisizioni, prestavano attenzione ai bambini a pochi passi da noi, ma senza l’ansia delle mamme dei mini nani che quando li perdi d’occhio trenta secondi si spatasciano giù dallo scivolo o si spaccano il naso con l’altalena. La nostra cucciolata ha un’età che spazia dagli 8 ai 6 anni e mezzo, non sono più sorvegliati speciali. Non serve, di solito…

Preceduto da grida strazianti che neanche un delfino sotto vivisezione riuscirebbe a produrre, all’improvviso un tafferuglio. Una mamma schizza via dalla panchina come se qualcuno le avesse acceso un barbecue sotto il sedere.

“Non sono stata io!” dichiara una delle mie nipoti.

Superboy si mette in disparte con aria colpevole. Tace. Mi metto in allarme, ma neanche più di tanto. Sono finiti da un bel pezzo i tempi in cui combinava casini, per questo quando vado al parco mi rilasso e controllo solo che non esca fuori dal mio campo visivo, non gli sto sul fiato sul collo secondo per secondo.

La mamma del ferito a morte prende suo figlio per mano e si avvicina alla panchina. Con aria devo ammettere anche piuttosto gentile mi saluta e si informa se “il bambino quello grande con la camicia di jeans è per caso mio”.

“Sì, signora, cosa è accaduto?”

“No, guardi, scusi se glielo dico ma lei lo sa che le mani non si alzano, veroooooooooo?”

Chi, io? Nooooooooooooo...Lo porto tutti i pomeriggi a pugilato e gli consento di ammazzare i criceti a martellate, se ne ha voglia. Così, giusto per sedare l’aggressività…

“Ma certo che lo so, che cosa è success…”

Non mi fa finire, e mi mostra la ferita di guerra del povero martire. Mio figlio gli ha dato uno spintone, e nel farlo deve prima averlo afferrato malamente perché ha dei segni rossi sul petto. Preciso in tutto ciò, perché non è un particolare da nulla, che il bimbo non stava affatto piangendo. Quindi sì, sicuramente Alessandro gli ha fatto male, ma non l’ha ridotto in fin di vita.

Mi accuccio subito all’altezza del piccolo e gli chiedo con dolcezza perché hanno litigato…

L’erinni passa subito al tu:“Guarda che non c’è mai un perché, le mani non si alzano, insegnagliela l’educazione a tuo figlio!”

Lì mi parte l’embolo: “Sto parlando con il tuo bambino, non con te! Se permetti voglio sapere cosa è successo…”

E lì l’embolo parte a lei… In trenta secondi riesce a dirmi che sono arrogante, che ovviamente non sono stata in grado di trasmettere un minimo di educazione a mio figlio, che è uno sociopatico e che forse avrei fatto meglio a prendermi un pesce rosso, invece di mettermi in casa un bambino che poi se ne va in giro a massacrare i piccoli innocenti al parco. Aggiunge, prima di andarsene sdegnata, che sono un’isterica e che devo farmi curare.

Ora vi chiederete: come mai non ti sei fiondata subito da tuo figlio e non l’hai fustigato pubblicamente per il suo comportamento? Perché non l’hai fatto inginocchiare nella polvere costringendolo a chiedere scusa al compagno ferito, e anche più piccolo di lui di un paio d’anni? Perché non ti sei crocifissa all’istante al cospetto di quella mamma?

Ve lo dico io perché: ogni volta che ho sgridato mio figlio per aver alzato le mani (perché lo so benissimo che non si fa, cara la mia erinni) e l’ho mortificato al cospetto di Dio e degli uomini, pochi secondi dopo ho sempre scoperto che la vittima delle sue angherie gli aveva, nell’ordine: fracassato le balle in modo inenarrabile per almeno mezz’ora con i mezzi più disparati, infilato un bastoncino negli occhi, dato quattro/cinque calci negli stinchi e/o un pugno nello stomaco. Perciò, non solo Superboy le ha prese per primo, ma è anche stato costretto a chiedere scusa per aver reagito. Ergo: lui passava per un picchiatore, e la piccola carogna che le aveva date per prima era una vittima della sua “violenza”.

Ciò non significa che qualche volta non alzi le mani per primo, non sono una demente, io.  Ma di base non è mai stato, non è e non sarà mai un bimbo violento. Se mena, al 90% ha beccato per primo. Rimane naturalmente scoperto quel 10%, però avrò il sacrosanto diritto di concedergli il beneficio del dubbio?

No, non ce l’ho. Me l’ha detto anche mia sorella: avrei dovuto scusarmi con la signora e pace fatta. Senza indagare prima su perchè o il percome. Già... E se putacaso ad iniziare la lite fosse stato l'altro e non mio figlio? Ma lei ha due femmine in casa, razza che difficilmente si trova in certe situazioni. E allora ho provato a spiegarle un attimo il mio punto di vista. 


Le ho raccontato un episodio significativo: tanti anni fa, durante una festa di compleanno, l’ho rimproverato aspramente per aver dato un morso a un compagno senza neanche dargli il tempo di dirmi cosa fosse successo. Era il mio atteggiamento standard: se picchiava qualcuno, lo sgridavo e basta. Dopo averlo sculacciato, l’ho costretto a chiedere scusa. Un’amica mi ha detto: "Scusa se mi permetto, ma dovresti smetterla di dare sempre addosso a tuo figlio. Lo sa che l’angioletto in questione l’ha sbattuto a faccia in giù nel cemento per tre volte? L’ho visto io, volevo avvisarti ma in mezzo a tutto ‘sto casino non riuscivo a trovarti.”

Ho successivamente scoperto che questo bimbo era in realtà un pit bull che a scuola spaccava la faccia a mio figlio tutti i giorni così, per motivi religiosi. E’ da allora che chiedo sempre cosa è successo a Superboy, e badate bene che non sono una che lo difende a spada tratta. Io odio chi difende i figli per partito preso, e “odiare”, credetemi, non è una parola troppo forte per esprimere quello che provo.

Poi ho ovviamente preso da parte mio figlio e l’ho rimproverato per quello che aveva fatto, appurando che aveva assolutamente torto. Il motivo della lite? Il bambino si era piazzato davanti all’ingresso di un gioco e non faceva passare nessuno, urlando come un ossesso. Erano quelle le urla da delfino vivisezionato che hanno preceduto l’episodio di inaudita violenza. Superboy ha sbagliato: per quanto antipatico, dispettoso e insopportabile fosse quel bambino, non meritava di essere spintonato.

Ma col cacchio che l’ho costretto ad andare a chiedere scusa. L’avrei fatto, senz’altro, se quella donna si fosse comportata un po’ meno da “mamma”. Per la cronaca: ogni volta che mio figlio è stato picchiato, e cavolo se è successo, non sono mai andata a lamentarmi da sua madre né tantomeno l’ho accusata di non saper crescere suo figlio. Mai, neanche quando questa mamma la conoscevo benissimo e il massacro avveniva davanti ai nostri occhi. Mai. Ho preferito non frequentarla più. Perché è questa la punizione peggiore per i picchiatori professionisti: rimangono soli. 

Ndr: il povero martire è poi rimasto in isolamento per tutto il pomeriggio. Chi ha voglia di giocare con un tizio dispettoso in grado di spaccare i timpani al prossimo quando si ribella al suo volere?

Il mio piccolo barbaro, invece, ha giocato per tre ore con qualsiasi forma vivente popolasse il circondario, compreso un bimbo di un anno e mezzo di cui si è preso cura come neanche un fratello maggiore, un nugolo di bambini in età assortita e un nutrito branco di graziose signorinelle. Penso che nel frattempo si sia fidanzato e sfidanzato almeno un paio di volte. E pensate che hanno acconsentito senza bisogno che le picchiasse per farle sue…

Posso precisare che quest’ultima frase è sarcastica? Mica per niente. Così, giusto per non creare fraintendimenti.

Ah!Felice Pasquetta a tutti.

La mamma di Tyson.


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commenti

anonimo 06/18/2011 17:31

ciao! sono Edyta, mamma di Flavio 4 anni, stavo leggendo un po' tuo blog è vedendo questo post non proprio nuovissimo ma molto interessante e divertente (se si può dire così in questo caso :) volevo aggiungere una cosa...ci è capitato di allontanare i bambini un po' violenti nel giocare...alcune volte erano dei bimbi bravissimi ma con le mamme sbagliate (ci sono quelle che dicono ai figlioletti che devono lottare ad ogni costo per le sue ragioni, certo sono stupide ma ci sono), in alcune situazioni Flavio è stato picchiato sltanto per i motivi di "crescita" (i bambini specialmente molto piccoli alcune volte a sorpresa cominciano a menare tutto sulla loro altezza...dopo passa...) ovviamente pure Flavio non è stato impeccabile :) tante volte ha stappato le cosa o addirittura ha dato le botte ai piccoli avversari nel gioco, tende pure a strillare tanto ma tutto sommato non è agressivo ne maligno ne cattivo...alla scuola (sarebbe spazio gioco perchè stiamo in Svizzera dove si va alla materna molto tardi...) mi ha detto la maestra che Flavio tende ad arrabbiarsi un po' ... non picchia ma grida ed è piuttosto aggitato...stiamo cercando di risolvere questa tendenza (lo stress post-trasferta in Svizzera, lo stress di non essere capito perchè è cambiata la lingua...) parlando, parlando, cercando di sfogarsi con i cuscini quando si ha troppa rabbia dentro...parlando con Flavio ho capito pure che spesso comincia ad infuriarsi quando viene disturbato nelle suo costruzioni, nel suo modo di giocare, certamente non si possono evitare nella scuola queste situazioni ma come è stato già detto bisogna vedere sempre due parti della lite, per eliminare le reazioni violente non basta rimproverare sempre il bambino se la causa (alcune volte i bimbi diverte disturbare, no?) resta sempre...poi ultima cosa: una volta siamo andate con una amica e il suo figlio (7 anni, più grande) in un museo bellissimo della tecnica ma...alla fine della gita per il motivo della stanchezza ma non soltanto Flavio ha cominciato a stuzzicare il suo amichetto e a picchiarlo (dare spintotni etc.)...non sapevo come fermarlo, ne sgridato ne sculacciato e messo separato lasciava perdere...ci ho ragionato perplessa a casa mi sono ricordata dei momenti delle uscite precedenti quando lo stesso amichetto di nascosto menava Flavio..(per dire: bisogna ossrvare tutti, alcune volte anche gli angeli cambiano la faccia...o sono soltanto più furbi?).E durante la nostra gita più volte ha fatto capire a Flavio che era un bambino piccolo che non sapeva fare niente. La sua mamma e mia amica di solito abbastanza brava nel valutare la situazione questa volta non ha reagito alle critiche del suo figlio verso Flavio (il quale si è più piccolo ma...) ma quando Flavio si era scatenato verso quel bambino non ha fermato il suo figlio nel vendicarsi degli spinotoni di Flavio...anzi ha detto a me che Flavio se la cerca e nel futuro lo pichieranno a scuola e che non deve fare così...Alla fine della storia mio figlio è rimasto nominato agressivo e invece l'altro era perfetto...

Mamiga 05/05/2011 21:11

Ecco, oggi mi sei venuta in mente giusto tu. E ho sbloggato. Strane mamme girano per il mondo...

Jessychan91 04/30/2011 20:19

Ciao Luana, che bello tornare a leggere i tuoi post :)
Beh, forse mi devo ripresentare perchè purtroppo ogni volta che ho la possibilità di tornare su splinder sono passati minimo 2/3 mesi :D
Sono la Jess che hai conosciuto teeempo fa su writer's dream e con la quale per un po' hai scambiato qualche commento tra il mio-tuo blog :)
Il blog di cui parlo però non è quello linkato nella casetta di fianco al mio avatar, ma scrivere che passione (non penso che lo ricordi dato che lo aggiorno tutt'ora ogni tot di mesi)...
Per farla breve, mi ha fatto piacere tornare a leggere un tuo post.
Il tuo piccoletto è cresciuto e secondo me quello che gli insegni va bene, quella mamma ha saputo solo dare addosso senza sentire nulla: ormai si era fatta l'idea (in partenza) che il suo bambino fosse l'angioletto preso a cazzotti dal diavoletto, punto e basta!
Secondo me, invece, è di tutto rispetto il tuo atteggiamento, quando scrivi che non sei mai andata a sbraitare alla mamma di turno che suo figlio è pazzo e che forse questi problemi sono solo disgrazie ereditate dalla tizia in questione... :D
Il rispetto si deve insegnare ai bambini, sì, ma devono imparare anche a chiedere, non solo a dare.

Un bacio,

Jess.

Mamiga 04/30/2011 18:20

A me è partito l'embolo al solo leggere che l'erinni non ha lasciato rispondere al suo bimbo... Ma che è, lo tratta da handicappato? E poi sarebbe il tuo ad avere dei problemi?

anonimo 04/27/2011 10:10

argomento difficile. ho appena passato la pasqua con i parenti e un sacco di bimbi intorno.e ho visto mio filgio all'opera anche da lontano...per vedere come in mia assenza si sappia gesire o non gestire...direi una via di mezzo per ora. ha solo 4 anni e un caratterino dolce e tenero per il 90% delle volte. Ma è uno di quelli che appena lo tocchi strilla. Anche se lui invece ha prima calpescato uno sulla schiena...ma se lo fanno a lui allora strilla e corre da me. A quel punto corrono verso di me anche l'altro coinvolto e una schiera di testimoni oculari più o meno loquaci...La prima cosa è chiedere a lui cosa è successo. una volta chiesto a lui cosa è successo lui ovviamente ripete solo che gli hanno fatto male. allora chiedo all'altro coinvolto. ha iniziato lui risponde. tommaso dice di no e così via. che si fa ? io non ho visto e quindi non posso davvero sapere chi ha sbagliato per primo. quindi dico solo che le mani non si alzano e via. ma diverso è se sai chi ha inizato. trovo che in quello che hai fatto luana non ci sia nulla di sbagliato. hai cercato di consolare il piccolo ferito come farebbe un essere umano degno di questo nome e nel contempo cercare di capire cosa era successo. cosa c'è si sbagliato in questo ? la cosa sbagliata della mamma del ferito è sto puntare su di te senza nemmeno aver sentito il racconto per intero.e senza averto dato nemmono il tempo di sentire tuo filgio. non sempre i bimbi dicono la verità appena gliela chiedi. Un confornto in cui ci si chiarisce è semopre meglio. siamo noi che dobbiamo fargli vedere come si può ragguingere la pace parlando invece che inveendo contro altri o usando le mani. se ti avesse dato il tempo di sentire il ferito tu avresti chiamato il tuo, chiesto la sua versione. davanti all'ammissione di averlo spinto perchè fastidioso ( impulso che a volte fatico anche io a controllare da adulta...ahaha )lo avresti rimproverato quel giusto ( non l'ha picchiato con un bastone a chiodi suvvia ) per fargli capire che l'essere un po' noiosi non giustifica alzare le mani. sbaglio a dare questo filale alla tua storia ? la mamma del ferito cosa gli ha insegnato a suo filgio ? a non cavarsela da solo ne a confrontarsi con chi ha sbagliato. ne a capire che anche essere fastidiosi è uno sbaglio se si vuole stare in gruppo...quello che conta è imparare e insegnare da quello che accade hai nostri filgi. è li il nostro compito no ? buona gioornata a tutti.
nathalie.

Chi Sono

  • : La Staccata
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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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