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28 settembre 2012 5 28 /09 /settembre /2012 19:02

Perché introduco questa notizia che sta facendo il giro del Web con la celeberrima frase proferita da Neil Armstrong mentre se ne andava a spasso sulla Luna?

bimbo-piange.jpg

Perché il tizio che definisco da anni come il “nazista spagnolo”  ha forse, e sottolineo forse, sviluppato un briciolo di umanità. Forse… Ha deciso di ritrattare quanto affermato in “Fate la nanna”, il suo infallibile metodo per ammaestrare i bambini a un sonno filato. Sembra che il suo sistema  non sia applicabile ai piccoli al di sotto dei 3 anni di età. A mio avviso non è applicabile neppure ai cuccioli di grizzly, ma non vorrei sembrarvi la solita polemica.
Giusto ieri mi è capitata una che mi ha detto: "Eeeeeeeh, ma con mio figlio ha funzionato!" Ma perché, io ho forse mai affermato che 'sta barbarie non funzioni? Mica è quello il punto. Non le ho risposto, mi sarei anche stancata un attimo di spiegare l’ovvio.

Se proprio vi avanzano due minuti di tempo, date un’occhiata a queste mie vecchie riflessioni: Avanguardie ostetriche

Potete  leggere qui il post pubblicato da paternamente.it con i dettagli sulla vicenda. 

PS: Fan di Estivill, fate un'enorme cortesia a me e in primis a voi: astenetevi dal postare qui le meraviglie del metodo e di come abbia funzionato subito con i vostri bambini. Risparmieremo tutti tempo prezioso da impiegare in modo più costruttivo. Grazie.

Fonte:  paternamente.it , che ringrazio con tutto il cuore per avermi regalato 'sta gioia.

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commenti

Sofia 10/03/2012 12:15

In linea di massima concordo con quello che dici, e capisco il tuo punto di vista.
Non intendevo dire che penso che i genitori debbano dormire a tutti i costi e i bambini devono adattarsi, ma che ci debba essere una via di mezzo si. Nel periodo in cui non dormivo, o dormivo molto
poco, non ero una buona madre.
Certo, stavo con mio figlio, lo lavavo, cambiavo, gli davo da mangiare, lo allattavo e giocavo con lui, ma senza entusiasmo. Se provavo a sorridere era un sorriso finto. Mi veniva da piangere
continuamente, e mi detestavo per questo. Pensavo di essere abbastanza ironica dal riuscire a sorridere persino delle notti insonni, invece mi sentivo completamente a terra. E' una sensazione che
non ho mai provato e che ho capito, in parte, scoprendo che la mancanza di sonno è un metodo di tortura.


Se fosse continuata così avrei anteposto il mio bisogno di dormire al bisogno di mio figlio di essere cullato ogni 40 minuti per dormire, e non sono sicura che sarebbe stato un danno per lui.


Questo intendevo dire.

ps: per la cronaca, ho anche provato il metodo soft di Tracy Hogg e mio figlio ha urlato per tutto il tempo del pick up/pick down, senza riuscire a calmarsi, figuriamoci ad addormentarsi. A volte
la crudeltà di un metodo è nascosta.

Sofia

la staccata 10/02/2012 19:36

Quando ho letto "mia nonna è Estivill" ho riso di cuore :-)
Ecco, cara Sofia, credo che il punto sia proprio questo: in passato i bebè li si lasciava piangere. Un po' per ovvia necessità, visto che raramente una famiglia era composta da meno di 4/5 figli,
un po' perché si aveva la tendenza ad ascoltare meno i bisogni dei proprio bambini, proprio perché erano tanti.

Certamente non bisogna generalizzare, ci mancherebbe altro, però in linea di massima un bimbo che piange qualche disagio ce l'ha, questo in tutte le epoche. Lasciarlo piangere a lungo può causargli
danni psicologici? Li scienziati dicono di sì, a me francamente non sembra neppure questo il punto.

Il fatto è che i danni psicologici li causava principalmente a me e al padre.
Lasciarlo piangere a lungo non è un’impresa alla portata di tutti. C'è chi ci riesce e chi no, esattamente come fare la sentinella, come nel mio caso, per circa tre anni e mezzo ( e anche oltre, ma
i risvegli erano molto diradati, 2/3 volte per notte non di più, e già mi sembrava il Paradiso).

Ci sono riuscita, ma non saprei spiegarti il perché. Io, proprio io che fin da bambina ho sempre ronfato almeno 8 ore per notte, sono riuscita a non dormire per un lunghissimo lasso di tempo. L'ho
fatto perchè pensavo fosse giusto farlo, tutto qui.

Io lo so benissimo che il mio atteggiamento appare estremista, e tutto sommato lo è. Io non riesco purtroppo ad entrare in empatia con chi fa disperare i propri figli quando sono piccolissimi.
Diciamo che è un mio limite, lo riconosco. Questi genitori purtroppo mi causano le stesse sensazioni di chi non assicura al seggiolino auto i propri bambini. Di solito sono molto per il vivi e
lascia vivere, ma in questi due casi no. Mi spiace sinceramente, a costo di apparire come una dannata arrogante non ce la faccio.

Premetto una cosa anch’io: da quando mio figlio è diventato grandicello e fa capricci veri, sono capace di farlo sgolare anche per un’ora. Quindi non sono di base una madre tenerissima. Ma
quand’era piccolissimo no, soprattutto perché dava vita a scene di disperazione che avrebbero frantumato il cuore persino a Erode.

Chi annuncia che preferirebbe immolarsi piuttosto che lasciar piangere il figlio non ti piace, ne prendo atto. A me purtroppo non piacciono quelli che dicono : “Aaaaaah, no eh! Io ho bisogno di
dormire e quindi il bambino o si adatta o si adatta.” Purtroppo non ci vado d’accordo, e non perché mi consideri la Madre Del Secolo. Non ci vado d’accordo e basta.

E’ difficile da accettare, lo so, ma quando si mette al mondo un figlio bisogna anche mettere in preventivo che non dorma. Quelli che ronfano come angioletti non sono poi tanti.
Il mio personalissimo parere è che ad adattarsi debbano essere i genitori, e non il contrario. “Aaaaaaah, no eh! Etc.etc.” lo dicevo anch’io quando ero incinta. Poi è nato mio figlio e mi sono
“immolata”. Non è stato semplice, lo riconosco, ma diversamente non sono davvero riuscita a fare. Questo forse perché non sono affatto più forte di te, anzi. Magari sono più debole, visto che farlo
piangere più di X tempo mi spezzava il cuore.

Se sono impazzita dopo tutti quegli anni di insonnia? No, ma alla fine ci sono andata vicina. Quando ha finalmente iniziato a dormire, per tutto l’anno successivo ho continuato a sentirlo mentre
chiamava di notte. Lo stesso è capitato a mio marito. Invece Alessandro dormiva sereno e beato nel suo lettino.

Forse quello che mi ha sorretto sul serio e mi ha fatto reggere è stata la mia naturale tendenza a scovare il lato buono di ogni situazione: avevo un figlio splendido, sano, sempre sorridente,
divertentissimo, sotto molti aspetti adorabile anche se vivacissimo. Non dormiva, è vero, però per quanto assurdo potrà sembrarti, accanto a momenti in cui singhiozzavo per la stanchezza (mai
davanti a lui) ce ne sono stati tantissimi altri in cui ridevamo come pazzi.

Come la notte in cui si è svegliato alle 4 di mattina, era estate inoltrata e lui aveva circa un anno e mezzo, e mio marito ha pensato bene di fargli un bagnetto perché così si sarebbe rilassato.
Quella sciacquettata invece l’ha revitalizzato, e ha iniziato a saltellare peggio di prima. Allora ci siamo messi tutti e tre a giocare nel lettone. Considera che mio marito è un turnista, e 4
mattine su 7 esce di casa alle 5:30 per andare a lavoro. Si è messo a ridere anche lui. Forse un riso isterico, non dico di no, però ha abbracciato suo figlio invece di frullarlo dalla finestra. E
ti assicuro che certe volte la tentazione c’è venuta, eccome!

In certi casi o ti suicidi, o la prendi a ridere. E queste esperienze, cara Sofia, sono molto comuni. Non siamo dei santi, io e mio marito. Di genitori come noi ce ne sono tantissimi.

Il messaggio che cerco di dare con questo post in realtà è molto semplice: sappiate a titolo informativo (ma potrebbe anche non fregarvene un tubo) che io detesto il metodo Estivill (che poi la
scienza avvalori questa mia avversione e che lui qualche giorno fa abbia ritrattato le sue teorie diciamo anche che sono dettagli), ognuno faccia come vuole ma sappia che ci sono tantissimi sistemi
meno cruenti per “domare” un figlio insonne. Cercateli assieme a vostro figlio, anche nei manuali, perché no, sfruttate i consigli degli amici, cercateli dove volete ma sappiate che di sonno non si
muore.

Questo post cerca di confortare i genitori che adesso sono alle prese con il problema dell’insonnia, non si arroga il diritto di influenzare le altrui scelte, anche perchè penso che i lettori di un
blog non siano dei deficienti privi di opinioni personali. Sanno scegliere, viva Dio.

Racconta soltanto il mio punto di vista. Il mio, che tutto sommato sono soltanto un infinitesimale numerino disperso nell’universo dei genitori. Questo post non è in realtà contro i sostenitori di
Estivill, è invece indirizzato a chi la pensa come me. Mi spiace sinceramente essere così classista, ma in questo specifico caso io sono così.

Di sonno non si muore, io sono ancora viva. Anche se oggi vi sembra impossibile, vi assicuro che potete farcela. Che passerà, quando non lo so, ma passerà. Che un giorno riderete di tutto ciò…
No, non è vero. Questo non è affatto vero. Cerco di infondervi coraggio, ma non racconto mai frescacce, io. Non così monumentali, perlomeno.

Sofia 10/02/2012 17:15

Premessa: non ho mai applicato Estivill e non ho nessuna stima di un uomo (un uomo! vogliamo scommettere che non si è mai dovuto alzare di notte per cullare i pargoli?) che ha fatto di un concetto
banale (i bambini lasciati piangere prima o poi si rassegnano) e peraltro non suo (leggi: Ferber)un'enorme macchina guadagna soldi.
Però.
Però a leggere i commenti di chi annuncia che preferirebbe immolarsi piuttosto che lasciar piangere il figlio mi viene un gran prurito.
E non sto parlando del tuo caso: ovvio che un bambino in preda ad evidente terrore non potrà MAI calmarsi/ addormentarsi da solo.
Parlo di quei genitori che, senza aver mai provato, scuotono la testa sdegnati e parlano di danni psicologici causati da tal "metodo".
Sono la madre di un bambino di 15 mesi che per i primi 12 si è svegliato ogni 30-40 minuti ogni notte. Impiegando dai 20 ai 30 minuti a riaddormentarsi. Alla fine ero così sfinita che non riuscivo
più a far nulla ne a pensar ad altro che non fosse il momento di andare a letto: non mangiavo più, non sorridevo più. Andavo a coricarmi sapendo che si sarebbe svegliato al massimo dopo 40 minuti e
avrei poi dovuto cullarlo per 30. E io non dovevo poi andare al lavoro.
Può darsi che tu sia più forte di me, io so che se fosse continuato così (oggi si sveglia ancora 3, 4 volte per notte, ma è tutto molto più gestibile) mi sarei ammalata. Sarei impazzita.
E forse avrei usato Estivill, tutto purchè dormisse di più(forse non il nopron, ma non sono nemmeno certa di questo).
Mia nonna una volta mi ha raccontato come si comportava con i suoi figli la notte, quando erano neonati. Al termine del racconto avevo gli occhi sgranati: mia nonna E' Estivill!
D'altronde lavorava in campagna dall'alba, per tutto il giorno, come avrebbe potuto reggere se i bambini si fossero svegliati continuamente di notte? Così li lasciava piangere. (Ne mia madre ne i
miei zii hanno particolari turbe, per la cronaca).

Insomma, non bisogna generalizzare: i genitori che hanno usato il "metodo" e ha funzionato non credo abbiano lasciato avvicinare i figli al collasso, può darsi semplicemente che i loro figli
fossero più "pronti" di altri a questo sistema.

Sofia

la staccata 10/02/2012 14:49

@verdeacqua: ossantocielo! Il bebé che si "vendica" in sogno è un specie di legge del contrappasso versione onirica :-)

verdeacqua 10/02/2012 14:46

come sempre mi fai morire! mai riuscita... Sarà perchè una volta quando aveva pochi mesi ho sognato che mi metteva a nanna il mio nano (che al tempo del sogno non teneva neanche la testa dritta) e
mi lasciava a disperarmi in un lettino con le sbarre alte tre metri. Invece che analizzare il sogno con un'analista (forse mi avrebbe fatto bene) ho semplicemente deciso che questo metodo non
faceva per me. Non tanto per mio figlio ma per me!

Chi Sono

  • : La Staccata
  • La Staccata
  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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