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19 marzo 2010 5 19 /03 /marzo /2010 06:29


mamma che ridere



Ecco uno degli argomenti sui quali vi invito a commentare per partecipare all’iniziativa Huggies http://www.huggiesclub.it/mammacheridere

SENTI CHI BUSSA

I manuali dicono che una mamma ha bisogno di tempo e serenità per imparare a convivere con il nuovo arrivato e ad interpretarne i segnali. In realtà non fai in tempo a partorire che casa tua diventa un porto di mare, con schiere di parenti e amici che si presentano a tutte le ore e, soprattutto, folte schiere di sagge consigliere – la mamma, la suocera, la vicina – che fanno a gara a dirti i loro “preziosi” consigli. Tu, che non hai neanche il tempo per farti una doccia, non sai se abbozzare un sorriso educato o sparare a vista al primo che s’avvicina. È capitato anche a te?

Questo è il mio contributo, attendo i vostri commenti:

LE PROCESSIONI DI PARENTI / VICINI / SEMPLICI CURIOSI

Non c’è nulla di più inquietante dell’incessante processione di scocciatori che infestano la casa di una donna che ha appena partorito. Invece di attenersi alle norme dettate dal buon senso e dall’educazione, la maggior parte della gente si presenta senza preavviso a tutte le ore del giorno e della notte per ammirare il frutto del tuo ventre neanche si trattasse del Bambino Gesù.

In presenza di un lieto evento l’aria sembra caricarsi del virus dell’invadenza, un flagello letale capace di contagiare anche le persone più discrete. I familiari, poi impazziscono letteralmente. Più è stretto il grado di parentela con il nascituro, più la follia è irrefrenabile: per assicurarsi l’esclusiva della prima fotografia alcuni zii, Nikon al collo, non esiteranno ad irrompere in sala parto mentre il ginecologo vi sta ancora ricucendo. Riceverete visite inaspettate anche dal vicino di casa che di solito è amichevole come un pitbull affetto da emorroidi. Lo stesso uomo a malapena capace di grugnire un “‘ngiorno “quando vi incontra di fronte al secchione della spazzatura, si presenterà alle due del pomeriggio con tutta la famiglia al seguito, un sacchetto della Prè Natal in mano e un’aria così insolitamente cordiale da farvi sospettare che lo abbiano rapito gli alieni per resettargli il cervello.

Dovrete saziare la fame del vostro bebè senza preoccuparvi troppo del fatto che siete in chiesa, al ristorante o in fila alla posta. Sarete costrette ad allattare di fronte ai mariti delle vostre amiche o sotto lo sguardo libidinoso del figlio quindicenne della vicina di casa (un paio di tette rimangono sempre un paio di tette. A quell’età, poi, tutto fa brodo…). La zia, che non sentite da anni, telefonerà proprio un istante dopo che il pupo è crollato nella culla insistendo nel volergli parlare; il costante scampanellare del citofono vi bloccherà ogni volta che troverete cinque minuti per farvi una doccia. In breve tempo vi trasformerete in una barbona maleodorante senza neanche capirne il motivo.

La soluzione migliore, in questi casi, è procurarsi una buona segreteria telefonica e un abile alleato (madre, marito, sorella) in grado di fare da filtro fra te, tuo figlio e il resto del mondo.

Per riprendersi dalla fatica di un parto occorre almeno una settimana di tempo: le visite fanno certamente piacere, ma soltanto in orari decenti e se accompagnate da un minimo di discrezione. Sembra crudele e anche un tantino maleducato, ma spesso l’ultimo desiderio di una puerpera È condividere la nuova condizione di mamma a trenta secondi dal parto. Può essere imbarazzante far vedere a tutti che non si sa bene come tenere in braccio il proprio bambino o mostrare il seno quando si allatta. Una mamma impara presto a prendere confidenza con il suo mestiere, ma ha comunque bisogno di un breve periodo di rodaggio. Avere sempre in giro qualcuno per casa può non facilitare il suo compito perché le visite continue stancano e impediscono di svolgere le faccende quotidiane. 

Accogliere gente in un appartamento che sembra essere stato appena svaligiato dai ladri, con cumuli di tutine lorde accatastate sulla lavatrice e magari un pannolino stracolmo di cacca sul tavolo della cucina può non rispecchiare la nostra idea di ospitalità. Sarà difficile da spiegare agli estranei, ma una vera amica lo capirà.

E se non lo capisce, allora cambiate amica…






 




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commenti

anonimo 04/04/2010 18:44

A me quando ho partorito la piccola Giuliacamilla, la terza erede della numorosa famiglia di cui felicemente faccio parte, è successo che un giorno è arrivata la cugina della mia migliore amica che abita a Teramo (o a Theran, non mi ricordo) (non so dove va l'acca), io c'avevo il gas nella pancia perché dopo un parto molto lungo - che vergognissima - ho avuto difficoltà a fare aria per alcune settimane.E quando ho cominciato a fare aria, secondo te? Proprio in presenza della cugina di Teramo, che era appena tornata da Theran e quel giorno portava un burqua.Aho! Gli ho fatto volare via il burqua con uno scoreggione degno di uno scaricatore di porto appena approdato dopo aver mangiato una tonnellata di fagioli andati a male, e ti assicuro che non è per nulla nel mio stile perché io provengo da una nobile famiglia di Busto Arsizio, come puoi notare dal nome doppio della mia terza figlia.Allora, cosa ho fatto?Ho aperto le fineste e ho detto alla cugina che senza burqua era più bella che simpatica e che avevamo una perdita di gas in casa. Diciamo che la perdita proveniva dalle mie parti basse, che ridere.Mammacheridere guardaa pensarci mi piscio ancora addosso,anche perché dopo il terzo parto non tengo più nemmeno l'urina.spero di averti fatto divertire.ho vinto qualche candicandi?Siete tanto simpatiche voi bloggher che mi è venuto spontaneo farvi partecipi di questo evento.che ridereche vergognaMam MAria

francymom 04/02/2010 19:12

Ed eccoci alla seconda fase: hai eroicamente  "eliminato" uno per uno  quei parenti, amici e vicini invadenti, venuti ognuno a testare la tua preparazione di madre neofita -ergo incapace- su come dovrai allevare il sangue del tuo sangue. Per un attimo hai avuto pure  l'mpressione di essere la concorrente di un nuovo talk-show... "Mamme di Maria De Filippi"... con la tua bella maglia rossa con su scritto SFIDA, irrimediabilmente marchiata a vita da uno dei rigurgitini di tuo figlio, (come il 99% del tuo guardaroba da quando hai partorito)  in  fremente attesa del televoto.  Stanca, ma fiera del risultato,come Berlusconi dopo le elezioni, sei inebriata dall'amore e complice la prima invitante arietta primaverile, senti che  è giunto il momento di portare  il pupo all'aria aperta. Guardi velocemente nell'armadio e cerchi qualcosa tra l'1% dei tuoi indumenti scampati alle innumerevoli eruttazioni del piccolo innocente,  che  pure l'esorcista ti guarda e  fa spallucce.... Bene, qualcosa c'è: indossati i fuseaux fucsia, la maglietta del calcetto di tuo marito e un paio di giganteschi occhiali da sole modello Sandra Mondaini affinchè nessuno ti riconosca, dopo appena un'ora e mezzo per gli ultimi preparativi ( la sacca del pupo con dentro 7-8 pannolini, cinque pacchi di salviette, otto bavaglini,  l'acqua, cinque ciucci di ricambio, le copertine, i giochini....), finalmente, sistemato il tuo piccolo gioiello nel suo ovetto, varchi la soglia di casa, e come una debuttante al ballo, fai il tuo primo ingresso nella società ....delle mamme. Ora anche tu sei una di loro, ti dici,  e mentre lo pensi ti guardi intorno ed eccole, le altre debuttanti sono tutte lì...fino a ieri non le avevi mai notate, ma ora le riconosci con uno sguardo...di sottecchi le scruti, ti senti parte di un branco, sorridi, ostenti sicurezza e fierezza nel portamento, mentre spingi il passeggino CHICCO di ultima generazione con gli interni in pelle e la capotte elettrica e guardi amorevole la tua creatura... "Oh ma che carino, quanto ha? ma è un amore! maschietto o femminuccia? ma tu lo allatti? ah il mio prende quello artificiale...e la cacca? ha problemi a farla? beata lei, la mia è stitica dalla nascita...va avanti a clisterini poveretta....ho avuto un parto epocale...sono stata 15 ore in travaglio e niente...sapesse l'episiotomia che ho subito, sembra la Salerno-Reggio Calabria"....ah quanti bei discorsi quelli delle mamme, ore e ore a parlare di tutto, dai pannolini, alle pappette, dal vasino ai primi dentini, dalle notti insonni alle smagliature sul seno....e pensare che fino a ieri tutto mi sembrava così lontano! Poi oggi mi guardo allo specchio e vedo una donna diversa, una donna cambiata, una donna completa...ma c'è una domanda che ancora non ha trovato una risposta....ma quanto cacchio è lunga la Salerno-Reggio Calabria????? 

staccata 03/26/2010 16:35


@ Noelya e Angela C2: ho dimenticato di ringraziarvi per aver postato. Chiedo venia, questo è un periodo (piacevolmente) infernale per me. E' già tanto se mi ricordo di andare a riprendere Superboy a scuola!

anonimo 03/24/2010 14:31

svezzamento!mai come oggi lo svezzamento è fonte di gioie dolori preoccupazioni.si comincia a quest'età , si da solo questo seguito dopo 6 giorni da quello là, guai se non passano 6 giorni prima di inserire un nuovo alimento, pena catastrofi di chissà quale natura sul pargolo infante .mamme paranoiche che segnano sul calendario l'inserimento di ogni tipo di cibo, e se la sfiga vuole che anticipando di poche ore un alimento spunti una bollicina, magari era una zanzarina di passaggio che ha fatto solo un assaggio, di sicuro il bambino è intollerante, si intollerante a questa pressione che vuole che il cibo si dia con precione.se si seguisse passo passo questo tipo di alimentazione non potrebbe mai il piccolo enfante godere prima dei dieci anni una totale degustazione.(che schifo di rime che faccio)in ogni caso le paranoi sul cibo sono diventate davvero estenuanti, ma signore mamme un po di buon senso, ovvio che non do cotiche e fagioli e sette mesi, ma far assaggiare cibi sani e genuini non penso che faccia male.e poi com'è che sti bambini oggi sono tutti intolleranti, ai miei tempi si mangiava di tutto un pò, e mai ho incontrato da bambina un bimbo intollerantenoelya

staccata 03/24/2010 06:22

Carinissimo il tuo commento Silvia! Lo terremo senz'altro in considerazione. Molto, molto divertente quella della bilancia.Grazie per il tuo contributo.

Chi Sono

  • : La Staccata
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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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